Pubblicato: 19 settembre 2017

Vendita a domicilio, “risultati migliori rispetto al commercio tradizionale”

vendita, domicilio, fatturato

newsletter mymarketing

Iscriviti alla nostra newsletter

newsletter mymarketing

Iscriviti alla nostra newsletter

newsletter mymarketing

Iscriviti alla nostra newsletter

Il primo semestre 2017 delle imprese associate Univendita si è chiuso con un fatturato di 820 milioni e 998mila euro, con un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una crescita che si verifica in un contesto economico in cui, pur essendo presenti importanti segnali che vanno nella direzione della ripresa, permangono ancora elementi di incertezza che condizionano il comportamento delle famiglie nei confronti dei consumi, che stentano a decollare. In particolare, ecco:

  1. I dati Univendita
  2. Vendita a domicilio vs Commercio tradizionale

 

I dati Univendita

 

“Nonostante questo quadro generale ancora pieno di ombre” afferma il presidente di Univendita Ciro Sinatra, “la vendita a domicilio registra un risultato migliore rispetto al commercio tradizionale. Il motivo di questa performance va ricercato in quello che è da sempre il punto di forza del nostro modello di vendita: il fattore umano. Una forza vendita professionale e motivata, che costruisce quotidianamente un rapporto diretto e di fiducia con i consumatori”.

Vendita, domicilio, fatturato

 

Anche i dati occupazionali fanno registrare un segno più. Nel primo semestre 2017 il numero degli addetti alla vendita è cresciuto dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2016, con oltre 138.000 venditori, di cui il 91,3% donne. Un dato positivo che si inserisce nel quadro di un mercato del lavoro in chiaroscuro, specie per quanto riguarda l’occupazione femminile.

 

Analizzando i risultati di Univendita nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato “alimentari e beni di consumo casa” con un incremento del 2,4%, seguito da “cosmesi e cura del corpo” (+2,2%). La categoria “altri beni e servizi” registra un aumento del 2%, mentre i “beni durevoli casa” chiudono il semestre con un +1,8%. Quest’ultimo comparto, con una quota di mercato del 58%, si conferma il più importante nell’ambito della vendita a domicilio.

 

Vendita a domicilio vs Commercio tradizionale

La vendita a domicilio registra un risultato migliore rispetto al commercio tradizionale. Secondo i dati Istat, nel primo semestre del 2017 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio è cresciuto dello 0,2% rispetto al 2016. In dettaglio, le vendite della grande distribuzione sono aumentate dell’1,3%, mentre quelle dei piccoli esercizi commerciali sono diminuite dello 0,6%. Nel secondo trimestre 2017 il PIL è cresciuto dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre 2016, in aumento rispetto all’1,2% registrato nel primo trimestre.

Vendita, domicilio, fatturato

I consumi rimangono un elemento problematico della nostra economia. L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a giugno un aumento dello 0,6% su base annua. Questo in un contesto in cui, pur essendo presenti elementi che rafforzano la ripresa e le prospettive di crescita, vi sono ancora fattori di incertezza. Tra, tutti la preoccupazione circa la mancata crescita dell’occupazione, che condizionano l’atteggiamento delle famiglie nei confronti del consumo. La domanda delle famiglie si muove ancora con prudenza, continuando a mostrare elementi di fragilità e discontinuità.

 

“In questo scenario” conclude Ciro Sinatra, “la vendita a domicilio riesce a crescere grazie all’offerta di prodotti di qualità proposti da venditori preparati, in grado di intercettare e soddisfare al meglio le esigenze dei consumatori”.

newsletter mymarketing

Iscriviti alla nostra newsletter

newsletter mymarketing

Iscriviti alla nostra newsletter