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Pubblicato: 26 Febbraio 2014

La maturità del Content Marketing

Il marketing non deve mai stare fermo, deve cambiare, evolversi per affermarsi nel business di oggi. E spesso questo concetto basilare non viene adeguatamente assimilato, o capito, dalle aziende: e così Lee Odden di Top Blank Blog delinea cinque passi, cinque linee guida per far maturare il proprio content marketing aziendale, ponendo anche l'accento sulla situazione attuale delle imprese.

Innanzitutto, c'è un problema di stasi delle aziende: il contenuto diffuso è spesso creato perchè necessario o richiesto, ma ben poche risorse sono destinate all'aggiornamento costante delle proprie pagine. I contenuti di marketing passano quindi in secondo piano, tendendo questi a essere troppo brand-centric. In questa fase le imprese non crescono, non si rendono conto del problema fino a che non vengono superate dalle dirette concorrenti.

Secondo punto, la produzione: con più contenuti si cercano, ovviamente, più collegamenti, più destinatari. Centrale in questa fase è il SEO, che cerca di mettere in primo piano nei motori di ricerca i propri temi tramite la creazione di specifiche, di parole chiave destinate proprio a far balzare il proprio contenuti in primo piano. Le aziende in questa fase raggiungono abbastanza velocemente dei buoni risultati; tuttavia un aumento di traffico non corrisponde sempre ad un aumento delle vendite, visto la sempre maggior ricerca di visibilità che non sempre corrisponde alle reali richieste del mercato.

Terzo passo, l'utility: un'evoluzione del punto precedente, che prende il via dalla produzione di contenuti, ma che tuttavia pone molto di più l'accento sul 'raccontarsi' al consumatore. Non solo quindi delle semplici parole chiave, un SEO molto buono, una forte visibilità: si mira, in questo caso, a coinvolgere l'utente. L'utilità, e non la semplice informazione, diventa in questo caso la norma. Le aziende che padroneggiano la creazione di contenuti veramente utili attirano crescenti comunità sociali: e questo crea un robusto ecosistema di contenuti e di engagement.

Si passa, quindi, al vero e proprio storytelling. Oltre alla vendita dei propri prodotti ad un determinato target di clienti, si cerca di coinvolgere questi ultimi con una narrazione del brand, un coinvolgimento che solo quello specifico marchio può dare. In questo caso l'accento viene posto sull'emotività, il motore che nella maggior parte dei casi spinge il consumatore all'acquisto. In questo particolare step entrano prepotentemente in scena i social media, veri padroni dello storytelling: il rapporto con la propria base di utenti, con la propria base di fan diventa infatti impensabile senza questi importantissimi strumenti.

L'ultimo riguarda, ovviamente, la monetizzazione. L'obiettivo per ogni fase è quello di generare utili; e tutto questi riesce grazie alla fidelizzazione, al coinvolgimento a cui si è giunti attraverso ogni passo precedente. Questa è la funzione principale di marketing: sensibilizzare, emozionare, coinvolgere e indirizzare le vendite. Tuttavia in questa fase si parla della possibilità di monetizzare attraverso l'acquisizione del cliente, nonché attraverso pubblicità e sponsorizzazioni: in altre parole, il contenuto di marketing è così buono, così utile e crea una così grande esperienza, che può generare entrate di per se stesse. Pochissime aziende sono in grado di monetizzare in questo modo, ma è probabile che il loro numero aumenti considerevolmente già a partire da quest'anno.

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