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Pubblicato: 24 Febbraio 2015

I migliori ambienti di lavoro in Italia

È ancora una volta Microsoft l'azienda migliore in cui lavorare in Italia. A incoronare la sede italiana del colosso americano come preda più ambita per i lavoratori è la graduatoria di Great Place to Work, società che ogni anno stila la classifica delle aziende, grandi o medio-piccole, che offrono i migliori posti di lavoro nel Bel Paese. La creatura di Bill Gates si riconferma prima anche nel 2015, dopo il gradino più alto del podio conquistato nello scorso anno; seguono poi FedEx Express, ed Emc Computer System.

Come riporta il sito, la classifica è originata in gran parte dal giudizio delle persone che, compilando il questionario, assegnano alla loro azienda il titolo di Best Workplace. Nei risultati del questionario Trust Index pesano infatti per i 2/3 del punteggio finale, mentre la restante parte è legata all’analisi delle pratiche di gestione delle risorse umane, descritte dalle aziende nel questionario Culture Audit. Il modello su cui si basa il questionario Trust Index, e da cui discende il processo di valutazione, mette in evidenza come un ambiente di lavoro eccellente sia caratterizzato da tre relazioni fondamentali: una relazione di fiducia reciproca con il management aziendale, il rapporto di orgoglio per il proprio lavoro e per l’organizzazione di cui si fa parte e la qualità dei rapporti con i colleghi. Queste tre relazioni si sviluppano in 5 dimensioni: Credibilità, Rispetto ed Equità, misurano la fiducia dei dipendenti nei loro manager, mentre le altre due, Orgoglio e Cameratismo, mirano a valutare il rapporto dei dipendenti con il loro lavoro e la loro azienda, le loro sensazioni riguardo ad essi, e il divertimento nel luogo di lavoro con gli altri colleghi.

Qui la classifica, divisa per le due categoria prese in esame: le grandi imprese, con più di 500 dipendenti; e le piccole-medie imprese, che contano fino a 500 dipendenti.

“L’approccio vincente, nella gestione del momento economico attuale, risiede in alcune chiare scelte di leadership” spiega in una nota Antonino Borgese, presidente di Great Place to Work in Italia. “Anzitutto lo sforzo di rendere l’organizzazione del lavoro più efficiente. Il nuovo modo di guidare e coordinare il gruppo si basa su una delega più spinta e un coinvolgimento più ampio dei collaboratori nelle decisioni: la percezione di questi due temi raggiunge il livello più alto da sempre. La crescita di fiducia nei collaboratori si accompagna a un maggiore investimento nel loro sviluppo professionale, che si attua attraverso un impegno maggiore del manager nel ‘coaching’ delle proprie persone”. Bene anche le aziende nate in Italia, come spiega a Wired Alessandro Zollo, l’ad di Great Place to Work in Italia. “Tre le novità di quest’anno aumentano le imprese italiane e migliorano la posizione: nella classifica delle aziende da 50 a 500 collaboratori il 30% delle prime 10 è italiano. Poi ci sono 15 nuovi ingressi in classifica, di cui tre large e 12 small, aumenta il livello di fiducia dei collaboratori delle 35 Best Companies che arriva, in media, a un ragguardevole 77,45% contro il 75,13 registrato lo scorso anno e aumenta la crescita di fatturato medio. Dal 6,20% del 2013 al 11,49% nel 2014”.

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