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Pubblicato: 5 Agosto 2016

Ricerca WIN: le donne-manager vorrebbero più tempo per loro stesse

Sta mutando l’ordine delle priorità personali delle donne-manager, di chi cioè ha tradotto nei fatti, all’interno delle organizzazioni aziendali, la spinta al women empowerment che da tempo si è fatta sempre più efficace.
O per lo meno questo è quanto emerge da una ricerca condotta da WIN (Women’s International Networking), l’organizzazione internazionale di leadership femminile rivolta alle donne di tutto il mondo, tra le partecipanti alla Global WIN Conference (che quest’anno tornerà a svolgersi a Roma, all’Ergife Palace Hotel, dal 28 al 30 settembre).
Pur rimanendo fortemente concentrate sullo sviluppo delle proprie competenze professionali – spiega la ricerca – aumentano  le donne in carriera che vorrebbero diminuire l’impatto del lavoro nella vita per ritagliarsi più tempo per se stesse.
La maggior parte delle donne-manager dedica oggi il 60% della propria giornata alla professione, ma il 91% di loro sogna un bilancio diverso tra lavoro, famiglia e tempo per sé.
È in crescita, infatti, il numero delle dirigenti convinte che solo il 50% della propria giornata dovrebbe essere riservata al lavoro, mentre la restante metà di tempo dovrebbe essere dedicata alla “casa” (20%) ma soprattutto dovrebbe essere riservato a “se stesse” (30%), benche in tale percentuale siano incluse coloro ci vorrebbero utilizzara tale tempo incrementale anche per migliorare le proprie competenze e skills da utilizzare poi sul posto di lavoro.
A puntare a questo equilibrio (50% lavoro; 30% se stesse; 20% famiglia) è stato il 31% delle donne manager intervistate, in netto aumento rispetto al 2009 quando a pensarla così era solo il 17%. Ciononostante si tratta ancora soltanto di un desiderio, considerando che, nella realtà quotidiana, la maggioranza delle donne in carriera dedica il 60% del proprio tempo al lavoro e divide equamente il restante 40% tra famiglia e ‘tempo per sé’.
Segnali positivi provengono dal riconoscimento della professionalità delle donne: rispetto a 5 anni fa, infatti, il 70% delle manager ritiene di essere adeguatamente valorizzato nella propria azienda mentre nel 2009 era solo il 54% (+16%).
Resta tuttavia diffusa la convinzione che l’introduzione delle “quote rosa” sia ancora la soluzione per una adeguata valorizzazione della rappresentanza del genere femminile sul lavoro: il 66% delle intervistate lo ritiene particolarmente vero per quanto riguarda la scelta delle figure apicali in azienda, ma quasi altrettante (63%) ritengono che le “quote rosa” siano uno strumento da applicare anche nella fase iniziale della carriera e per introdursi nel mondo del lavoro.
Purtroppo, le donne manager rilevano ancora xcome la mancanza di opportunità (61%) e il poco tempo a disposizione (19%) siano sempre i principali ostacoli allo sviluppo della propria carriera.
Per quanto riguarda l’attività sui social-media, solo il 51% delle donne-manager fa parte di community online, ma chi fa networking attraverso i social partecipa ad almeno 1-3 community (77%) e in alcuni casi anche fino a 7 (17%).

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