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Pubblicato: 26 Aprile 2012

Un’Italiana a Nuok

Nuok è un magazine online di viaggio, arte, cibo, chiavi usb nei muri e cultura. Spinta dall’amore per uno scrittore squattrinato che studia cinema con James Franco, una giovane e brillante creative thinker si trasferisce a NYC e apre un blog.

Alice Avallone, la 'mamma' di Nuok, ha raccontato a MyMarketing.Net la storia del blog degli italiani creativi all'estero.

Come nasce l'idea di Nuok e cosa vuole portare in più e di nuovo nelle offerte del web?

Nuok nasce da un'esigenza: raccontare New York. Nel 2009 mi sono trasferita nella Grande Mela, dove sono rimasta per due anni. Non sapevo niente di questa città, e man mano che la scoprivo, la raccontavo sul mio blog personale, che decisi di chiamare Nuok, proprio come pronuncerebbe un bambino la parola New York. Quel blog si è poi aperto a nuovi collaboratori e nuove città, italiane ed estere, fino a diventare ciò che è adesso: un magazine online che raccoglie contenuti utili e originali prodotti da un gruppo di quaranta 'nuokers' italiani sparsi per il mondo. Delle nostre 'Sitis' – così, nel piccolo dizionario di Nuok, chiamiamo le città del nostro network – segnaliamo dove mangiare, fare shopping, passeggiare, uscire la sera e molto altro, evitando come la peste le trappole per turisti ed i percorsi convenzionali.

In quanto tempo lo hai realizzato?

La prima versione di Nuok è nata in una notte. Ho deciso il nome, ho registrato il dominio, ed ho ottimizzato la piattaforma WordPress: è stato tutto molto naturale. In un paio di mesi si è poi trasformato in un magazine online vero e proprio. Solo lo scorso febbraio abbiamo deciso poi di affidarci all'agenzia di Milano Websushi che ha ridisegnato per noi il sito: abbiamo definito sei macrocategorie e ottimizzato l'uso delle mappe, aiutando così i nostri lettori nella fruizione di contenuti divisi per città.

Chi supporta l'iniziativa in termini economici e quanto invece Nuok può sopravvivere senza?

Non abbiamo entrate. L’intera redazione di Nuok collabora gratuitamente, e lo fa perché ne ha voglia e crede nel progetto. In due anni abbiamo avuto modestissimi ricavi pubblicitari, che ci hanno permesso di coprire le spese di mantenimento del sito. Trasformare Nuok in un lavoro sarebbe fantastico. Allo stesso tempo, non vogliamo snaturare il nostro progetto, per cui siamo realisti e abbiamo molti dubbi che ciò possa succedere davvero. Sintetizzando si potrebbe dire che lasciamo la porta aperta a un imprenditore di genio che sia serio, comprenda il potenziale del nostro progetto, e intenda finanziarci per migliorarlo.

Quante persone contribuiscono a realizzare la piattaforma e in che modo siete collegati?

In questo momento siamo in 42 nuokers, sparpagliati in tutto il mondo. Da Melbourn a Pitzburg, da Lannon a Shanghai: siamo sempre collegati grazie un gruppo segreto su Facebook e Skype. E' davvero emozionante lavorare su questo progetto, perché è come se non dormisse mai: quando il nostro nuoker di Kyoto va a dormire, dall'altra parte del mondo qualcuno si sveglia. Nuok è questo: un aggregatore di energie positive; un portfolio gigante con migliaia di post all’anno; una risposta allegra e scanzonata – ma non per questo meno seria – a chi non sa fare altro che lamentarsi. E soprattutto, un racconto delle città del mondo regalato a chi ama viaggiare.

Hai realizzato un sito che riunisce e racconta gli italiani 'fuori dall'Italia', perché? Cosa ti ha spinto?

Sono arrivata a New York quasi per caso e ho dovuto iniziare a prendere confidenza con una nuova città ed una nuova cultura. Ero spaesata di fronte a tante informazioni confuse online, e così ho deciso di creare la mia guida personalizzata e raccontare i giovani creativi italiani che incontravo al di là dell'Oceano. Oggi tutti i redattori di Nuok sono italiani, e tutti hanno diverse cose in comune: amano viaggiare e raccontare il mondo, sono dei creativi, e sono stanchi di lamentarsi per tutto ciò che non va nel nostro Paese.

Qual è la percezione che invece all'estero hanno di noi?

Dipende dalle città, e dalle persone con cui si parla. Alcune amano alla follia il nostro Paese, altri si ricordano solo di Berlusconi e Schettino.

Come è nata l'idea dell'app per girare a NY in metropolitana?

La nostra prima idea di app ha visto la metropolitana di New York come protagonista. La guida turistica tradizionale propone quartieri, attrazioni da vedere e locali da provare. Si sceglie una zona, si individua il posto d’interesse e si cerca di individuare il percorso più semplice per arrivarci sulla mappa. Con This is Nuok invece questo modo di godere della città si ribaltava: con quella app prima si sceglieva una linea (per simpatia, per comodità, per piacere) e poi una fermata della metropolitana. In questo momento stiamo però lavorando ad una nuova applicazione, che verrà rilasciata a breve con l'agenzia di Milano Joinpad: sarà molto più completa e sarà valida per tutte le nostre Sitis.

Come si sta evolvendo il progetto? Avete in mente sezioni nuove?

Nuok è in continuo ampliamento e siamo in costante ricerca di nuovi nuokers. Questa è la call http://www.nuok.it/be-a-nuoker/. Per il resto, abbiamo molte novità in cantiere per Nuok, ma ancora tutte top secret, stay tuned!

Roberta Masella

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