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Pubblicato: 18 Febbraio 2011

Sanità 2.0: il sogno è già realtà

La sanità italiana si apre il digitale. Non è una semplice frase fatta o una promessa destinata a non essere mantenuta, ma autentica realtà.
Ne è un esempio l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in grado di offrire una lunga serie di servizi in rete, tra cui la possibilità di prenotare, pagare il ticket e ritirare i referti direttamente online, ricevere promemoria via Sms e avere a disposizione un’applicazione per iPhone e iPad per accedere all’ospedale virtuale via mobile.
Accedendo al portale www.ospedalebambinogesu.it, infatti, è possibile prendere contatto in modo semplice e veloce con gli uffici del nosocomio romano, prenotando o disdicendo visite specialistiche, consultare i referti di analisi o altre indagini diagnostiche direttamente via Internet e ricevendo conferme e reminder tramite messaggio Sms.
Inoltre, grazie alla Carta della Salute, è possibile consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico contenente le cartelle cliniche, le diagnosi e tutti i referti ambulatoriali, di laboratorio e di diagnostica per immagini del proprio bambino direttamente da un portale web dedicato.
L’applicazione per i dispositivi mobile di casa Apple, invece, consente inoltre, non solo prenotare e disdire le visite, ma anche conoscere tutte le informazioni utili, e continuamente aggiornate, sulle sedi e sulle prestazioni erogate. Tra i tanti contenuti a cui è possibile accedere anche al servizio donazioni, alle news, alle mappe per raggiungere le varie sedi dell’ospedale, al tour virtuale e alla galleria fotografica, nonché a un’area dedicata ai bambini completa di favole e giochi.
Il Bambino Gesù di Roma, però, non è il solo ospedale italiano a guardare con fiducia al digitale, ma solo il primo di una lunga serie: il San Gerardo di Monza, ad esempio, ha avviato da tempo la sperimentazione di un’applicazione per iPad in grado di sfruttare tutte le potenzialità della “tavoletta” di Apple, interfacciandosi, in modalità wireless, con banche dati medico-scientifiche e amministrative interne all’ospedale, nonché ad apparecchiature elettromedicali e ai servizi di diagnostica per immagini.
Di analoga natura anche le due sperimentazioni avviate al Niguarda di Milano e al Policlinico Gemelli di Roma, che hanno adottato specifiche applicazioni software in grado di portare le cartelle cliniche in formato elettronico direttamente al letto del paziente, sempre attraverso il device della casa di Cupertino.
Agli Ospedali Riuniti di Ancona, invece, è stato recentemente avviata una sperimentazione per portare le cartelle oncologiche su iPad, nell’ottica di agevolare il lavoro d’equipe dello staff medico, dalla prima visita e diagnosi fino alla gestione del decorso post-opertorio o del paziente in terapia antitumorale.
Tutti questi rappresentano solo la “punta dell’iceberg” di un settore che pian piano si sta adeguando alle nuove tecnologie; una rivoluzione iniziata già una decina di anni orsono con innumerevoli sperimentazioni, terminate, nella quasi totalità di casi, con successo.
Sperimentazioni che non si limitano al solo web o ai soli device mobili, ma che hanno adottato anche altre tecnologie innovative come, ad esempio, quelle RFID e VoIP.

Roberto Bonin

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