stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 9 Maggio 2017

How Millennials Are Changing The Food Industry

Food

C’è una cosa che le nuove generazioni stanno cambiando in maniera decisiva, importante. Un cambiamento che sarà senza appello, probabilemente, e che segnerà una rivoluzione del settore come forse non ce ne sono mai state: si tratta del food, di uno dei temi più sconttanti di questo 21° secolo, vista la contemporanea ricchezza, povertà, sconfinata lontananza e incredibile prossimità che stiamo avendo oggi nel nostro rapporto con il cibo. Di tutto questo si è parlato durante il panel “How Millennials are changing the food industry”, tenutosi nella prestigiosa cornice di Tuttofood (a Rho Fieramilano), in cui ospiti di caratura internazionale (da Danielle Gould, CEO e fondatrice di Food+Tech Connect, a Deepti Sharma Kapur, fondatrice di FoodtoEat, da Ezinne Uzo-Okoro, fondatrice e CEO di Terraformers, a Daphne Cheng, creatrice di Superhuman, passando per gli italiani Alessandro Rosina, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Gabriele Cucinella, Stefano Maggi e Ottavio Nava, Managing Director di We Are Social) hanno offerto il proprio punto di vista sull’argomento, e su cosa si può fare oggi, in maniera più concreta o più astratta, per migliorare il nostro rapporto col cibo. Alla fine del panel abbiamo raggiunto Gianluca Perrelli, MD di Buzzoole, uno dei relatori dell’evento, chiedendogli qualcosa in più sull’argomento

 

Nel corso del tuo intervento hai detto che oggi l’importante è riuscire a coinvolgere i millennials nel proprio marketing, non semplicemente limitarsi a lanciare delle campagne dedicate a questo target. Un focus particolare sul food: come si può attraverso il cibo riuscire a coinvolgere i millennials? Con quali canali, attraverso quali mezzi?
Dal punto di vista dei media, essendo una generazione molto tech fan, utilizza in maniera molto smart le tecnologie digitali e i social network, e Instagram è il canale “food” per eccellenza; dal punto di vista del contenuti, invece, bisogna riuscire a fare in modo che i più giovani risultino attratti da quello che, dal lato marketing, i brand fanno. È importante arricchire tutto quello che è il contenuti relativo al prodotto, la storia che si lega ad esso; tutto ciò che sta dietro le quinte è fondamentale, perchè spesso i millennials sono più attratti da quello che non dal prodotto in sè. Non c’è alcun dubbio, non li freghiamo più, e questo è un punto fondamentale della faccenda. Del resto tutte le statistiche mostrano che, prima di comprare, prima di consumare i millennials fanno tantissima ricerche online, per riuscire a trovare quante più informazioni possibili su ciò che andranno a fare. E come si è potuto vedere da tutta una serie di passaggi che sono stati mostrato da chi ha parlato qui prima di me, ci sono dei concetti etici che possono guidare il consumo, e quindi essere attrattivi. Se il prodotto ha una storia dietro da raccontare ha già in sè un elemento vincente; poi ovviamente è necessario saperla comunicare, saperla declinare dal punto di vista delle migliori tecniche di marketing, dal punto di vista del media digitale, dal punto di vista social, e ovviamente sulla parte offline. Il problema secondo me lo affrontano più che altro le aziende che non hanno questo tipo di declinazione, questo tipo di sensibilità, o non hanno nel proprio sistema di offerta qualcosa da raccontare. I leader di mercato fanno fatica ad accettare e ad interpretare in maniera corretta i tempi, le modalità, quelli che sono dei driver sociali che poi hanno un impatto importantissimo sul futuro. Le aziende più innovative, più illuminate, anche quelle associate a dei temi di non sostenibilità (per esempio, McDonald’s), investono nell’innovazione, nella sostenibilità, nella localizzazione. Quindi, dal mio punto di vista, il food sarà un mercato destinato simile a quello dell’oil, cioè dove il consumo, la sostenibilità della mobilità cominceranno a scardinare le regole del gioco di questo mercato. Il food è un mercato enorme, perchè noi mangiamo 5 volte al giorno, siamo 9 miliardi, quindi puoi immaginare quali grande opportunità si prospettino.

 

Si ha forse la sensazione, vivendo questo periodo di grande fermento, che il cibo delle volte venga visto più come trend, come un qualcosa facente parte del proprio lifestyle; non si rischia quindi di perdere un po’ di vista il punto importante relativo al cibo, di scollegarsi un po’ da quello che mangiamo a tavola, di smarrire i temi etici importanti?
Considera che noi siamo agli albori di questa trasformazione, quella dei millennials è evidentemente una generazione guidata dalle immagini, i contenuti più veloci e fruibili. Effettivamente ci sono tanti canali all’interno dei quali è possibile approfondire quelli che sono gli elementi “core” più etici; io ho cominciato a vedere un’evoluzione all’interno della stessa Instagram, che da semplice social di condivisione di immagini si sta trasformando sempre più in un canale che restituisce un altissimo livello di engagement. Potremmo dire che la popolazione internet all’interno di Instagram si sta modificando, quindi immagino che anche il modo in cui utilizzeremo le foto andrà a cambiare. Anche il valore che sta assumendo la didascalia è molto rilevante, associare l’immagine a un testo dove c’è la testimonianza diretta degli influencer su determinati valori etici relativi a ciò che si sta postando. Quindi, anche su Instagram, bella l’immagine, bello il piatto, però è diventato importante accostare uno user generated content che dia del valore aggiunto al post.

 

Nel futuro quindi vede l’avvicinamento di questi due binari?
È già cosi. Lo è sicuramente con i millennials. Ora sta addirittura emergendo una seconda generazione di nativi digitali, una generazione ancora più intrigante (quelli nati dopo il 2000), che sono già nati con Internet in tasca. Avendo tre esponenti di questa generazione in casa, rimango ogni giorno sconvolto dalla familiarità che li lega al digitale, la loro consapevolezza su tutti questi temi. Da questo punto di vista, quindi, in futuro tutto ciò non potrà che migliorare.

 

 di Fabio Sarpa

 

Fonte immagine: blog.giallozafferano

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net