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Pubblicato: 18 Febbraio 2014

Le PMI italiane e la sicurezza informatica

Tema caldissimo in questi anni di minacce virus e minacce digitali, la sicurezza informatica tiene banco tra le file degli esperti di Microsoft: a meno di due mesi dal termine ufficiale del supporto di Windows XP (dall’8 Aprile 2014 non saranno più disponibili gli aggiornamenti automatici per la sicurezza), il colosso americano diffonde i dati dell'ultima ricerca commissionata ad IDC dal titolo 'La sicurezza IT nelle PMI e la fine del supporto tecnico pubblico su Windows XP', che ha appunto indagato lo stato della sicurezza nelle piccole e medie imprese italiane.

Tra le PMI del nostro paese XP è un software ancora ampiamente diffuso: nel centro e nel sud circa un terzo delle imprese lo ospita su oltre l’80% dei terminali (in alcune regioni del Sud come la Puglia si arriva a quasi alla metà delle imprese). La maggiore propensione all’aggiornamento emerge nelle regioni del Nord e in quelle ad elevata industrializzazione, che guidano con quasi il 50% delle imprese pronte all’aggiornamento. Tuttavia, nonostante si ritengano informate sul tema della sicurezza informatica (per oltre l’86%), le PMI sottovalutano ampiamente le vulnerabilità del software come fattore di rischio che evidenziano solo nell’8% dei casi. La maggior parte delle imprese considera i messaggi e-mail (31%) e la navigazione web (27%) come i principali veicoli di rischio, come se le problematiche della sicurezza IT fossero rimaste inalterate nell’ultimo decennio, mentre si sottostimano social network (9%) e app da store online (5%).

Questa scarsa consapevolezza delle minacce IT si colloca in un contesto in cui la maggior parte delle PMI sono prive di referenti, sia interni che esterni, a cui attribuire la responsabilità della sicurezza informatica (44%); inoltre queste non organizzano alcuna attività formativa sul tema (48%) e destinano alla gestione del problema meno del 10% del loro budget IT (73%). I settori che hanno ragioni politico-strategiche (PAL) oppure economico finanziarie (Finanza) per tutelare i propri interessi sono disposti a investire anche a due cifre nei prossimi 12 mesi, mentre altri comparti come i Servizi e il Commercio sono portati soltanto in rare occasioni a procedere a investimenti più significativi. In questo scenario risulta fondamentale il ruolo del canale a cui le PMI si affidano per comprendere meglio i rischi della sicurezza informatica: i partner e i fornitori rappresentano il principale canale d’informazione (52%), seguiti dai motori di ricerca (35%), dai siti web dei vendor (35%) e dalla propria rete di contatti personali e professionali (32%), come a testimoniare l’importanza di fonti autorevoli e di un rapporto fiduciario per affrontare un tema complesso come la sicurezza IT.

“In un mondo sempre più a rischio dal punto di vista delle minacce informatiche, in cui gli attori del cyber crime sfruttano sistematicamente le vulnerabilità del software per attacchi mirati volti a ledere gli interessi di aziende e singoli, è fondamentale promuovere un’opportuna cultura della sicurezza e non trascurare l’importanza di un sistema operativo moderno che può fare la differenza sia in termini di protezione, sia in termini di produttività” ha dichiarato Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia. “Windows XP è nato oltre 12 anni fa quando lo scenario tecnologico era radicalmente diverso da quello attuale: si tratta di un sistema ormai superato e la fine del supporto dev’essere vista come un’opportunità per una riflessione strutturata sulla sicurezza ma anche sulla possibilità di offrire ai propri collaboratori un nuovo modo di lavorare. In questo passaggio che possiamo definire epocale, intendiamo supportare i singoli e le aziende, aiutandoli a prendere atto delle minacce legate alla vulnerabilità dei sistemi e dei vantaggi offerti da un sistema operativo moderno che può consentire di lavorare in modo più efficiente ed efficace”.

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