Pubblicato: 9 giugno 2015

Il programmatic, secondo Yahoo

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Ormai da qualche tempo Yahoo non è più un teenager. È stato a gennaio dell'anno scorso, infatti, il ventesimo compleanno dell'azienda californiana; un'era geologica ai tempi del web, ma che Yahoo porta bene, senza troppo soffrire i continui cambiamenti del web moderno. Questo punto hanno voluto maggiormente sottolineare Davide Corcione, Head of Agency, e Daniele Maccarona, Head of Programmatic & Audience Advertising Yahoo Italia, nel press briefing svoltosi a Milano questa mattina. Sottolineando la direzione, riassumibile nella parola 'programmatic', che le strategie di Yahoo (non solo italiane) stanno prendendo.

Davide Corcione è partito, innanzitutto, su alcuni dati, che cercano di spiegare quanto il successo di Yahoo non sia diminuito nel tempo. “Dal punto di vista dell'utenza, possiamo vantare 1 miliardo di utenti unici al mese; e, di questi, 600 milioni sono mobile”. Tuttavia, il numero di accessi all'universo dell'azienda non sono tutto: importante è capitalizzare questa importante potenza di fuoco. “Un esempio è la soluzione Gemini Native Ads, che riesce a interpretare bene lo switch tra i vari device. Native che, insieme Mobile, Video e Social, compongono le aree più importanti dell'universo Yahoo”. Fondamentale, quindi, lo sviluppo che il colosso di Sunnyvale sta apportando nel settore del programmatic. “Avere delle piattaforme proprio non risolve la qualità della propria offerta; queste sono importanti, ma altrettanto importanti sono i dati. Se non ci sono i dati il rischio è quello di non far valer nulla la propria tecnologia. Il programmatic per Yahoo è data-driven”. Proprio in questo senso si pone l'affermazione di Yahoo ad Manager Plus, lanciata un anno, che sta ottenendo importantissimi risultati. “Grazie alla nostra consolidata esperienza nel mercato dell'advertising, ai continui investimenti nello sviluppo di tecnologia e alla forza dei nostri dati, ad oggi Yahoo Ad Manager Plus sta generando più del 50% delle nostre revenue display, confermando la nostra capacità di innovare e innovarci continuando ad essere player di riferimento del settore”.

“Yahoo Ad Manager Plus permette di fare buying in modalità programmatica, comprare su scala mondiale inventory sia in modalità real time che in maniera tradizionale” aggiunge Daniele Maccarona. “Tutto questo con l'obiettivo di utilizzare l'ingente mole di dati a nostra disposizione. Se nel mondo, infatti, ci sono 1 miliardo di utenti unici al mese (che, per dare un'idea, danno ogni giorno, nel mondo, oltre 165 miliardi di data-points), solo in Italia possiamo vantarne 18 milioni: questi sono segmenti di audience unici e distintivi, che ci forniscono una quantità enorme di dati. Grazie a tutto ciò ci è possibile erogare campagne non solo sulle inventory di Yahoo, ma anche su tutti i principali publisher italiani”. Un'altra importante novità è l'apertura ai centri media di Yahoo Ad Exchange. “Spesso ci è stato chiesto questo servizio in self service, da clienti che, dopo aver lavorato anni con noi, hanno deciso di provate a sobbarcarsi l'intero processo”. Tuttavia, sottolinea concludendo Davide Corcione, sbagliata è l'idea di un buon programmatic fatto in economia, spendendo molto meno rispetto ai tempi della pubblicità tradizionale. “Anzi, se fatto bene, il programmatic porta l'azienda a spendere di più, ottenendo maggiori risultati. La moda del programmatic fatto di fretta può diventare un pericoloso boomerang”.

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