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Pubblicato: 28 Luglio 2014

Saldi 2014, acquista solo 1 italiano su 3

I primi giorni di luglio sono iniziati i saldi e il tempo trascorso consente di tratte le prime valutazioni. La partenza sembra essere stata positiva, infatti le vendite per le imprese associate a Federdistribuzione hanno registrato un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto grazie alle aperture domenicali. “Da questi primi dati” sottolinea Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione, “emerge come la domenica diventi un giorno sempre più importante per gli acquisti delle famiglie, consolidandosi, a due anni e mezzo dalla liberalizzazione degli orari, come utile alternativa al sabato”.

Anche secondo Confesercenti gli acquisti si sono concentrati nei weekend. In particolare, quello più produttivo è stato il secondo dalla partenza degli sconti: dall'indagine condotta SWG su consumatori e commercianti, il primo weekend di saldi ha registrato il 34% degli acquisti, mentre il secondo ha guadagnato due punti arrivando al 36%; negli altri giorni hanno invece acquistato solo il 30% dei consumatori. Il maltempo non ha certo aiutato, infatti, il 67% degli italiani ha detto di voler partecipare alle vendite di fine stagione, ma solo il 29% lo ha già fatto nelle prime due settimane e il 38% ha detto di voler sfruttare i prossimi giorni anche grazie all'aiuto del caldo in arrivo. Tra coloro che hanno già acquistato, il 52% ha dichiarato di aver speso come lo scorso anno, mentre il 48% ha ridotto la spesa: gli acquisti sono incentrati soprattutto su prodotti di fascia media tra i 50 e i 200 euro per una spesa media di 105,5 euro. Roberto Manzoni, Presidente di Fismo Confesercenti afferma che “i negozi hanno ancora un'ampia gamma di offerta disponibile, con un buon assortimento, che garantisce la possibilità per i consumatori di fare buoni affari. La speranza è che con l'arrivo del caldo, si possa finalmente recuperare. I commercianti si stanno attrezzando: uno su quattro offrirà sconti del 50%, e alcuni imprenditori stanno pensando a sconti speciali per stimolare gli acquisti infrasettimanali e riportare i clienti nei centri urbani”.

A un livello generale si spera, quindi, in una ripresa ma andando nello specifico, il settore dell'abbigliamento, durante il periodo dei saldi estivi, ha finora registrato alti e bassi notevoli. Il monitoraggio di Federazione Moda Italia, infatti, vede un modesto miglioramento, pari a 0,78%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il 60% delle imprese ha riscontrato, appunto, un incremento o stabilità degli incassi a fronte di un 40% che ha registrato, invece, un peggioramento rispetto al 2013. A livello territoriale si ha un calo generalizzato con poche eccezioni quali Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia; le riduzioni più significative solo al sud, soprattutto in Sardegna, dove ha ottenuto un picco del 20%.

Ma l'Italia registra da già alcuni anni un calo strutturale nel settore abbigliamento, che vedeva una diminuzione del 1,8% nel 2012 rispetto all'anno precedente e ancora più pesante nel 2013. Anche i primi mesi del 2014 hanno continuato questo calo, come registrato anche dall'ultimo indicatore dei Consumi Confcommercio: a maggio scende a -1,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. “Come sempre l'abbigliamento femminile è quello più venduto” afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italia e Vice Presidente di Confcommercio. “Lo scontrino medio nazionale si aggira attorno ai 98 euro e i prodotti maggiormente richiesti sono t-shirt, maglie di cotone, pantaloni, prodotti mare, accessori, borse e pelletteria. Per gli acquisti più 'impegnativi' e per i capi-spalla, ossia abiti e completi, l'appuntamento sembra purtroppo di nuovo rimandato”. Dall'indagine di Confesercenti SWG sulle abitudini di acquisto di abbigliamento in Italia, emerge che 6 consumatori su 10 hanno ridotto la spesa, preferendo negozi “diversi”. Infatti, il 36% predilige sempre di più il web, il 34% le bancarelle e il mercato mentre il 13% punta all'usato.

Arianna De Felice

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