stay

updated!

Vuoi rimanere sempre aggiornato

sulle news di MyMarketing.net?

* Campi obbligatori

Cliccando su "Iscriviti" dichiaro di aver letto e accettato l'Informativa Privacy

stay updated!

Pubblicato: 21 Luglio 2017

Le novità di Babbel

Babbel

Imperativo: non fermarsi mai. Continuare a evolvere, ascoltare gli utenti, mutare il proprio business, se necessario, o implementare la ricetta che ha portato al successo. Le ultime novità in casa Babbel sono un misto delle due cose: continuare a migliorare il proprio core business, continuando a sostenere gli utenti che vogliono imparare (o migliorare in) una lingua straniera; e contemporaneamente lanciare qualcosa di completamente nuovo, un’interessante novità per meglio riuscire a soddisfare l’utente affamato di idiomi stranieri. A raccontarci tutto nel dettaglio è Elisa Menozzi, Country Manager Souther Europe del gruppo.

 

Innanzitutto, qualche numero sul vostro mercato in Italia.
Noi di Babbel siamo presenti in Italia da prima del 2013, ma abbiamo cominciato a fare degli investimenti mirati proprio in quell’anno, e da allora l’Italia è diventata rapidamente uno dei paesi focus del nostro gruppo; in questo momento è il quarto paese all’interno di Babbel. L’Italia, come caratteristica, è soprattutto un mercato mobile; di solito non diamo il numero preciso di download locali, ma l’ultimo dati che abbiamo comunicato a livello mondiale è che, a oggi, sono più di 1 milione e 400mila gli utenti paganti nel mondo. In questo contesto, l’Italia continua a crescere anche dopo 4 anni, e rimane un mercato per noi molto positivo.

 

Quali sono le differenze tra il mercato italiano e quelli stranieri?
Quello italiano è uno dei mercati più mobile in Europa; insieme alla Spagna siamo quelli a cui piace di più lo smartphone. Un altro punto importante è gli utenti del nostro paesi amano molto la flessibilità: ci piace la libertà di stare, ma anche di andar via quando preferiamo. Quello che vediamo noi di Babbel è come gli utenti italiani sviluppino un rapporto molto forte con la app, gli rimangono fedeli, ma siano più utenti “stagionali”, che preferiscono prendersi delle pause durante l’anno, come in questo periodo estivo. Questo è un comportamento che non vediamo, ad esempio, in Germania o in Svizzera, dove si acquistano abbonamenti più lunghi, pagando meno, e si continua a frequentare i nostri servizi; l’utente italiano invece preferisce acquistare il proprio abbonamento mese per mese, adottando un comportamento che non è esattamente economico. Preferisce, insomma, la flessibilità, il non rimanere vincolato.

 

Qual è il vostro utente medio italiano?
Questa è una domanda a cui stiamo cercando di rispondere. Naturalmente ti potrei raccontare del nostro core target, che è il classico utente di 25/55 anni, uomo/donna, con una tendenza spiccata verso il mobile… Ma questo cosa significa? Proprio in tal senso abbiamo cominciato un nuovo progetto, che si chiama User Empathy, in cui facciamo delle interviste agli utenti, o potenziali utenti, italiani, e portiamo il team marketing qui a Milano ad ascoltare le risposte, per capire anche cosa i consumatori vedono nell’advertisiment che abbiamo fatto finora, cosa vedono nella app, cosa li colpisce, e in che rapporto sono con i nostri touchpoint. Questo progetto vuole sottolineare le differenze locali tra i vari utenti, quindi stiamo definendo in maniera completamente nuova chi sono i nostri utenti.

 

Il 2016 è stato un anno molto positivo per il mercato delle app (con il numero dei download in crescita del 15%, e i ricavi addirittura a +40%), voi avete riscontrato questi dati?
Il 2016 è stato un anno molto molto positivo per noi. Ci sono differenze sostanziali tra i mercati focus, che sono quelli partiti da più anni, e i mercati nuovi. I primi sono gli Stati Uniti, la Germania, la Francia e l’Italia; i mercati più recenti sono la Spagna, il Brasile, il Canada, l’Australia e lo UK. In questo ultimo gruppo di stati la nostra crescita è a 3 cifre, mentre nei mercati più stabili il numero di utenti cresce più lentamente, ma la profittabilità continua a crescere in maniera importante, visto come gli utenti tendono a rimanere più fedeli, acquistare abbonamenti più lunghi e utilizzare di più la app.

 

E la nuova campagna?
Con questa campagna “back to work”, che comincerà a metà agosto, comunque con focus a settembre (il tempo del “ritorno” alle proprie attività, il secondo nostro grande picco dopo gennaio), comunicheremo un’importante novità: a parte un nuovo creative per la tv, sempre fatto da Wieden and Kennedy e sempre basato su questa logica del cinema, del sogno (che è tipico della televisione), la novità importante riguarderà il lancio di questi bundle, una serie di certificati del Cambridge Institute per l’inglese. Stiamo lavorando per offrire lezioni live one-to-one con insegnanti tramite Skype, creando dei pacchetti che aiutino le persone a combinare queste nuove funzionalità. Creeremo un programma della durata di 3 mesi in cui l’utente viene guidato dal suo livello di conoscenza della lingua fino al livello successivo, con il certificato alla fine del corso. Mentre in questo momento Babbel Classic ha una struttura molto libera, cercheremo di dare, agli utenti che lo vogliono, un percorso guidato.
Questa campagna Back to Work, visto come nel nostro paese la motivazione “carriera” è la più importante nell’imparare nuove lingue, è stata costruita pensando molto ai mercati sudeuropei, Italia e Spagna in particolare. Mi aspetto quindi che la reazione al messaggio sia ottima.

 

C’è stata un’esigenza particolare che vi ha spinto verso questa nuova direzione?
Come azienda c’è l’obiettivo di integrarci sempre di più, quindi creare un network di app e di servizi in cui Babbel diventa il punto di riferimento se si vuole imparare la lingua in qualsiasi senso. Noi siamo il punto di partenza, e poi ci si crea un mondo intorno. Per gli utenti non c’è un confine preciso tra quella che la app di Babbel e il mondo di Babbel, tutti i contenuti legati al nostro magazine, legati alla pubblicità, legati a tutti i mezzi. Noi vogliamo muoverci e seguire questo trend.

Questo come lo comunicherete?
La campagna riguarderà tutti i media, ci sarà una promozione, ci saranno sia una campagna televisiva che ha sempre questo impatto più emotivo, una storia legata alla app, e poi comunicheremo tramite i mezzi online, dove c’è più spazio per spiegare questa offerta e andare nel dettaglio.

newsletter

* Campi obbligatori

newsletter

* Campi obbligatori

MyMarketing.net