stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 14 Luglio 2015

Il complicato business dell’efficienza energetica

L'impegno c'è, questo è innegabile; sfugge tuttavia la visione d'insieme, manca una strategia 'olistica', e i costi sono ciò che più conta. Ha parlato di efficienza energitca l'ultimo report di DNV GL – Business Assurance, che ha svolto l'indagine in collaborazione con l'Istituto GFK Eurisko su 1.557 professionisti di diversi settori in Europa, America e Asia.

FOCUS INTERNAZIONALE
L'efficienza energetica è un tema fondamentale: non soltanto a livello personale (77%) e sociale (81%), ma anche dal punto di vista delle dinamiche di business (69%). Il 57% delle aziende ha adottato una strategia ad hoc e il 55% si è dato degli obiettivi misurabili, con percentuali che aumentano di 10 punti circa per le imprese appartenenti ai settori ad alto consumo energetico. Tuttavia, l'efficienza energetica è ancora un'ambizione generica, con obiettivi fissati per lo più a livello aziendale in modo complessivo (37%). Sono molto poche le imprese che si danno obiettivi concreti legati alle singole attività; anche tra le aziende ad elevato consumo energetico.

La sostenibilità è dettata dai costi
Il 67% delle aziende ha investito in iniziative di efficienza energetica negli ultimi tre anni. La sostenibilità è dettata dai costi: il 46% ha investito in strumenti più efficienti o in iniziative finalizzate a ridurre consumi e costi. Le aziende stanno compiendo sforzi concreti per ottimizzare la gestione energetica, ma senza una visione a lungo termine. Solo il 26% si è dotato di un piano di gestione dell'energia. Iniziative più sofisticate come la formazione del personale (21%), nominare un energy manager (20%) o attività di audit e assessment (20%) giocano un ruolo minore. Mancano una strategia chiara e un approccio sistematico: sono meno della metà le aziende che dopo aver intrapreso attività di efficienza energetica sono in grado di quantificare i risparmi ottenuti.

Ostacoli e vantaggi principali
La consapevolezza da parte del management non manca; soltanto il 18% delle aziende lo segnala come problema. Gli ostacoli che impediscono alle aziende di fare progressi in materia di efficienza energetica sono principalmente di natura economica: altre priorità richiedono risorse (36%), realizzazioni costose (33%), mancanza di ritorni economici (25%) e focalizzazione su risultati a breve termine (24%) sono in cima alla lista. Un approccio sistematico aiuterebbe le aziende a prendere le giuste decisioni e ottenere un ritorno adeguato dagli investimenti. Tuttavia, i vantaggi sono percepiti come superiori ai costi (59%), specialmente per quel che riguarda i risparmi (54%).

Uno sguardo al futuro
In futuro l’impegno aumenterà e l’approccio sarà più maturo. Le attività legate alla riduzione dei costi e dei consumi resteranno le azioni più comuni, ma si assisterà anche a un aumento significativo di iniziative strategiche come la formazione del personale (+13% rispetto a oggi), l'identificazione dei potenziali di risparmio energetico (+8%) e la preparazione di piani di gestione dell'energia (+7%).
Luca Crisciotti, amministratore delegato di DNV GL – Business Assurance ha così commentato: “Sfortunatamente la maggior parte delle aziende non sta adottando un approccio olistico. I criteri dell'efficienza energetica non vengono ancora applicati a tutti i livelli organizzativi. Le aziende si stanno focalizzando principalmente sulla riduzione dei costi e dei consumi – che è certamente buona cosa – ma mancano di un approccio a tutto tondo che consentirebbe di cogliere appieno il potenziale di un’efficiente gestione energetica. Adottare un sistema di gestione energetica aiuterebbe a definire una strategia e a tradurla in azione. Affrontare i temi dell'efficienza energetica soltanto a livello operativo non è sufficiente”.

FOCUS ITALIA
Il tema dell’efficienza energetica è sentito in Italia molto più che altrove. I professionisti intervistati considerano che possa avere un impatto “sulla propria vita quotidiana” (85%; + 8% vs media), “sul proprio Paese” (89%; +8%) e “sulla società nel suo complesso” (92%; +13%) in misura superiore alla media. Tuttavia, in linea con quanto avviene nel resto del mondo, anche le aziende italiane stanno impegnando risorse per l’efficienza energetica con un approccio tutt’altro che strutturato. Solo il 43% adotta strategie ad hoc e il 38% si pone obiettivi misurabili (-14% e -17% vs media). Rispetto ai colleghi degli altri Paesi, inoltre, sono ancora meno gli italiani che affrontano le questioni di efficienza energetica prendendo in considerazione tutti i livelli organizzativi aziendali. Il 31% fissa obiettivi generici (- 6% vs media) mentre sono esigui i numeri di chi si pone obiettivi a livello di funzione (8%; -14%), di area (%; -10%) o di equipaggiamento (2%; -8%).

Iniziative di efficienza energetica: focosu sul contenimento costi

Le iniziative intraprese dalle società italiane, in linea con la tendenza globale, sono principalmente finalizzate al contenimento dei costi nel breve periodo. Gli investimenti per dotarsi di dispositivi più efficienti (42%) o per ridurre il consumo e i costi dell'energia (40%) sono le attività più comuni.
Manca una visione a tutto tondo: solo il 14% redige piani di energy management e – nonostante il focus sulla riduzione dei consumi – solo il 9% investe in attività per tracciare il dispendio energetico. Non sorprende che solo 1 azienda su 3 sappia quantificare i risparmi ottenuti dalle iniziative.

Ostacoli e futuro
La necessità di destinare le risorse ad altre priorità (46%) e implementazione e mantenimento troppo costosi (33%) sono i fattori che frenano le aziende italiane sulla strada dell'efficienza energetica.
Tuttavia, il 56% dichiara che manterrà o aumenterà i propri investimenti in efficienza energetica in futuro. Ci si continuerà a focalizzare sulla riduzione dei costi e dei consumi ma con un aumento significativo anche in attività più strategiche: ad esempio la formazione del personale (30%; + 13% rispetto a oggi) o la preparazione di piani di gestione dell'energia (27%; +12%).

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net