stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 15 Febbraio 2018

Il mobile e il suo dominio in Italia

Il mobile continua a crescere e afferma il suo dominio in Italia, sia in termini di audience che di advertising

mobile

Cresce sempre di più il mercato del mobile in Italia, sia nei suoi numeri complessivi (tra audience e utenti) sia nel giro d’affari. Partendo dalla base: gli italiani che ogni mese navigano su Internet da mobile (che sia uno smartphone o un tablet) sono 31,1 milioni. Di questi, il 37% utilizza esclusivamente i dispositivi mobili (una quota maggiore rispetto a chi usa solo il pc). Il tempo medio trascorso a navigare da mobile rappresenta il 64% del totale speso online ed è pari a circa 45 ore al mese. Di queste, l’88% è consumato all’interno di una app. Il mercato relativo all’advertising supera il miliardo di euro, e rappresenta così il 40% del mercato digitale e il 14% del totale mezzi. Tutti questi numeri li ha snocciolati ieri il Politecnico di Milano nel suo appuntamento annuale dedicato all’Osservatorio Mobile B2c Strategy.

 

  1. La navigazione passa sempre più dal mobile
  2. Il mobile advertising a +49%
  3. I formati del mobile adv
  4. Alta l’attenzione per il mobile browsing
  5. Consumatori pro mobile wallet
  6. Mobile messaging in continua crescita

 

 


La navigazione passa sempre più dal mobile

Gli italiani che accedono mensilmente a Internet da mobile (smartphone e tablet) sono 31,1 milioni: di questi, il 37% utilizza solo dispositivi mobili. Tale percentuale aumenta fino al 61% se si guarda il giorno medio. Sono quindi oltre 11 milioni gli italiani che accedono a Internet esclusivamente da mobile, mentre la restante parte usa anche il desktop. Lo scorso anno, a marzo, si è registrato lo storico superamento del numero di utenti che navigano solo da device mobili rispetto ai Pc-only; tuttavia a concentrare gran parte dell’attività online da smartphone è un numero limitato di Applicazioni, essenzialmente di proprietà di Google e Facebook.

related


Il mobile advertising a +49%

Proprio per effetto di questi numeri sulla diffusione e sull’utilizzo dello smartphone il mobile è diventato un canale molto rilevante per le aziende di qualunque settore. Cresce, quindi, l’utilizzo di questo touchpoint da parte delle imprese lungo tutte le fasi del processo di relazione con il consumatore (pubblicità, promozione, vendita, pagamento, servizi di pre e post-vendita).

 

“Il mercato del mobile advertising in Italia continua a crescere (+49%) e nel 2017 supera il miliardo di euro, rappresentando così il 40% del mercato digitale e il 14% del totale mezzi. Si riduce quindi la differenza tra la spesa delle aziende su questo canale e il tempo di navigazione degli utenti (che come l’anno scorso supera il 60%)”, afferma Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy.

 

“L’incremento degli investimenti può essere ricondotto in particolare alla crescita dell’impatto del mobile all’interno di campagne digital multipiattaforma, sia a causa del crescente spostamento di audience su questo canale, sia per la maggiore attenzione di diversi editori a declinare su mobile alcuni formati tipici del Desktop e a migliorare le modalità di misurazione delle visualizzazioni, oltre ad offrire pacchetti di total digital audience. Inoltre, lato investitori indubbiamente la pianificazione cross-canale è più semplice e scalabile (sia in diretta sia sulle piattaforme automatizzate di programmatic adv).

 

Si registra comunque una crescita, seppur in misura più contenuta, degli investimenti ad hoc sul canale; in particolare in-app, sfruttando i dati di targeting specifici, sviluppando creatività ad hoc e puntando a obiettivi specifici del mezzo (ad esempio, drive to store o app download)”.

 

mobile advertising

 


I formati del mobile adv

A livello di formati continua ad avere un peso dominante (43% del mercato) il Display advertising (Video esclusi). Al suo interno un trend interessante riguarda i formati native, seppur ancora piccoli in valore assoluto, ma in crescita per la capacità di “superare” gli adblocker, le potenzialità in termini di minor invasività e maggior engagement e le performance in linea o superiori rispetto a quelle ottenute su Desktop.

 

Seguono il video advertising, che si conferma anche quest’anno il formato che cresce maggiormente (+126%) arrivando a pesare il 33% del mercato; e la search (+16%, che vale il 20% del totale). Crescono anche gli investimenti in Classified ossia su portali di compravendita (+78%), anche se mantengono una quota marginale sul totale mercato (3%), mentre è in calo l’Sms advertising (-17%), principalmente per la sospensione di questo servizio, nel corso del 2017, da parte di una delle principali Telco.

 

“L’interesse verso i dati mobile da parte degli investitori è in crescita, in scia con il trend del data-driven advertising; parallelamente sta aumentando l’offerta di nuove tipologie di dati, per merito anche dell’ingresso di nuovi player sul mercato” conclude Marta Valsecchi. “Altro trend importante riguarda le sfide in ambito misurazione, per riuscire ad attribuire il giusto ruolo al mobile anche quando le conversioni avvengono altrove, per costruire una stima dell’impatto delle campagne digitali sul punto vendita fisico e per avere standard e metriche definite di valutazione degli investimenti fatti”.

 

mobile commerce

 


Alta l’attenzione per il mobile browsing

Considerando le principali aziende per fatturato in 13 differenti settori analizzate nel corso della ricerca, emerge che il 68% ha un sito responsive, il 15% un mobile site, il 13% un sito adaptive e solo il 4% un sito non ottimizzato. “L’attenzione delle aziende alle performance del sito da smartphone trova riscontro nella riduzione del numero di utenti che dichiarano di aver abbandonato un sito non sufficientemente veloce o usabile “spesso” o “qualche volta”: 46% dei mobile surfer (contro il 57% di un anno fa)” afferma Antonio Filoni, Head of Duepuntozero & Digital Offering, Doxa.

 

“La rilevanza del mobile è in crescita e ormai sotto gli occhi di tutti. Per circa la metà dei mobile surfer lo smartphone ha sostituito o sta sostituendo il Pc e per un ulteriore 40% invece pc e smartphone hanno la medesima rilevanza; tre su quattro utilizzano lo smartphone lungo il processo d’acquisto e, in particolare, poi, il 42% dei mobile surfer lo usa anche per fare acquisti”. Cresce anche l’attenzione da parte delle grandi imprese agli analytics: circa due aziende su tre tra quelle intervistate nel corso della Ricerca, infatti, già li utilizza per adeguare i contenuti del sito e migliorare la customer experience (ma ancora pochi in tempo reale attraverso suite dinamiche).

 

mobile browsing

 


Consumatori pro Mobile Wallet

In Italia, il 63% dei mobile surfer vorrebbe poter digitalizzare in un’unica app i vari contenuti del proprio borsellino (carte di pagamento, carte fedeltà, buoni sconto, biglietti o abbonamenti dei servizi di trasporto/parcheggio o di eventi, badge aziendale, buoni pasto, ecc.). In particolare, tra questi, le carte fedeltà sono l’elemento che maggiormente gli utenti vorrebbero poter avere sul proprio smartphone, seguite dalle carte di pagamento e dai buoni sconto. Focalizzando, quindi, l’attenzione sulle carte fedeltà, emerge che il 35% le ha già dematerializzate almeno in parte; di questi, il 10% ha invece già dematerializzato tutte quelle che ha. Nella maggior parte dei casi (63% di chi le ha dematerializzate) il repository è un’Applicazione aggregatore (o mobile wallet).

 

mobile wallet

 


Mobile messaging in continua crescita

I volumi di sms bulk, ossia sms per l’invio di comunicazioni, promozioni e messaggi di servizio (anche transazionali) sono in decisa crescita anche nel 2017: +19% rispetto al 2016. Complessivamente si tratta di 4,1 miliardi di messaggi. L’sms, infatti, rimane un canale di comunicazione che consente di raggiungere chiunque (anche chi non ha uno smartphone); ma soprattutto, essendo a pagamento, viene utilizzato con maggiore attenzione e minore pressione da parte dei brand.

 

Questo consente a svariate aziende intervistate di registrare performance importanti, superiori anche ad altri canali. Il 64% dei mobile surfer, inoltre, riceve Sms dai brand di cui è cliente spesso o qualche volta; la maggior parte di essi non li considera uno strumento fastidioso (solo uno su cinque non li gradisce). Quest’ultima percentuale cambia però notevolmente se il mittente del messaggio non è un’azienda di cui l’utente è cliente.

 

Gli utenti si sono invece dimostrati freddi sul rapporto con i chatbot e sulla possibilità di comunicare con i brand tramite servizi di Instant Messaging come WhatsApp: solo uno su tre prenderebbe in considerazione l’ipotesi di dialogare con un brand attraverso un bot invece che con un umano e solo il 31% si dichiara interessato a usare le chat per interagire con i brand.

 

mobile sms

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net