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Pubblicato: 29 Maggio 2014

Reti nuove, vecchie infrastrutture

Abbinare nuove tecnologie a vecchie infrastrutture si rivela nella maggior parte dei casi una mossa sbagliata; occore quindi, in questi tempi di novità hi-tech giornaliere, riuscire ad aggiornarsi, a tenersi sempre un passo avanti. Non hanno questa sensazione la maggior parte dei senior decision IT di grandi aziende britanniche e statunitensi, intervistati in occasione di una nuova ricerca commissionata da Brocade a Vanson Bourne; il quadro che ne esce fuori parla di aziende e manager in difficoltà a causa delle risorse di rete legacy, che richiedono loro di dire “addio” all’infrastruttura di ieri e sfidare lo status quo per architettare il data center per il futuro.

Mentre molte aziende (75%) hanno investito nella rete negli ultimi tre anni, uno sconcertante 92% dei senior decision maker IT non ritiene la propria infrastruttura abbastanza agile per garantire servizi robusti e scalabili agli stakeholder o supportare applicazioni di prossima generazione. Per evidenziare ulteriormente la sfida affrontata da queste aziende, oltre un quarto degli intervistati ha ammesso di avere dovuto porre rimedio a interruzioni di rete più volte alla settimana, se non giornalmente, mentre quasi un quinto ha affermato sinceramente che la propria rete non era adatta allo scopo, suggerendo come le reti legacy abbiamo bisogno di un cambiamento.

Dalla ricerca emerge poi che il 75% accoglierebbe l’utilizzo di un data center “on-demand” (un’infrastruttura di rete appositamente costruita per ambienti altamente virtualizzati e cloud), mentre la complessità (20%), i costi (19%) e le performance (14%) sono le sfide più grandi del data center da affrontare per i senior decision maker IT. Il 17% delle aziende non prevede di valutare l’SDN e il 16% ha il medesimo pensiero nei riguardi delle architetture fabric-based; in media, attualmente, il 49% dei server è virtualizzato, con una previsione di raggiungere il 64% nei prossimi due anni. Emerge poi che sono necessari circa una media di quattro giorni per fornire un nuovo dispositivo o applicazione, e cinque giorni per un nuovo servizio; infine il 35% dei dipartimenti ha cercato di implementare servizi basati su cloud per migliorare l’esperienza IT, ma l’ha fatto senza coinvolgere l’organizzazione IT aziendale.

“Il fatto che le reti legacy non siano in grado di rispondere alle richieste in evoluzione delle aziende moderne non è una novità, ma ciò che preoccupa è la scala del problema,” spiega Jason Nolet, Vice President Data Center Switching e Routing di Brocade. “Negli ultimi dieci anni il modo di interagire con i dati è evoluto al di là di ogni aspettativa. Miliardi di dispositivi connessi stanno sovraccaricando le reti globali con richieste ogni secondo e gli utenti richiedono un accesso always-on e istantaneo ad applicazioni e servizi. La virtualizzazione e il cloud stanno tenendo il passo, ma necessitano di migliore agilità e prestazioni di rete, unite alla riduzione dei costi operativi e della complessità. Tutti questi fattori stanno creando pressione su un’infrastruttura che, sinceramente, non era stata progettata per affrontare tali richieste. Il problema non è nuovo, ma la portata dell’impatto sulle attività si traduce nella necessità da parte delle aziende di rispondere immediatamente o di affrontare il reale pericolo di diventare obsoleti per i propri clienti”.

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