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Pubblicato: 31 Luglio 2013

The Return of Vintage Food

Prodotti sempre più nostalgici. Più passa il tempo, più i prodotti di una volta piacciono e conquistano. Le tecnologie avanzano, offrendo prodotti mirabolanti a prezzi anche minori, ma si sa, l'uomo è nostalgico, più cresce e più ha nostalgia di ciò che conosceva da piccolo. E così, anche grazie al lavoro oscuro degli addetti ai lavori di marketing, il retrò tira e attira. E, a questi giro di giostra, è il palato che più ricerca il passato.

Come sottolinea La Stampa, è l''emotional eating' ciò che più ultimamente ci coinvolge. “In un mercato sovraffollato l'autenticità e la qualità vengono riconosciute nella tradizione” spiega Massimiliano Bruni, direttore del 'Master of management in food and beverage' della Sla Bocconi. “Molte marche hanno capito che lavorando sull'estetica del passato recuperano appeal. L'importante, dal punto di vista gestionale, è che non si lavori solo sui prodotti ma anche sulla comunicazione. In un paese come il nostro, inoltre, a certi brand viene riconosciuto un radicamento specifico che tende a farli emergere rispetto alle multinazionali”. E l'Italia non è rimasta esente da queste operazioni 'amarcord'. Un prodotto come quello della cedrata Tassoni, bibita prodotta a Salò con agrumi provenienti dal sud Italia, e popolarissima fra i bambini degli anni '50 e '60, continua ad avere successo anche grazie a uno degli spot più longevi della storia (on air dal 1982). Anche la merendina Buondì, inventata nel 1953 dall'imprenditore alimentare milanese Angelo Motta (che voleva produrre un'imitazione quotidiana del panettone), sta conoscendo un periodo di particolare successo, grazie alla passione per il 'vintage food'. Così come la carne Montana: il gruppo Cremonini sta conoscendo un notevole successo grazie allo spot formato Armando Testa che si rifà al libro 'Mezzogiorno di Cuoco. Montana, 50 anni di storia, di pubblicità, di alimentazione italiana', un inno alla storia della famosa azienda modenese.

“Il vintage alimentare funziona particolarmente bene per bibite e gelati perché si ricercano le sensazioni dell'infanzia” conferma Sara Porro, editor del magazine gastronomico Dissapore.com. “La nostalgia dipende dal fatto che poche cose sono capaci di riportare a galla le memorie in modo così tangibile e intenso quanto gusto e olfatto. Il gusto di un cibo amato molti anni prima spalanca un portale sul passato. A volte il remake non è all'altezza dei nostri ricordi, ma può darsi sia solo la 'sindrome dell'epoca d'oro': del resto l'ultima volta che abbiamo mangiato l'originale avevamo le braghette corte e 7 anni”. Non solo, però, alimentari: agli adulti di questo 2013 la pubblicità Alpitour ('Turista fai da te? No Alpitour? Ahi ahi ahi…') ha sicuramente ricordato lo spot della società cuneese che impazzava a cavallo tra gli anni '80 e '90, una delle operazioni 'nostalgia' più riuscito di quest'anno

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