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Pubblicato: 13 Giugno 2014

Mondiale, la debolezza economica del Brasile

I mondiali non sono sempre una gioia per la nazione ospitante, e forse mai come questa edizione si è riuscito a vedere oltre l'evento calcistico, si è riusciti a focalizzare l'attenzione sui problemi extracalcistici che il Brasile sta affrontando. Per l'occasione Euler Hermes, società del Gruppo Allianz, è andata ad analizzare l’impatto economico del grande evento sui principali indicatori del Paese ospitante.

Nel periodo 2009-2014, per la realizzazione delle infrastrutture sono stati spesi circa 8.6 miliardi di euro, pari allo 0,5% del PIL, mentre nel periodo 2010-2016 in occasione di Giochi Olimpici saranno impegnati circa 4 miliardi di euro, pari allo 0,2% del PIL, che rappresentano comunque un impegno economico minimo se rapportato all’economia del Paese. Secondo le prime stime di Euler Hermes, l’impatto economico dei mega eventi in programmazione è stato modesto. Infatti nel periodo 2009-2013 l’apporto addizionale agli investimenti reali è stato in media tra lo 0,5% e 0,8% e dello 0,1% e 0,15% per il PIL reale. Nel 2014 l’impatto sugli investimenti sarà minore (+0,4% e +0,6%) in quanto la maggior parte delle attività saranno focalizzate solo nei primi mesi dell’anno, prima dell’inizio della manifestazione mentre il PIL addizionale sarà dello 0,2%, grazie all’apporto dei consumi dei turisti che arriveranno in Brasile. Secondo le previsioni la crescita del PIL rimarrà comunque bassa registrando rispettivamente nel 2014 + 1.8% e nel 2015 + 2.1%. “Sebbene i nostri studi sui mega eventi evidenzino effetti positivi nel breve termine sull’economia reale, spesso i risultati a lungo termine mostrano un trend poco significativo o addirittura negativo” ha dichiarato Ludovic Subran, Chief Economist di Euler Hermes, “e in particolare l’economia del Brasile ne è la conferma: non solo il Paese non è stato in grado di raccogliere a pieno i benefici economici dei Mondiali di calcio ma deve affrontare anche livelli elevati di inflazione che hanno un impatto negativo sulla vita quotidiana dei brasiliani”.

Anche l’impatto sulla creazione di nuovi posti di lavoro può essere considerato limitato nel lungo periodo. Nel periodo 2009-2014 saranno creati circa  700.000 nuovi posti di lavoro che, se paragonati alla forza lavoro del paese, pari a oltre 100 milioni, sembrerebbe un numero modesto. Inoltre, la maggior parte degli impieghi lavorativi creati nella fase di progettazione scompariranno, così come avrà vita breve anche l’indotto legato al turismo. Sul fronte delle imprese, l’indice delle insolvenze aziendali nel Paese è atteso in crescita del 9% nel 2014 come conseguenza del rallentamento dell’economia. Pe le aziende i principali problemi sono rappresentati dalla debole domanda interna, fortemente influenzata dalle pressioni inflazionistiche, e dall’inasprimento della politica monetaria. Le pressioni inflazionistiche sono cominciate a partire dal 2009, al momento dell’assegnazione del Mondiale, e nel periodo 2009-2013 la crescita addizionale è stata pari al 1,2% (0,4% solo nel 2013). I livelli inflazionistici raggiungeranno il picco tra Agosto e Settembre e in media possiamo valutare intorno allo 0,5% il peso generato dai Mondiali di calcio sui livelli di inflazione del paese. Se si includono anche i prossimi Giochi Olimpici, la crescita addizionale dell’inflazione sarà pari a 2,5% nel periodo 2009-2016 e l’inversione del trend di crescita è atteso non prima del 2020.

I mega eventi in programmazione stanno mostrando un Paese basato su un modello economico debole. Le infrastrutture ancora non all’altezza, i deboli investimenti per spingere verso l’alto la competitività delle imprese, i problemi inflazionistici con conseguente impatto sulla domanda interna, la bassa attrattività dei capitali esteri e le differenti forme di protezionismo, sono solo alcuni dei problemi da risolvere nel prossimo futuro. “Poiché il malcontento del Paese continua a sollevarsi in risposta all’incremento dell’inflazione,  non sarebbe una sorpresa vedere gli eventi sportivi giocare un ruolo chiave nell’agenda politica che sarà segnata dalle prossime elezioni presidenziali in Ottobre. Alla fine le grandi riforme strutturali potrebbero risultare il vero mega evento dell’economia brasiliana” ha concluso Subran. Dunque le prossime elezioni rappresentano un’ottima opportunità per attuare politiche economiche di sostegno alla crescita del Paese.

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