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Pubblicato: 29 Gennaio 2013

QMI, missione entertainment

All'ombra della Madonnina, un trentenne aveva una laurea in economia politica e la voglia di creare un nuovo modo per promuovere prodotti e brand. In meno di dieci anni, quel sogno è diventato QMI, la prima e unica società società italiana di Entertainment Marketing. L'idea di Giovanni Cova è germogliata. Perché a volte basta davvero soltanto una buona idea per cambiare il corso di una vita.

Dalla prima intuizione – far diventare i biglietti del cinema un veicolo promozionale – QMI è cresciuta sino a diventare un'eccellenza tutta italiana. Grazie a modalità sempre più innovative che hanno contribuito alla realizzazione e al lancio di campagne di comunicazione integrata con  progetti che hanno legato a doppio filo brand e prodotti al mondo della Settima Arte.
QMI s'impegna quotidianamente a mantenere la comunicazione al passo coi tempi: in un mondo che va sempre più verso la contaminazione cross-mediale, l'azienda milanese contribuisce con i fatti all’evoluzione del cinema e di tutti i settori della filiera di comunicazione ed intrattenimento, rendendoli sempre più social ed interattivi. È sufficiente sfogliare la pagina dei progetti del sito ufficiale dell'azienda per farsi una piccola idea delle molteplici operazioni che portano il marchio QMI. Dai protagonisti di Hollywood e di Cinecittà, agli eroi di fumetti, anime e videogiochi, passando per le star della musica. Da Spiderman a Diabolik, passando per il nuovo Sherlock Holmes, i Puffi, Jack Sparrow e perfino Woody Allen. Proprio il grande regista campeggia in una gigantografia nello studio di Giovanni Cova  che ha raccontato a MyMarketing.Net il segreto del successo di QMI.

“Noi aiutiamo le aziende a legarsi all'intrattenimento: dal cinema, alla musica, ai videogiochi, in pratica ai contenuti che piacciono al pubblico” questo, in estrema sintesi la mission di QMI, spiega Cova – “In un contesto di frammentazione e di proliferazione di nuovi media, noi ci concentriamo su quello che rimane costante, anzi quello che cresce: l'interesse del pubblico nei confronti dei contenuti, del grande film, del nuovo album in uscita, del nuovo videogioco. Facciamo molte attività di marketing, accomunate dal legame forte con i contenuti. Giovanni CovaDal product placement, con cui avviciniamo un'azienda ai contenuti inserendola tra i contenuti stessi. Come abbiamo fatto, ad esempio per i gioielli Damiani inserendoli nella saga di Twilight o con l'Acqua San Benedetto nel film di Woody Allen e nell'ultima pellicola di Tornatore. Il secondo modo che abbiamo è quello di arricchire e amplificare la risonanza della comunicazione delle aziende caricandola di contenuti. È online al momento un'operazione sviluppata con Eni che utilizza la creatività dei grandi film Disney. Se io vedo nella campagna della Pixar gli eroi dei film Pixar e Disney in uscita”. 

Questo è solo uno dei campi in cui operate. Avete riportato 'C'era una volta in America', il capolavoro di Sergio Leone, al cinema e anche Vasco Rossi.
Facciamo tantissime promozioni con l'intrattenimento, regalando ingressi al cinema per chi compie determinate operazioni ricreative. Dieci delle 35 persone del nostro organico  lavorano esclusivamente sui contenuti delle Major di tutti i settori. Ma simmetricamente, l'altra faccia della medaglia del nostro lavoro, è che siamo noi stesso distributori di contenuti al cinema. Noi stessi acquisiamo i diritti per portare la grande musica al cinema, l'ultima operazione riguarda il concerto di Vasco a San Siro.

Nel ricco bouquet di QMI, qual è il prodotto che vi rende più orgogliosi?
È la cosa meno visibile, la stessa da cui siamo partiti. Abbiamo federato le sale italiane, creando una sorta di 'ticket restaurant' del cinema. Ogni anno portiamo al cinema milioni di italiani. Alla fine dell'anno siamo molto felici di contribuire per l'1 o il 2% al box office finale con i nostri clienti che hanno regalato il grande cinema. Un'attività socialmente apprezzabile e degna di un paese civile e, in generale, siamo orgogliosi di aiutare la produzione culturale. Tutte le nostre attività si riflettono a un sostegno all'industria dei contenuti. La rete IoVadoAlCinema è arrivata a 2460 sale, distribuite su tutto il territorio italiano.

Antonino Pintacuda
@toninopintacuda

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