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Pubblicato: 18 Marzo 2011

Un balzo nel futuro

Entrare è come fare un passo nel futuro. E non si trova sulla Luna o su Marte, ma nell’italianissima Torino. “Stazione Futuro” si presenta così: lasciato alle spalle il primo secolo e mezzo di storia del Bel Paese, i riflettori sono ora tutti per l’Italia che verrà. E, si badi bene: non si tratta affatto di fantascienza, ma di scienza applicata, quella già disponibile nelle divisioni di Ricerca & Sviluppo delle aziende o nei laboratori di ricerca dei più importanti atenei.
La grande mostra curata dal Direttore di Wired Italia Riccardo Luna ha aperto i battenti mercoledì 16 marzo presso le Officine Grandi Riparazioni e, fino al prossimo 20 novembre, intratterrà i visitatori con invenzioni e trovate degne del più improbabile “Archimede Pitagorico”.
A pochi passi dal Politecnico, “Stazione Futuro” promette di strabiliare tutti con Led, ologrammi, video 3D, realtà aumentata e schermi interattivi, ponendo l’accento sull’utilizzo consapevole e sostenibile della tecnologia e sulla lotta al digital divide.
Qui si rifà l’Italia” cita il manifesto della mostra, parafrasando il motto che accompagnava carbonari e garibaldini durante il Risorgimento, periodo storico a cui è dedicata l’altra mostra in contemporanea “Fare gli italiani” curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna.
La mostra è suddivisa in 12 aree tematiche, organizzati attorno a una serie di elementi architettonici di forma cubica, di dimensioni stabilite sulla base della serie di Fibonacci, e ospita importanti nomi del panorama tecnico-scientifico di casa nostra, come Fiat, Eni, Enel, Telecom Italia, Finmeccanica, CNR, Enea, Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa. Tante anche le “menti eccelse” presenti nel panel degli ospiti, tra cui gli economisti Leonardo Maugeri, Irene Tinagli e Loretta Napoleoni, gli architetti Carlo Ratti e Luca Molinari, il chirurgo Camillo Ricordi e il fisico Giovanni Bignami.
Molte le discipline affrontate, a iniziare dalla domotica che trasformerà le nostre abitazioni in case intelligenti in grado di gestire autonomamente funzioni e incombenze, fino ad arrivare alla medicina, dove assisteremo all’introduzione di cure innovative e a bassa invasività, e al perfezionamento degli attuali sistemi di prevenzione.
A far da padrona di casa, “Beatrice“, un robot, messo a punto da Arneis, dotato di motore elettrico che, grazie a un avanzato sistema di navigazione fornito di sensori laser è in grado di elaborare la propria posizione nello spazio, muovendosi in completa autonomia. Beatrice è dotata di una telecamera, di un’antenna wireless, di un impianto audio e di un touchscreen connesso a internet per comunicare con i visitatori. Non solo. La robotessa può parlare fino a 30 lingue in modo naturale, grazie a un apposito software di sintesi vocale.
E non finisce qui. Durante la rassegna sarà anche possibile conoscere il Rapporto “Agenda Italia 2020” del Censis, basato su indagini riguardanti le aspettative degli italiani e strutturato sulla base di 7 settori fondamentali.

Roberto Bonin

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