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Pubblicato: 31 Maggio 2013

The Social Ceo

I top manager li voglioni social. È questa una delle caratteristiche più importanti che, nell'era del web 2.0, il Ceo deve per forza possedere. Ce lo dice l'ultima ricerca Weber Shandwick, agenzia internazionale di relazioni publiche, realizzata in collaborazione con KRC Research, dal nome 'The Social Ceo: Executive Tell All', secondo cui il 76% dei manager ritiene utile la partecipazione attiva dei Chief Executive Officer sui social media.

“Ci si aspetta che i Ceo siano i maggiori fornitori di contenuti per le loro Azienda. I social media non sono solo un efficiente e coinvolgente modo per veicolare informazioni, ma sono associati all’idea stessa di essere un buon leader ” afferma infatti Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist di Weber Shandwick. Il  maggior vantaggio della CEO sociability sta, secondo l’80% dei dirigenti  con Ceo sociali, nella facilità di veicolare informazioni e notizie relative all’organizzazione. Altri  importanti  vantaggi includono un contributo alla company reputation (78%), un ritorno di immagine come azienda innovativa (76%), il miglioramento della comunicazione con i dipendenti e  i media  (75% a testa), un aumento dei risultati di business (70%). Tuttavia, i Ceo intervistati ricordano come unsocial non sia sinonimo di antisocial: infatti anche coloro che non appaiono sui social media sono in verità  comunicativi con i loro dipendenti attraverso le intranet aziendali (50%) e si rendono visibili esternamente attraverso i company website (62%).

Infine, Weber Shandwick ha individuato i migliori comportamenti dei Ceo maggiormente social, raggruppandoli in sette punti:
1. Sono presenti su più canali social – Gli hyper-social Ceo comprendono che la sociability va al di là del breve messaggio su twitter o su un blog. La sociabilità di prim’ordine richiede un piano di creazione strategica per veicolare i contenuti della società attraverso più canali.
2. Hanno un blog – Credono nel valore della long-form, creano contenuti in modo da creare prospettiva e nuovi significati alle discussioni e alla lettura dei fatti.
3. Sfruttano i vantaggi del website – Considerano il website il “digital ground zero” delle informazioni sulla società, una piattaforma dove convergono contenuti molteplici.
4. Sono self-author – Sono “DIYers” (Do It Yourself). Postano con frequenza, prova della loro determinazione ad essere gli autori principali dei loro contenuti, anche se molto probabilmente ricevono input dai loro executive marketing e comunicazione.
5. Sono proiettati verso il futuro – Hanno colto intuitivamente che tecnologia e social media sono il futuro nella condivisone dei contenuti e vogliono essere parte di questa rivoluzione in atto nella comunicazione.
6. Sono spontanei ma formali – Quali adepti della sociability mantengono le formalità del ruolo, lasciando però intendere agli stakeholder la loro capacità di reagire prontamente nel cogliere le opportunità.
7. Coinvolgono un’ampia varietà di stakeholder – Conoscono il valore della sociabilità e lo sfruttano per raggiungere un largo portfolio di stakeholders

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