stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 19 Dicembre 2014

In cerca dei lavoratori del futuro

Andando a guardare i dati, sempre più sconfortanti, sono molti gli italiani che questo Natale desidererebbero ricevere come regalo un nuovo lavoro. Se da un lato Santa Claus non può esaudire il loro desiderio, dall'altro con l'anno nuovo alle porte potrebbero nascere nuove opportunità per trovare un nuovo impiego. Ecco qui di seguito alcune notizie riguardanti il mondo del recruiting, nella speranza che il 2015 possa rivelarsi, sotto questo punto di vista, più positivo del 2014.

Il 2015, l'anno del Big-data manager
Una figura nuova per il mercato italiano: il focus di Technical Hunters

Scovare i dati storici aziendali, sezionare quelli relativi ai clienti e alle campagne pubblicitarie sul web, migliorare l'esperienza di acquisto dei clienti mentre acquistano. Sono questi i compiti del Big-data manager, il nuovo profilo professionale analizzato da Technical Hunters, società italiana di head hunting, che potrebbe rivelarsi, per il 2015 italiano, una figura di riferimento per il business.
“Non stiamo parlando di uno smanettone”, precisa Manuela Tagliani, manager di Technical Hunters dedicata all’area digital, “ma di una figura trasversale, che deve avere sia competenze tecniche sia competenze economiche e gestionali. In pratica, un profilo che attinge tanto all’esperienza di vendita dell’e-commerce manager sia a quella di gestione e modellazione delle informazioni del data warehouse manager”.
Una figura professionale pressoché inesistente oggi in Italia, ma già presente all’estero, dove può essere anche definita Chief data officer, resa indispensabile dalla crescente importanza che l’analisi dei dati sta assumendo per il successo delle vendite on line. “In Italia, a fronte di una spesa stabile per l’information technology aziendale, gli investimenti nei cosiddetti Big data analytics sono cresciuti del 25% nel 2014, secondo il Politecnico di Milano. Mentre il valore complessivo dell’e-commerce vale ormai 13 miliardi di euro, con una crescita dell’85% nel 2014 nel solo segmento dei dispositivi mobili: è quindi inevitabile che trend di questa dimensione comportino forti cambiamenti anche nel mercato del lavoro”, aggiunge Tagliani.
Secondo Technical Hunters, per aspirare al ruolo di Big-data manager è necessaria una laurea in informatica, economia o in ingegneria gestionale, una precedente esperienza tecnica acquisita preferibilmente nella consulenza e 5 anni di lavoro alle spalle nell’area dell’e-commerce o della gestione dei dati aziendali (data warehouse manager). Un insieme di competenze che comporta una retribuzione a partire da 50 mila euro lordi annui.

Lavoro, i profili tecnici più richiesti dalle aziende italiane
Buyer, Ingegneri di processo, Proposal: la ricerca Technical Hunters

Può sembrare in apparenza un controsenso, ma in molti settori le aziende italiane non riescono a trovare il personale tecnico necessario. Technical Hunters ha individuato i tre ruoli più richiesti dalle aziende italiane nel 2014: sono i Buyer, specialisti degli acquisti, gli Ingegneri di processo, che curano i processi produttivi industriali, e i Proposal, tecnici addetti alla formulazione di offerte commerciali in ambito industriale. Gli stipendi di queste figure possono arrivare fino a 70 mila euro lordi annui. “Sono posizioni in rapida evoluzione che richiedono una solida formazione tecnica, abbinata alla conoscenza delle lingue e a una buona propensione alle relazioni interpersonali”, spiega Matteo Columbo, Senior manager di Technical Hunters, “con stipendi che partono dai 35-40 mila euro lordi annui”.
Il Buyer è un professionista tecnico che si occupa di controllare e coordinare le attività del processo di acquisto e di approvvigionamento all'interno dell’azienda, gestendo il budget a sua disposizione. “E’ una figura difficile da trovare poiché è molto cambiata negli ultimi anni”, dice Columbo. “Oggi, oltre alle competenze tecniche, il Buyer deve conoscere una o più lingue, deve essere disponibile a viaggiare e avere ottime capacità relazionali e di comunicazione, fondamentali soprattutto per la gestione dei rapporti coi fornitori”. Per questa professione viene richiesto un percorso di laurea tecnico o economico, mentre le retribuzioni spaziano dai 40 mila ai 60 mila euro lordi annui, a seconda dell’esperienza.
Il Proposal è colui che predispone le offerte contrattuali nelle grandi aziende di stampo tecnico/ingegneristico/industriale, dove il prodotto è venduto su commessa ed è, pertanto, necessaria una figura di stampo tecnico, competente e in grado di strutturare preventivi ad hoc. “La richiesta di questo profilo è in forte crescita a causa dell’inasprimento della concorrenza”, precisa il manager di Technical Hunters, “ma le aziende faticano a reperire questi professionisti, che hanno alti tassi di fidelizzazione e difficilmente cambiano datore di lavoro”. Il Proposal deve avere un background e una formazione di stampo tecnico-ingegneristico, con un’ottima conoscenza della lingua inglese e può guadagnare dai 35 mila ai 55 mila euro lordi annui, a seconda dell’esperienza maturata.
L’Ingegnere di processo, infine, si occupa del processo produttivo di un impianto industriale. “In questo caso, la difficoltà sta nella estrema specializzazione”, prosegue Columbo: “infatti occorre trovare la persona che conosca esattamente il processo produttivo del quale si dovrà occupare, mentre i settori e gli impianti sono numerosissimi, dal petrolifero all’elettrico, dal chimico al farmaceutico e così via”. Il trattamento economico e l’inquadramento di questa figura possono essere estremamente vari, a seconda degli anni di esperienza maturati e dalla complessità del processo produttivo coinvolto.  Un impiegato può guadagnare dai 35 mila ai 40 mila euro l’anno, mentre un dirigente può arrivare a 70 mila euro.

Felicità al lavoro? Quando il capo sa svolgere il lavoro dei dipendenti
Uno studio della Cass Business School di Londra

Secondo un nuovo studio della Cass Business School di Londra, la capacità del capo di svolgere le mansioni lavorative dei sottoposti è di gran lunga il predittore più affidabile della felicità sul posto di lavoro. La ricerca, condotta da un team misto di esperti britannici e statunitensi, rivela che la competenza tecnica di un responsabile ha un effetto 'potente e scarsamente apprezzato' sul benessere dei dipendenti sul luogo di lavoro, con un'importanza ancora maggiore rispetto a quella legata a dove si lavora e a quanto si guadagna. “I nostri risultati indicano che l'importo della busta paga o il luogo di lavoro sono molto meno importanti rispetto all'effettiva conoscenza da parte del capo di ciò di cui sta parlando”, spiega la dottoressa Amanda Goodall, una degli autori dello studio, docente di management della Cass Business School.
La ricerca, condotta insieme a Ben Artz dell'Università del Wisconsin e Andrew Oswald dell'Università di Warwick, ha messo in luce tre influenze fondamentali sul benessere dei lavoratori: la capacità del responsabile di svolgere le mansioni lavorative del dipendente; il fatto che il responsabile abbia a sua volta lavorato all'interno dell'azienda; e il livello di competenza tecnica del responsabile.
Gli autori hanno svolto lo studio esaminando le risposte del dipendenti a una serie di domande, come ad esempio “Se non sei in ufficio, il tuo responsabile è in grado di svolgere le tue mansioni?” e “Il responsabile conosce bene il suo lavoro?”. I ricercatori hanno osservato che i livelli di soddisfazione tra 1.600 lavoratori britannici erano superiori nei casi in cui la gestione delle persone era affidata a un responsabile in grado di inserirsi e svolgere con competenza il loro stesso lavoro.
Nella loro analisi condotta su 6.000 lavoratori statunitensi, i ricercatori accademici hanno scoperto che la soddisfazione lavorativa dei dipendenti era superiore se il capo aveva a sua volta lavorato all'interno dell'azienda, oppure se l'aveva avviata.
L'analisi condotta su 27.000 lavoratori statunitensi ha inoltre rivelato che il livello di competenza tecnica di un responsabile ha un impatto 'enorme' sulla soddisfazione lavorativa. I risultati sono rimasti invariati anche quando gli autori hanno inserito una serie di altri fattori che potrebbero influenzare la soddisfazione lavorativa, tra cui la remunerazione e il livello di istruzione.
“I risultati dello studio sono un colpo inferto a chi sostiene il managerialismo rampante di oggi, dove i direttori generali vengono catapultati in organizzazioni di cui sanno poco o nulla.  Per gestire una bancarella di molluschi, bisogna conoscere i molluschi, non essere bravi a gestire un carretto delle caldarroste”, osserva Andrew Oswald, professore di economia dell'Università di Warwick.

McDonald's rilancia la propria politica lavorativa
Mille nuovi posti di lavoro previsti per il 2015

McDonald's si amplia in Italia, e lancia il suo personalissimo 'Job's Act': sono 15 i nuovi ristoranti aperti dalla catena di fast food a dicembre in Italia, per un totale di 500 nuovi posti di lavoro creati in un solo mese; un nuovo piano di aperture che proseguirà nel 2015 e che genererà mille nuovi posti di lavoro nel 2015. “Le misure che il Governo ha annunciato con la Legge di Stabilità e con l’approvazione del Jobs Act,” commenta Roberto Masi, Amministratore Delegato di McDonald's Italia, “rappresentano un segnale concreto in grado di favorire l'attrattività del sistema Paese e contribuire a quella ripresa economica che fino ad ora non si è vista. Per questo ci sentiamo oggi di rinnovare il nostro impegno verso l’Italia, che a fine 2015 si sarà concretizzato in oltre 3.000 nuovi posti di lavoro in 3 anni grazie all’apertura di circa 100 ristoranti all’anno in tutta la Penisola”.
“L’impegno della nostra azienda nei confronti dell’Italia, già testimoniato oggi dagli oltre 2.000 posti di lavoro generati negli ultimi due anni, può sicuramente essere rafforzato da un sistema di riforme che si ponga in sinergia con le imprese, e in questo senso credo che il Governo stia andando in una direzione corretta”, conclude il manager.

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net