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Pubblicato: 30 Marzo 2017

Money, Money, Money: Attitudes Toward Credit, Consumption, and Cryptocurrency

Havas

Nel mondo, solo quattro persone su dieci affermano che il denaro conferisce significato alle loro vite, mentre cinque su dieci dichiarano che sarebbero di fatto più felici se consumassero di meno; lo rivela un nuovo studio, “Money, Money, Money: Attitudes Toward Credit, Consumption, and Cryptocurrency” (“Soldi, Soldi, Soldi: Atteggiamento Verso Credito, Consumo e Criptovalute”, NdT) di Havas Worldwide. Con un’economia mondiale in stallo e un patrimonio personale che si fa sempre più esiguo, emergono nuovi atteggiamenti verso denaro, consumo e debiti, ad indicare che il capitalismo sta precipitando verso la bancarotta.

 

Tra i risultati più significativi della ricerca Havas ricavati sul campione italiano:
-Il denaro è importante, ma non è tutto: Il 77% degli intervistati afferma che la vita sarebbe di fatto migliore con più soldi; tuttavia, l’89% ritiene che chi è ossessionato dal denaro non abbia afferrato il vero senso della vita. Il 85% dichiara di ammirare chi è ricco ma continua a condurre una vita semplice.
-La gente si muove con molta cautela in merito ai debiti: Quasi sei intervistati su 10 dichiarano che vivrebbero meglio se avessero meno debiti. Le ragioni principali per le quali la gente è disposta a indebitarsi sono: l’acquisto di una casa (59%), l’istruzione dei figli (52%), investire nella propria attività (41%) e l’acquisto di un’auto (31%).
-Ci si continua a interrogare sui vantaggi del capitalismo: Soltanto il 41% degli intervistati crede nell’equazione “più lavoro, maggiori guadagni” – fatto in evidente contraddizione rispetto a uno dei valori fondanti delle società capitaliste. Il 54% afferma di trovare frustrante il fatto di dover lavorare per molte ore solo per il proprio sostentamento.
-Le banche devono cambiare: A livello mondiale i consumatori si aspettano che le banche si adeguino alle nuove tecnologie e che assumano un ruolo più personale nelle vite dei consumatori. Il 65% degli intervistati vorrebbe essere più accorto in merito al risparmio. Il 43% desidera che la propria vita finanziaria sia gestita da una sola organizzazione, mentre, degli utilizzatori della prima ora (Prosumers) presenti nel campione, il 64% desidera pagare tutto tramite smartphone e il 71% vorrebbero acquistare con le tecnologie biometriche.

 

“I consumatori si trovano nel bel mezzo di una bufera di incertezza finanziaria: il duro lavoro non li ripaga, i risparmi guadagnati faticosamente sono alla mercé di un’economia globale in stallo e il loro desiderio di strumenti migliori per la gestione dei risparmi resta insoddisfatto, così come il futuro finanziario dei loro figli non fa ben sperare. È indubbio che la globalizzazione e la rapidità nell’innovazione tecnologica abbiano contribuito alla maldistribuzione della ricchezza, che resta il fattore alla base della maggior parte di questi problemi. Tuttavia, le compagnie possono essere parte della soluzione tanto quanto lo sono del problema. Dovrebbero riscrivere il contratto tra loro stesse e la società, smettendo di concentrarsi sugli azionisti come beneficiari della creazione del valore e iniziando a crearlo per il mondo tutto” afferma Dan Goldstein, direttore strategico di Havas New York.

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