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Pubblicato: 16 Marzo 2016

Italia, è work-life design

Kelly Services ha dedicato l’ultimo Kelly Global Workforce Index al Work-Life Design, un nuovo approccio che ridefinisce il concetto di equilibrio tra lavoro e vita privata, promuovendo un approccio olistico al lavoro, e che è destinato a diventare il nuovo standard per la gestione delle risorse umane nelle aziende moderne.

Secondo i dati raccolti, a livello mondiale il 69% dei lavoratori considera l’equilibrio tra vita professionale e privata una caratteristica che influisce sulla scelta del posto di lavoro. È seconda soltanto a retribuzione, benefit e altri incentivi finanziari (89%), alla pari con le opportunità di carriera. Nell’APAC, il 77% dei lavoratori lo cita come fattore importante, mentre, in Europa, la percentuale si ferma al 65%. In Italia, il dato, 64%, è in linea con la media europea.

Lavoro flessibile
Il 63% dei lavoratori, a livello globale, sostiene che le forme di lavoro flessibile, che comprendono orari personalizzati e smart working, favoriscano un equilibrio tra lavoro e vita privata. Il 49% considera il tempo libero retribuito (ferie e giorni di malattia) altrettanto fondamentale, mentre l’11% ritiene essenziale la possibilità di disporre di ulteriore tempo libero. Nell’APAC, la percentuale di lavoratori che desiderano forme di lavoro flessibile è particolarmente alta, con il 70% degli intervistati, in Europa è del 63% e in Italia del 62%.

Governance del lavoro
Su scala globale, il 37% dei lavoratori dichiara che policy aziendali forti, che limitino il lavoro al di fuori del normale orario d’ufficio, sono fondamentali per un buon equilibrio tra lavoro e privato. Il 17% considera altrettanto importante limitare il ricorso alle e-mail di lavoro nel tempo libero, mentre per il 23% è essenziale che le aziende incoraggino i dipendenti ad usufruire di tutte le ferie. Tutti questi aspetti sembrano non essere fondamentali per gli intervistati italiani: infatti, solo il 30% desidera politiche rigide rispetto al lavoro fuori dagli orari stabiliti. A livello globale, l’Italia è seconda solo alla Russia (29%).

Realizzazione personale ed empowerment
Il 37% degli intervistati a livello globale ritiene fondamentale che il datore di lavoro dia la possibilità di dedicarsi a progetti o a iniziative innovative. L’Italia, in questo caso, spicca sull’intero panorama mondiale, con un 50% degli intervistati che ritiene di fondamentale importanza questo aspetto per uno sviluppo olistico della propria persona. Al contrario, solo il 13% sarebbe interessato a prendersi anni sabbatici per dedicarsi ai propri interessi personali, mentre la media europea registra un 20%.

Cultura aziendale
A livello globale, il 37% dei lavoratori dichiara di apprezzare un ambiente nel quale sia favorito un clima amichevole tra i colleghi. La percentuale cresce fino al 52% per i lavoratori italiani, in linea con la media europea, 51%. Inoltre, l’impegno da parte delle aziende nella corporate social responsibility, nella diversity e nelle pari opportunità, insieme a pratiche lavorative ecosostenibili, è importante per molti lavoratori. In Italia, c’è una particolare attenzione verso quest’ultimo aspetto: il 31% degli intervistati, infatti, dichiara di tenere in considerazione l’impegno verso le tematiche green durante la valutazione di un nuovo posto di lavoro. Il dato europeo, invece, si ferma al 23%.

Benefit e servizi legati allo stile di vita
Il 43% dei lavoratori a livello mondiale ritiene essenziale la disponibilità sul luogo di lavoro di benefit e servizi al fine di garantire un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata. Fanno parte di questi servizi programmi di wellness come fitness center on site, convenzioni con centri benessere e attività antistress come la meditazione. Gli intervistati italiani dichiarano di apprezzare particolarmente servizi per la cura dei bambini e dei famigliari, rispettivamente con il 31% e il 30%. A livello mondiale, si registrano medie molto più basse (18 e 13%).

Dalla survey emerge che una percentuale significativa di lavoratori sacrificherebbe parte della propria retribuzione in cambio di modalità di lavoro più flessibili: mentre in Europa la percentuale si attesta al 32%, i lavoratori italiani si dimostrano più propensi a questo “baratto”, con il 40%. Un ben più ridotto 11% di lavoratori italiani sarebbe pronto a sacrificare la retribuzione in cambio di meno responsabilità. Nel complesso, i lavoratori dell’APAC sono decisamente più disponibili a rinunciare ad una retribuzione più alta in cambio di elementi del Work-Life Design rispetto a quelli europei, fatta eccezione per l’Italia.
A livello generazionale, il concetto di Work-Life Design è particolarmente rilevante per i Millennials, i lavoratori nati dagli anni ’80 in poi. Questa nuova generazione rappresenterà il 40% dei lavoratori nei Paesi sviluppati entro il 2020, sorpassando numericamente la Generazione X. Rispetto ai lavoratori più “anziani”, i Millennials sono più propensi a considerare vacanze, tempo libero retribuito, programmi di wellness o di cura per bambini e parenti elementi importanti del proprio pacchetto retributivo.
Nell’APAC, il 71% dei Millennials è particolarmente interessato a forme di lavoro flessibili. In Europa, invece, danno maggior valore ai programmi a supporto della cura di bambini (30%) e parenti (36%). I Millennials dell’APAC sacrificherebbero una retribuzione più alta in cambio di orari o forme di lavoro flessibili (48%), nettamente più disponibili rispetto ai coetanei europei (31%). I giovani italiani, invece, sarebbero più propensi a questo scambio (39%)..

Un buon Work-Life Design è un desiderio più maschile o femminile? I dati globali affermano che non è una questione di genere: il Work-Life Design è apprezzato, infatti, da tutti i lavoratori e a livello di percentuali le differenze sono spesso minime. In alcuni casi, i ruoli tradizionali risultano persino invertiti. A livello europeo, un ambiente di lavoro improntato sull’amicizia e sulla cordialità è desiderato più dagli uomini (54%) che dalle donne (50%). Questo gap tra generi è ancora più evidente in Italia: i sorrisi tra le scrivanie sono importanti, infatti, per il 56% degli uomini, avanti di 8 punti percentuali rispetto al gentil sesso (48%). Analogamente, ma solo in Europa e non in Italia ci sono più uomini (28%) che donne (22%) a richiedere programmi di cura per i parenti. Nel Bel Paese, infatti, i dati confermano che siamo ancora un po’ troppo legati agli stereotipi di genere. Il 66% delle lavoratrici italiane dichiara di apprezzare i benefici del lavoro flessibile, contro il 61% degli uomini, mentre il 35% desidera programmi per la cura dei bambini (la percentuale degli uomini si ferma al 28%).
Un altro dato interessante del KGWI riguarda i Professional& Technical, i lavoratori altamente qualificati che operano in settori come IT, science, engineering e finance. Questi professionisti si dimostrano particolarmente sensibili nei confronti dei vantaggi offerti dal Work-Life Design e, più di altre categorie, possono permettersi di scegliere dove e come lavorare, grazie all’appetibilità delle proprie competenze sul mercato del lavoro. I fattori che più di altri vengono presi in considerazione dai professionisti italiani per raggiungere l’equilibrio perfetto tra vita privata e lavoro sono lo smart working (65%), la possibilità di dedicarsi a progetti innovativi (56%) e un ambiente lavorativo amichevole (50%).

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