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Pubblicato: 5 Maggio 2017

The New Era of Subscription Economy

SlimPay Subscription Economy

Magari non sarà ancora una delle parole più conosciute nel panorama digitale, eppure essa è già realtà in molti paesi, e probabilmente in moltissimi l’hanno già utilizzata (o la utilizzeranno a breve) in qualche maniera. SlimPay ha fatto della subscription economy il suo business proprio per le incredibili opportunità di questo nuovo mercato. L’azienda francese ha quindi deciso di sbarcare in Italia con l’obiettivo di favorire la trasformazione digitale del commercio con soluzioni innovative per le transazioni on line relative a servizi o prodotti erogati in abbonamento. Slimpay si è presentata ieri a Milano, negli innovativi uffici di Copernico (cliente del brand).

 

Dallo streaming di musica e video al car sharing, fino alle utenze, le nuove tendenze di consumo vedono diminuire nelle persone l’interesse per il possesso fisico dei beni e aumentare la propensione all’utilizzo di servizi e prodotti in abbonamento. Cambiano così anche le modalità di business di molti settori, con conseguenti effetti sui metodi di pagamento, ora dilazionati nel tempo e ricorrenti. Fondata nel 2009 da Jérôme Traisnel, SlimPay ha anticipato l’avvento della cosiddetta “subscription economy”. “Gli italiani sono da sempre tra gli utenti più cauti e refrattari all’utilizzo delle carte di credito per i pagamenti on line”, osserva Jérôme Traisnel. “Per questo siamo fiduciosi che SlimPay verrà apprezzato tanto dalle aziende che dagli utenti per la sua modalità di pagamento con addebito diretto facile, veloce e sicuro. Anche in Italia la subscription economy è in veloce affermazione. Le persone stanno diversificando le modalità di accesso ai servizi e ai beni, e per soddisfare le nuove esigenze occorrono sistemi di transazione adeguati. Sono sempre più numerose le aziende che richiedono soluzioni di pagamento al passo con i tempi e in grado di favorire lo sviluppo di nuovi modelli di business. Per questo l’Italia rappresenta per SlimPay un mercato chiave dalle elevate potenzialità”.

 

L’azienda francese ha quindi presentato, a corredo della presentazione, un’interessante ricerca riguardante proprio il peso delle sottoscrizioni di abbonamenti in Europa. A dettare le nuove regole sono soprattutto i Millennials e i post – Millennials, giovani nati tra il 1995 e il 2010, target a cui le aziende di oggi guardano con sempre maggior interesse per poi plasmarsi in base alle loro esigenze. Le nuove generazioni di consumatori sono infatti nativi digitali, flessibili, poco legati all’idea di possesso e apprezzano la possibilità di scegliere tra diverse opportunità. Bisogni a cui la subscription economy è in grado di rispondere pienamente. A fare quindi da volano alla subscription economy, in Italia come negli altri Paesi UE, ha contribuito anche la sempre più alta familiarità dei consumatori con l’ecommerce e i pagamenti online, come dimostra anche la ricerca condotta da Elabe per Slimpay. Ne è emerso un quadro molto variegato e interessante dell’attuale modello di consumo e pagamento online, analizzando il quale si scopre, per esempio, che la sottoscrizione di abbonamenti è già presente in tutti i Paesi UE dove si hanno una media di membership per persona che oscilla tra i 2,2 e i 5,7. I Paesi dove attualmente la subscription economy è più diffusa sono il Regno Unito, la Spagna e la Francia, dove la popolazione sembra ormai aver familiarizzato con questo metodo di consumo. Meno presente in Italia, Germania e Benelux dove però ci sono buone prospettive di crescita. Oggi, infatti, il 74% degli Italiani dichiara di avere sottoscritto ad almeno un abbonamento – contro l’85% della media Europea – con 2,2 sottoscrizioni per persona contro i 5,7 degli spagnoli; i 5,4 dei francesi, i 4,3 degli inglesi i 3,4 del Benelux e i 3 della Germania. Il vantaggio? Per le 5.000 persone coinvolte nella ricerca, sta nella sicurezza del pagamento e nella certezza di non dimenticare di saldare la quota per tempo.

 

Attualmente in Italia i consumatori utilizzano l’addebito diretto sul conto corrente per pagare le bollette di telefonia, vale a dire quote per noleggio e utilizzo smartphone, Adsl, Tv e applicazioni varie (59%); per saldare i consumi di luce e gas (51%); per liquidare le rate di polizze e assicurazioni varie (30%). in base alle proiezioni fatte dalla ricerca SlimPay, esiste però un alto potenziale di crescita anche in altri settori, in particolare il 52% degli Italiani si dichiara disposto a pagare le tasse tramite addebito diretto mente il 36% pagherebbe secondo queste modalità i trasporti ed il 29% l’affitto. In tempi di cybercrime il tema della sicurezza bancaria è, infatti, in primo piano in tutto il mondo, Europa compresa, come conferma anche lo studio di SlimPay. E gli italiani non fanno certo eccezione visto che ben il 64% di essi ha eseguito una autenticazione al momento del pagamento online per evitare il furto di dati bancari che consentono acquisti non autorizzati. Autenticazione fatta via sms nel 64% dei casi e per il resto via web o tramite app mobile. Una modalità molto apprezzata dai nostri connazionali, visto che per l’89% di essi porta più vantaggi che svantaggi. Che il tema della sicurezza quando si tratta di pagamenti online sia molto sentito è dimostrato anche dal fatto che, in tutti i Paesi coinvolti nell’analisi di SlimPay, la disponibilità a effettuare pagamenti sul web con addebito bancario diretto è molto alta. Si va dal 62% della Germania al 58% del Regno Unito, passando per il 57% della Spagna, il 53% dell’Italia, fino al 47% della Francia e al 42% del Benelux. In Italia, in particolare, a oggi il 49% della popolazione ha realizzato acquisti online con pagamento diretto sul conto corrente, facilitati anche dall’Iban, lo standard internazionale ideato per semplificare le transazioni economiche in tutta Europa, il cui funzionamento è conosciuto dall’89% dei connazionali, che però sanno poco o nulla di SEPA (solo il 29% sa cos’è), che ha come obiettivo quello di offrire ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni la possibilità di effettuare e ricevere pagamenti in euro nell’area UE, senza più differenze tra pagamenti nazionali ed europei, con la stessa facilità e sicurezza con cui vengono eseguiti nei singoli paesi.

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