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Pubblicato: 27 Dicembre 2012

Tutte le speranze della Net Generation

'La condivisione non è socialismo, è il capitalismo del Ventunesimo secolo'. Questa frase, destinata a diventare una massima negli anni della crowd, ha chiuso lo speech dell'ospite d'onore dell'edizione 2012 del Top Management Forum, Dan Tapscott (nella foto). L'autore del best seller Wikinomics ha ripercorso nell'incontro milanese i concetti chiave che emergono dalla sua vasta bibliografia, presentando quella generazione che erediterà il mondo, la Net generation, già protagonista di due suoi testi altrettanto famosi: Growing Up Digital e il suo sequel, Grown Up Digital.
Come sempre, per capire gli sviluppi di un fenomeno così vasto come la democratizzazione del sapere, è necessario risalire alle origini, che affondano negli anni del feudalesimo quando Gutemberg liberò il sapere. Secondo gli analisti, come ha ricordato Tapscott, nel 2030 comparirà nelle edicole l'ultima copia di un quotidiano di carta. Chiudendo quel secolare canale di distribuzione dei contenuti, cosa finanzierà il giornalismo e le sue inchieste?

Tapscott non offre facili soluzioni, ma stimoli per riflettere. Partendo dal constatare come già viviamo nell'epoca dell'internet delle cose. Un miliardo e mezzo di persone vivono già 'immerse' in questo mondo, dove a dettare le leggi sono i colossi come Google. Il vecchio modello di insegnamento s'avvia sul viale del tramonto. “Abbiamo accesso al computer globale, l'obiettivo è proporre contenuti per quel gran dipartimento che è diventato il mondo”. In questo scenario si muovono con sicurezza i nativi digitali, l'eco del baby boom. Ancora più forti, gli eredi degli yuppies. Cambia però l'approccio ai media tradizionali, se negli anni passati si stava incollati passivamente alla tv, la net generation ne ha stravolto l'utilizzo. Non esistono più utenti passivi. Quella che si prospetta è una vera e propria rivoluzione sociale in cui c'è spazio per un'inedita libertà di fruizione e di customizzazione e in cui tra i driver del cambiamento un posto privilegiato lo occupa proprio la collaborazione. La stessa che era al centro dell'analisi di Wikinomics, il libro 'adottato' dal presidente Obama sin dalla sua discesa in campo.

In allegato la versione completa dell'articolo

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