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Pubblicato: 7 Aprile 2015

Logotel alla Milano Design Week

Quali sono i bisogni del futuro? Di cosa ha bisogno il futuro? Ha senso progettare e lavorare su esigenze non più attuali? Per rispondere a queste domande, ma soprattutto per capire come il design adesso e nel futuro possa essere centrale per riscrivere e riprogettare i bisogni, la service design company Logotel presenta “NEED, When Design Empowers Human Potential” che si terrà durante la Design Week di Milano nello Spazio Logotel di via Ventura 15 dal 14 al 19 aprile.

Un percorso di esplorazione dei “bisogni” attraverso una moltitudine di progetti, realizzati da 19 designer italiani e internazionali, in grado di mettere in relazione diversi punti di vista meta-progettuali che indichino e mostrino alcune dimensioni del cambiamento che sono state attivate reinterpretando o riattualizzando alcune categorie di bisogni: individuali e collettivi, in micro e macro scala, umani o artificiali, materiali e immateriali, presenti e futuri. In questa chiave di lettura del presente, diventa sempre più centrale infatti allargare lo sguardo e avventurarsi sul terreno dell’ascolto: sia perché riemergono bisogni basici ed elementari, sia per anticipare quelli futuri.

La mostra indaga progetti e ricerche impegnati a disegnare servizi, artefatti, utilities o scenari con l’obiettivo di trasformare e migliorare individuo, società, ambiente per testimoniare un un orizzonte grande e possibile della trasformazione.
Project & Content Management di “Need” è Cristina Favini, Strategist e Manager of Design di logotel, con la direzione scientifica di Susanna Legrenzi, curatrice di mostre di design e di progetti di comunicazione online e offline e Stefano Maffei, Professore Associato alla Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Ecco alcuni dei lavori presenti in questo percorso di esplorazione dei “bisogni”.
Ebola Ppe For Healthcare della Johns University e Critter Bitters di Julia Plevin e Lucy Knops, sono i progetti di “maggiore impatto”. Il primo è il prototipo di una tuta per aumentare la protezioni degli operatori sanitari che hanno a che fare con il virus Ebola ed esplora la dimensione del #Care mettendo in mostra una mescolanza unica di design funzionale, bioingegneria e conoscenza di come si possano controllare le malattie infettive. Il secondo, Critters Bitters, rivoluziona il modo in cui gli americani pensano le bevande. Questi nuovi Cocktails sono infatti Insect-Based. Lavorati attraverso processi di distillazione e fermentazione, gli insetti, o meglio i grilli, diventano dei prodotti commestibili miscelati con quattro sapori: vaniglia, cacao, mandorle tostate e – per i più avventurosi – il grillo puro nella sua essenza. Il progetto esplora il bisogno di superare il fattore di disgusto da parte della società occidentale di consumare gli insetti con più “voglia”.
Altri lavori presenti: da Fragile di Mireia Gordi i Vila che usando le proprietà di una membrana elastica, incastra oggetti di diverse forme e dimensioni in un packaging su misura, riutilizzabile, lavabile, riparabile, modulare ecc. a Reporter di Nicholas Felton, un’app che partendo dall’idea che “less is more”, aiuta a tenere traccia del tempo passato e delle attività compiute durante la giornata, misurando alcuni aspetti della giornata ad intervalli random e aggregando il tutto con grafici riassuntivi e statistiche. Il progetto NASCO/STO di Maurizio Montalti di Officina Corpuscoli consiste in un bastone da passeggio in vetro che viene rivisitato in chiave contemporanea e simbolica: da un lato la sua funzione di supporto e/o ausilio, dall’altro strumento fragile allegorico che invita a riflettere sulla necessità di un cambiamento nel campo della disciplina del progetto.

E' ispirata invece ai progressi nel campo delle biotecnologie, Johanna Schmeer con il progetto Bioplastic Fantastic, getta le basi per il cibo del futuro, sette diversi prodotti che, combinati, potrebbero fornire tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno per vivere: proteine, grassi, acqua, fibre, zuccheri, vitamine e minerali. Mentre con Ambio, una lampada alimentata da batteri bioluminescenti costituita da un tubo di vetro riempito con batteri bioluminescenti in una soluzione di acqua salata, Teresa van Dongen sfrutta il matrimonio tra arte, biologia e tecnologia. Il libro Autistic Lanhiages di Lynn Schammel nasce dall’incontro del social designer con 3 adulti affetti da autismo con i quail Schammel ha trascorso un anno, per conoscere meglio sia loro che il loro modo di comunicare; mentre Ginger Krieg Dosier con Biobrik ha messo a punto un mattone che non deve essere cotto, bensì coltivato. Con il suo impiego su larga scala sarà possibile abbattere sensibilmente le emissioni di CO2. Dalla collaborazione della Ong Water is Life con scienziati e ingegneri americani, nasce Drinkable Book, il libro potabile, le cui pagine contengono due filtri in grado di fornire acqua pulita per 30 giorni oltre a essere rivestite di nanoparticelle di argento i cui ioni uccidono germi e batteri responsabili di malattie come colera, tifo ed escherichia.

Orari di apertura al pubblico:
Mar 14, Ven 17, Sab 18 10 am- 8 pm
Merc 15  10 am – 10 pm
Gio 16 10 am – 1 pm
Dom 19 10 am – 6 pm

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