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Pubblicato: 1 Febbraio 2017

Logistica, una strategia sempre più omnicanale

Logistica e consegne

La logistica si fa sempre più complessa, ma si apre all’innovazione digitale per diventare smart. Smart glass, Workflow scheduling, Load building, RFId, Sensoristica, Dematerializzazione e digitalizzazione documentale per il trasporto, Piattaforme collaborative e Logistics App sono le soluzioni su cui si stanno interessando maggiormente le imprese del settore, in particolare per assicurare visibilità dell’intero processo di distribuzione. E mentre l’esperienza di acquisto dei consumatori diventa sempre più trasversale e integrata attraverso tutti i canali di vendita, la logistica si fa “omnicanale”, riconfigurandosi anche attraverso sinergie con i canali di vendita tradizionali. Sono alcuni dei temi discussi oggi a Padova al convegno “Ambiti di innovazione nella logistica: esperienze a confronto” dell’Osservatorio Contract Logistics della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Assologistica, con il patrocinio di Confindustria Padova in cui sono stati presentati alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio attraverso casi aziendali innovativi commentati dai manager che hanno realizzato i progetti. Al convegno presieduto e moderato da Gino Marchet, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, hanno partecipato tra gli altri l’On. Paolo De Castro, membro della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo e Anna Viel, Vice Presidente di Confindustria Padova e Presidente del Gruppo Giovani Industriali Padova.

“La logistica e la distribuzione sono per definizione territorialità: i luoghi hanno proprie peculiarità, infrastrutture, filiere e servizi richiesti diversi. Abbiamo scelto il Triveneto per il nostro secondo convegno annuale, perché è una macroregione chiave dell’economia italiana in diversi settori, tra questi il settore del beverage alcolico, che abbiamo approfondito nella ricerca di quest’anno” spiega Gino Marchet, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics. “Il quadro che emerge dalla ricerca quello di una logistica sempre più complessa e che grazie alle nuove tecnologie deve essere sempre più ‘Smart’. Acronimo che vorremmo interpretare come: al ‘servizio’ del cliente e della strategia aziendale; ‘multicanale’, interprete dell’evoluzione del consumatore sempre più omnicanale; ‘agile’, ossia in grado di seguire i cambiamenti con velocità; ‘resiliente’, perché è importante che il sistema logistico sappia reagire a perturbazioni temporanee limitando i rischi per i committenti, ‘tecnologica’, perché la tecnologia e il digitale sono ormai gli elementi fondamentali che abilitano l’innovazione”.

I numeri del mercato
Il 2016 ha confermato la crescita del settore della Contract Logistics in Italia, che raggiunge 79,8 miliardi di euro di fatturato, +1,2% in termini reali, dopo due anni di segno positivo (+2,6% nel 2015 e +1,4% nel 2014) sostenuti dall’aumento del traffico merci, dalla crescita delle vendite all’estero e da una tiepida ripresa del PIL. Dopo il rallentamento degli scorsi anni, ricomincia a crescere la terziarizzazione che rappresenta il 40% delle attività logistiche.

L’innovazione tecnologica e digitale
La ricerca ha individuato 8 soluzioni tecnologiche innovative (Smart glass, Workflow scheduling, Load building, RFId, Sensoristica, Dematerializzazione e digitalizzazione documentale per il trasporto, Piattaforme collaborative e Logistics App), di cui ha misurato il grado di interesse prospettico, evidenziando come l’attenzione delle aziende si stia concentrando in particolare sulla visibilità dell’intero processo di distribuzione: una delle sfide storiche della logistica, oggi resa possibile da soluzioni che permettono di ottenere maggiore tempestività per il 50% dei rispondenti e tracciabilità delle informazioni per il 24%, oltre a migliorare efficienza (50%) e qualità (27%) del processo di distribuzione. Senza tralasciare i benefici per l’immagine aziendale (29% per le Logistics App) e la conformità normativa (15% per la dematerializzazione e digitalizzazione documentale).

L’omnicanalità
In un contesto di forte cambiamento, in cui le vendite online mostrano una crescita in doppia cifra, lo sviluppo di una strategia omnicanale porta le aziende tradizionali a riconfigurare i modelli logistici spesso anche attraverso sinergie con i canali di vendita tradizionali. La configurazione del modello logistico risente delle peculiarità degli specifici settori. La ricerca ha studiato 3 settori: Produttori alimentari, GDO e Retailer no food. I produttori del settore alimentare spesso percepiscono il canale eCommerce B2c come uno strumento per rafforzare il proprio brand, integrare la gamma ed aumentare le vendite del canale tradizionale, ma dal punto di vista logistico il canale tradizionale e l’eCommerce B2c risultano ancora separati. Nella GDO diverse grandi insegne hanno attivato il canale eCommerce B2c in risposta all’ingresso di nuovi competitor, con conseguenze sul sistema logistico nel coinvolgimento del punto vendita per l’attività di picking e in alcuni casi nella ricerca di sinergie tra canali in fase di distribuzione. Tra i Retailer no food invece l’eCommerce B2c è ormai ampiamente diffuso con volumi di vendita in crescita costante e nella logistica si osserva una forte ricerca di sinergie tra i diversi canali.

Il focus sul settore Beverage alcolico
L’analisi sul Beverage alcolico, presentata in anteprima al convegno, rivela che il mercato della logistica conto terzi nel settore è pari a 231 milioni di euro, con un grado di terziarizzazione del 78%. Il Beverage alcolico appare ben sviluppato dal punto di vista della logistica conto terzi, con un outsourcing “strategico” (l’affidamento di una parte rilevante del processo logistico, comprensivo almeno delle attività di trasporto e stoccaggio) diffuso oltre la media. Anche se alcune peculiarità sono specifiche di ogni comparto (vino, birra, spirits).

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