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Pubblicato: 17 Giugno 2014

Imprese, il Mondiale non esalta più

Se non sugli spalti, su cui ad ogni partita è possibile assistere ad un vero e proprio spettacolo di colore e tifo, l'entusiasmo per il Mondiale dei Mondiali è decisamente calato tra tra le imprese brasiliane. A riportarlo è Grant Thornton, che tramite una ricerca nell'ambito dell'International Business Report (IBR) su un campione di 675 imprese brasiliane svela come rispetto a due anni fa sia molto calata l'esaltazione per uno degli eventi calcistici più importanti della storia.

L’IBR ha rivelato che la percentuale di imprese brasiliane che ritiene che ospitare i Mondiali si tradurrà in una crescita economica più rapida è scesa dall’80% del 1° trimestre 2012 a 33% soltanto nel 1° trimestre 2014. Allo stesso modo, solo l’11% delle imprese ora pensa di effettuare investimenti extra in vista dell’evento, contro il 23% nel 2012. Un ulteriore 19% di imprese prevede un incremento dei profitti, e il 52% ritiene che sarà il turismo il settore ad avere il maggior incremento dell’attività. Nonostante questo, la speranza è che i miglioramenti apportati alle infrastrutture e il maggior afflusso di turisti abbiano ricadute positive a lungo termine.

“L’entusiasmo delle imprese per i Mondiali è sicuramente diminuito man mano che la situazione economica brasiliana è andata peggiorando negli ultimi 24 mesi” ha commentato Madeleine Blankenstein, partner di Grant Thornton Brasile. “Inizialmente c’era molta speranza tra le imprese che gli investimenti in infrastrutture necessari per preparare il Paese ad accogliere 600.000 turisti quest’estate (per non parlare di quelli previsti per le Olimpiadi nel 2016) avrebbero dato impulso alle prospettive di crescita dell’economia a lungo termine. Avrebbe dovuto essere un’opportunità per mettere il Brasile nella vetrina globale, invece l’attenzione dei media internazionali si è focalizzata sui ritardi nella costruzione degli stadi e sulle proteste pubbliche contro sia il governo che la FIFA”.

Oltre due imprese su cinque prevedono che gli investimenti in infrastrutture, in particolare quelli nel settore dei trasporti, saranno il lascito più a lungo termine dei Mondiali (42%), con un ulteriore 26% che prevede un maggior afflusso di turisti. Tuttavia, quasi un terzo dei business leader ritiene che la costruzione degli stadi nella propria città abbia influito negativamente sulla vita quotidiana e soltanto il 40% crede che gli stadi verranno ben utilizzati una volta finito il torneo. “Come per il Nido d’uccello a Pechino e il Green Park Stadium di Città del Capo, è difficile immaginare l’Amazonas Stadium di Manaus ben utilizzato dopo l’evento” ha concluso Madeleine Blankenstein, “ma ci sono buoni esempi da seguire così che i nuovi stadi non cadano in disuso, in particolare quello della zona est di Londra in seguito alle Olimpiadi del 2012. L’evento ha permesso a questa parte trascurata della capitale inglese essere modernizzata e successivamente di attrarre significativi investimenti commerciali e residenziali”.

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