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Pubblicato: 23 Giugno 2017

How We Hate Low Quality Video

Akamai video

Akamai Technologies ha pubblicato un nuovo studio che dimostra come la qualità della risoluzione e della riproduzione di un video influisca sul coinvolgimento e sulla fedeltà degli spettatori ai servizi di streaming video OTT (Over-The-Top). Elaborati tramite avanzati strumenti di misurazione biometrica che comprendono la conduttanza cutanea e la codifica facciale, i risultati sottolineano l’importanza della qualità video in qualsiasi modello di business OTT.

 

Secondo lo studio condotto da Sensum per conto di Akamai, uno streaming di bassa qualità o fenomeni quali ad esempio il buffering, hanno un impatto negativo sugli spettatori, che perdono interesse verso i contenuti e reagiscono negativamente indipendentemente dal brand o dall’interesse iniziale mostrato verso quei contenuti. Lo studio rivela anche che, a causa di esperienze di visione deludenti, le emozioni negative aumentano del 16%, mentre il coinvolgimento diminuisce di circa il 20%. Il 76% dei partecipanti afferma che interromperebbe l’utilizzo di un servizio se si verificassero ripetutamente problemi come il buffering. “Questo studio esclusivo dimostra che nessun fornitore di servizi di video streaming può permettersi un’offerta di bassa qualità”, ha affermato Ian Munford, Director of Product Marketing, Media Solutions, Akamai. “Il mercato del video online di qualità premium è estremamente competitivo. La concorrenza è alta e i costi di acquisizione degli abbonati sono in aumento, cosa che rende gli elementi di differenziazione, come ad esempio la qualità, oggi più importanti che mai. I provider di servizi non possono correre rischi fornendo esperienze streaming compromesse da buffering o da scarsa risoluzione. Il must per evitare la perdita di abbonati e la riduzione dei costi di acquisizione è la coerenza dei contenuti con l’offerta promessa e l’alta qualità”.

 

Ecco le altre interessanti scoperte dello studio:
-Per i brand SVOD (Subscription Video on Demand) la diminuzione del coinvolgimento è dovuta principalmente al buffering, mentre i modelli TVOD (Transactional Video on Demand) subiscono un impatto molto negativo sulla fedeltà al brand in caso di offerta di esperienze di visione di bassa qualità.
-I contenuti video ad alta risoluzione di tipo emotivo migliorano l’engagement degli spettatori di oltre il 10%
-Quando inizia il buffering: la soddisfazione cala del 14%; le emozioni negative (disgusto e tristezza) aumentano in media dell’8%; la sensazione di stupore degli spettatori aumenta del 27%; l’attenzione cala del 3%, mentre la concentrazione dell’8%.
Lo studio, uno dei più esaustivi nel suo genere, si è avvalso di un’ampia varietà di procedure di testing, tra cui le risposte sensoriali, implicite ed esplicite, di oltre 1.200 partecipanti basati nel Regno Unito. Tutti i test eseguiti hanno rispettato gli standard VQEG (Video Quality Experts Group) per impedire la contaminazione dei risultati. Akamai ha inoltre creato brand fittizi per escludere qualsiasi associazione emotiva preesistente con i modelli di business e ha utilizzato gli stessi contenuti per tutti i brand in modo da neutralizzare l’impatto delle diverse tipologie di contenuti sui partecipanti.

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