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Pubblicato: 21 Febbraio 2011

Sanremo: the day after

Si è appena conclusa la 61esima edizione del Festival di Sanremo, ed ecco, forse i brani presentati quest’anno non finiranno nell’album d’oro della canzone italiana, ma di certo un segno nella memoria del popolo italiano lo avranno lasciato.

Dopo le ultime discutibili edizioni, vuoi per conduzione, per la tendenza imperante a dare spazio più a fenomeni televisivi che alla musica, la sovranità del televoto, o comparsate di personaggi noti, ma che con il “Festival della Canzone Italiana” c’entravano ben poco, il mix di allegria, buona musica, professionalità, ma soprattutto qualità della “squadra” di Gianni Morandi, ha riscosso il plauso e l’approvazione quasi unanime.

Sebbene all’inizio l’allegria dell’eterno giovanotto dalle mani giganti che “si fa mandare dalla mamma a prendere il latte” fosse contagiosa, veniva da chiedersi quanto sarebbero stati travolgenti un Fiorello o un Chiambretti alla conduzione. Ma “Sanremo è Sanremo”, uno di quegli appuntamenti irrinunciabili, quasi al pari dei mondiali di calcio, che riunisce le famiglie davanti al televisore e si aggiudica il monopolio della prima pagina dei giornali. Anche se al principio i disertori erano davvero molti, lo share imbarazzantemente basso e al contempo, il palinsesto TV offriva molte valide alternative, già dopo la prima serata è stata ‘tutta un’altra musica’. Il merito lo possiamo dare alla scelta di prediligere la qualità, la serietà, l’impegno e le competenze professionali di presentatori quanto dei cantanti, e alla presenza massiccia di cantautori, che finalmente sono tornati a calcare il palco dell’Ariston.

Parola d’ordina ‘Rinascimento’ per Sanremo 2011: rinascita della musica e abolizione di antichi tabù. Dalle performance di Luca e Paolo all’esibizione di Roberto Benigni che ha incantato il pubblico con l’esegesi dell’inno di Mameli: un’impareggiabile ode alla Patria, celebrazione inaspettata di uno spirito ormai sopito nell’animo degli Italiani, a causa di proposte mediatiche mediocri e scarsa preparazione scolastica. L’intervento di Benigni è stato inaspettato, ma a lui dobbiamo la ventata di freschezza e spirito nuovo che hanno dato sapore alla 61esima edizione del Festival.

Anche se gli episodi più significativi hanno interessato un’area diversa: già a seguito del primo sketch di Luca e Paolo si è alzato un polverone web. Per un intero pomeriggio, il video è stato censurato su YouTube: non è stato più possibile caricare, commentare, condividere o dire Mi Piace al link. Il brano in questione, ‘Ti sputtanerò‘, pezzo di grande acume e satira politica dei due, ha dato il via a un Festival sotterraneo e parallelo che ancora adesso vede ai primi posti un brano non in competizione sempre della collaudata coppia genovese dei ‘Cavalli Marci’: ‘Uno su mille ci sarà‘. Dopo l’increscioso episodio, infatti, l’attenzione non ha fatto altro che aumentare, le proteste degli utenti sono state forti e numerose e il ‘guasto tecnico’ subito risolto.

Ma dopo l’intervento di Roberto Benigni anche le due ‘Iene’ hanno alzato i toni, e quando alla fine gli sono stati consegnati i fiori, Luca ha regalato la battuta più ‘politica’, ma sull’onda della spontaneità e totale improvvisazione, in uno sfogo rivolto al mezzo consiglio della Rai presente nella prima fila: “Possibile che in questo Paese uno non può dire quello che pensa? Bisogna dire un po’ da una parte un po’ dall’altra. Io penso ai c*** miei”, segue l’abbraccio solidale del socio. Luca e Paolo, vincitori morali del festival, ma in conclusione, ha vinto la vera musica italiana. Ha vinto Roberto Vecchioni, si sprecano le battute sull’età media dei partecipanti.


Roberta Masella

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