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Pubblicato: 15 Ottobre 2014

Moda e lusso, si torna ad investire

Nel 2013 la crescita delle grandi imprese internazionali della moda e del lusso ha segnato il secondo rallentamento consecutivo, rimanendo comunque positiva a +7,9%. Inoltre, il settore ha dimostrato buone capacità di reazione investendo più che in passato (il rapporto fra investimenti operativi e ammortamenti si è attestato al 168,6% rispetto al 147,6% del 2012). Lo riporta il Fashion and Luxury Insight, il rapporto annuale di SDA Bocconi e Altagamma che analizza i bilanci delle imprese internazionali quotate con fatturato superiore ai 200 milioni di euro.

La profittabilità dell’industria è diminuita, evidenzia il rapporto, che quest’anno analizza un campione di 79 società dal fatturato complessivo di 332 miliardi di euro: il ROI medio scende al 13,5%, rispetto al 14,9% dell’anno precedente, mentre l’Ebit margin passa all’11,5% dal 12,4% del 2012. “L’aspetto finanziario è ancora al centro delle preoccupazioni delle imprese”, afferma Emilia Merlotti della SDA Bocconi (Area Amministrazione, Controllo, Finanza Aziendale e Immobiliare), coautore del rapporto, “che nel 2013 sono riuscite a ridurre ulteriormente la leva finanziaria portando il rapporto debito su capitale proprio a 0,40, ovvero a livelli comparabili a quelli del 2005. La generazione di cassa, sebbene in lieve flessione (10,4% rispetto al 10,7% del 2012), rimane sostenuta”. “Nel 2013 si evidenzia anche un rallentamento nell’apertura di nuovi punti vendita”, afferma Paola Varacca Capello della SDA Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità), coautore del rapporto. “Il dato si ferma al 3%, un livello che non si era mai registrato prima”.

Il segmento degli Specialisti online è quello con la performance migliore in termini di crescita di fatturato (+27.9%). Gioielli e orologi sono secondi, con +13,6% e primi come ROI, salito al 17.9%.
“La scomposizione dei risultati nelle cinque aree geografiche Italia, Francia, Resto d’Europa, Nord America e Asia”, sostiene infine Nicola Misani della SDA Bocconi (area Strategia e Imprenditorialità), coautore del rapporto, “indica un anno complicato per le imprese italiane del settore, che nel 2012 erano quelle con la crescita più veloce e nel 2013 si rivelano quelle con crescita più lenta. Anche la redditività risulta leggermente inferiore alla media”. Armando Branchini, vice presidente di Altagamma e coautore della ricerca, sottolinea che “un aspetto positivo è il fatto che la qualità e l’innovazione si dimostrano ancora un fattore importante di successo. L’alto di gamma si conferma, infatti, il segmento che gode della migliore salute. L’alto di gamma dell’abbigliamento, per esempio, ha registrato un ROI del 20,8% contro il 15,2% dell’abbigliamento nel suo complesso e una crescita del fatturato del 18,1% contro l’8,5%”.

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