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Pubblicato: 11 Ottobre 2016

Italian Innovation Return to Growth

Torna a crescere, seppur timidamente, il potenziale d’innovazione del nostro Paese. Nonostante un inizio anno caratterizzato da una situazione di sostanziale stabilità, in linea con il rallentamento preannunciato già negli ultimi trimestri del 2015, il trend italiano registra una crescita (+0,3%) per la prima volta dall’inizio del 2016. L’ultima release di dati dell’Assirm Innovation Index ideato da Assirm, l’Associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, lascia sperare in un futuro di maggiore slancio innovativo.

L’indicatore confronta la capacità del nostro Paese di investire in ricerca e sviluppo – tenendo conto delle sue condizioni macro-economiche e psico-sociali – con quella di altri 10 Paesi europei, Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito.
Dall’analisi degli ultimi trimestri – dal 2015 a oggi – si osserva che sono i Paesi Bassi la nazione ad aver mostrato la maggiore spinta innovativa in poco tempo (+4,2), mentre se si prende in esame il periodo 2010 – 2016 è il Regno Unito (+13,7), eguagliato a sorpresa dalla Svezia (+13,7), a mostrare il risultato migliore nel lungo periodo. Male invece per la Grecia, unico Paese a mantenere un indice negativo nel passaggio dal primo al secondo trimestre 2016. Con i suoi – al momento deboli – segnali di ripresa (+0,3), nel secondo trimestre 2016 l’Italia esce dal rallentamento registrato negli ultimi mesi del 2015.

«Nel secondo trimestre dell’anno il PIL non ha registrato alcuna crescita, mentre l’AII relativo all’Italia si è mosso, seppur in modo tenue, positivamente» ha commentato Guendalina Graffigna, Direttore del Centro Studi Assirm. «Segnale, questo, che evidenzia come il nostro Paese stia reagendo attivamente”. Pur confermandosi in 8° posizione nella classifica europea che analizza le variazioni del periodo 2015-2016, il nostro Paese sembra ridurre il gap che lo separa dai Paesi situati nell’area centrale della classifica: Repubblica Ceca (+2,1), Francia (+2,2) e Regno Unito (+2,3). «Di fronte al difficile momento economico che coinvolge tutta l’Europa, lo slancio innovativo registrato può contribuire al superamento italiano di un momento critico; è sintomo che, nel nostro Paese, è diffusa e percepita la necessità di perseguire l’innovazione come vero e proprio elemento in grado di allontanarci dalla crisi, contribuendo al recupero della nostra competitività globale» ha affermato Maurizio Pessato, Centro Studi Assirm.

Fonte immagine: Eurodiaconia.org

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