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Pubblicato: 25 Febbraio 2011

Senza il web, non esisterei.

Il web e l’America, così lo scrittore Marco Candida di Tortona è riuscito a dare il via ad una carriera letteraria piena di aspettative. In Italia ha pubblicato cinque romanzi, con piccole case editrici. All’estero lo invitano nelle università per letture pubbliche e conferenze. I suoi racconti finiscono in antologie e riviste prestigiose. MyMarketing.Net lo ha intervistato.

In più occasioni hai affermato: “Senza il web, non esisterei”. Che significa?
“Io non sono una persona che crede molto in se stessa. Sono timido, impacciato, ho molte paure. Però credo nelle mie capacità. Ciò che sono capace di fare non sono io. Quando mi siedo davanti a una macchina da scrivere è come se indossassi qualcosa che sta al di fuori di me. La mia capacità di scrivere sta al di fuori di me e non c’entra con me. Solo che una volta finito di scrivere, so già che mi alzerò e smetterò di indossare queste capacità. Tornerò a essere me stesso nel mondo. Perciò quando penso a me stesso nel mondo e penso a me stesso che è riuscito a pubblicare un romanzo e poi altri quattro non posso che dare il merito di queste pubblicazioni a qualcosa che non sono io. Per me si tratta della rete. La rete mi ha permesso di stringere amicizie e far conoscere quel me stesso che quando scrive indossa delle capacità. Si è trattato solo di scrivere e farsi notare: mandando e-mail, segnalandomi a volte anche in modo ingombrante. Lottando. Cosa che nella vita di tutti i giorni io non so fare. Senza la rete avrei dovuto usare il me stesso che non scrive, che è debole, insicuro e impacciato per far conoscere i miei lavori e credo proprio che non ce l’avrei mai fatta”.

L’America e il web sono stati il tuo trampolino di lancio. Come mai in Italia sei ancora misconosciuto?
“Per qualche giorno mi sono trovato nella strana condizione di essere famoso per non esserlo. Si parlava di me specificando ogni volta che non mi conosceva nessuno. E’ successo semplicemente che sono finito in un’antologia americana importante che si intitola Best European Fiction, e questo presso i giornali ha creato un caso. Ora che ci penso forse sono stato presentato come autore sconosciuto per non presentarmi come autore misconosciuto. E’ possibile. Se un artista è tanto bravo da finire in un’antologia americana con un titolo come quello, allora come mai in patria non lo conosce nessuno?”

Cosa puoi dirmi sul web in America?
“Le differenze con l’Italia sono molte. Ho pubblicato un racconto per un sito web e sono stato pagato trecento dollari. E’ vero che si tratta di un sito molto prestigioso ma altrettanto vero è che in Italia non conosco nessun sito prestigioso che paga i suoi contributors. In secondo luogo per farsi un’idea
delle differenze tra Stati Uniti online e Italia online secondo me basta frequentare Facebook. Ci si accorgerà presto che gli amici italiani su Facebook sono spesso nervosi e si lamentano. Diversi sono invece gli amici americani. Molto più spensierati”.

Nino Fricano

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