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Pubblicato: 6 Maggio 2011

Smartphone forever

Lo sterminato mondo di Internet ha rivoluzionato la vita di molte generazioni offrendo una miriade di informazioni a portata di click. Ma se prima i dati si prendevano dal computer di casa, ora, sempre di più, l’introduzione degli smartphone sta cambiando le caratteristiche della web experience.

Il primo telefonino intelligente è stato lanciato sul mercato nel 1993 dalla IBM, ma si è dovuto attendere il 2007 per vedere il primo iPhone che ha reso molto più facile navigare e cercare informazioni nel web in mobilità. Da allora sono passati solo 4 anni ma il mondo di Internet ha portato avanti un grande lavoro di adattamento di contenuti che ora sono quasi totalmente fruibili dal proprio device.

Tanti sono i siti che ogni giorno vengono visitati, ma con una logica diversa rispetto alla navigazione tradizionale. Da casa, la user experience si concentra su un numero abbastanza modesto di siti che l’utente è solito visitare, mentre dal proprio cellulare, l’uso di Internet si focalizza per più dell’80% del tempo, sui motori di ricerca a cui si fanno domande soprattutto su oggetti di consumo che con molta probabilità verranno comprati poco dopo. E qui si apre un mondo per gli esperti del settore. Se il telefonino diventa il passo precedente all’acquisto, risulta fondamentale per le aziende essere sul web e fornire tutte quelle informazioni che potrebbero portare l’utente a diventare acquirente.

Da qui l’evoluzione della teoria. Se prima si parlava solo di search marketing, ora è necessario discutere di mobile search marketing che, sempre di più, diventa un punto strategico nelle determinazione delle strategie di web marketing. Tutto ciò che era valido per il web 3.0 come i concetti di SEM e SEO, è stato trasferito e adattato alla logica della connessione in mobilità che è quindi diventata la nuova frontiera.

Tante opportunità e possibilità di sperimentare nuove modalità di comunicazione messe a disposizione dalle caratteristiche di un device che si porta sempre con se dentro le proprie tasche o borse.

Seguendo questa strada, sin dall’inizio della diffusione di telefoni intelligenti, Google ha effettuato rilevazione per capire il comportamento degli utenti mobili. In questo modo, si è notata la maggiore propensione all’utilizzo dei motori di ricerca e per questo BigG ha portato avanti una serie di progetti che hanno lo scopo di facilitare la ricerca. Tra i tanti Google Grand Prix che sfrutta voce e foto al posto dei tasti consentendo di effettuare una ricerca su un vino fotografando l’etichetta o pronunciando il suo nome.

La mobilità sta quindi diventando il core business di BigG che ogni giorno cerca nuovi modi per fare business attraverso la pubblicità. Gli annunci sul telefonino sono in genere pagati la metà rispetto al web tradizionale e osserva Colin Gillis, analista web, “Non c’è molto da guadagnare”.

Ma se le possibilità di trarre profitto dalla pubblicità online in mobilità, secondo alcuni esperti del settore, è scarsa, i grandi numeri che totalizza la mobile search, deve far pensare le aziende e portarle a intensificare il proprio impegno per essere presenti sul web. Il sito concepito nell’ottica tradizionale non è più sufficiente e risulta invece fondamentale sfruttare tutte le potenzialità che offre una connessione che accompagna l’utente in ogni momento della giornata, soprattutto in Paese come l’Italia, che presenta il più alto tasso di diffusione di smartphone.

Andrea D’Alessandro

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