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Pubblicato: 28 Maggio 2014

5 modi per non farsi azzittire su Twitter

Poco più di due settimane fa, Twitter ha annunciato sul suo blog di aver introdotto una nuova funzione, qualcosa che Facebook aveva da tempo ma che ancora mancava al social cinguettante. La funzione 'mute' magari non sarà stata una delle rivoluzioni più appariscenti apportate al proprio social; tuttavia questa nuova funzionalità può portare qualsiasi utente, o soprattutto brand, ad essere 'oscurato' dalla timeline dei propri follower, in caso di messaggi fastidiosi e poco graditi. Se, da un lato, la rete ha cominciato a sbizzarrirsi sulla tipologia di utente da 'ammutolire' (come, ad esempio, Mashable, che pone in testa i giornalisti twittatori di breaking news, o gli 'hashtaggatori' seriali), dall'altro c'è chi ha già elaborato la ricetta ideale per evitare di rimanere senza voce; come Contently, che ha diffuso sul proprio blog i 5 passi ideali per non far attivare la funzione 'mute' ai propri follower.

1 Rendete unici i vostri tweet.

Tenere adeguatamente aggiornate numerose piattaforme può richiedere molto tempo. È sicuramente allettante, in questi casi, pubblicare i medesimi contenuti su più social network contemporaneamente; tuttavia, rendere unici i propri post porta sicuramente a risultati maggiori, e se i vostri fan seguono la pagina su più piattaforme, la cosa la noteranno. L'esempio che porta il magazine è Century 21, che pubblica contemporaneamente contenuti diversi tra Twitter, Facebook e YouTube, una pratica che sicuramente ha portato all'azienda brillanti risultati.

2 Pianifica i tuoi tweet.
L'automatizzazione delle proprie attività social può sembrare, in prima battuta, contraria all'impegno che ogni brand dovrebbe mettere per fidelizzare la propria base di follower; tuttavia, pubblicare il contenuto giusto al momento giusto può risultare cruciale, sia per quanto riguarda le fasce d'orarie più presidiate dai propri fan, sia per evitare di affollare eccessivamente la timeline dei propri follower (rischiando, quindi, di essere 'azzittiti'). Per questi casi ci sono numerosissimi strumenti nati appositamente per pianificare i propri tweet, dalla funziona stessa di Twitter al fomoso Buffer.

3 Costruisci la tua reputazione.
Errare è umano, e, soprattutto nel mondo social, nessun brand è immune da errori (i casi noti qui si affollano). Dopo il fattaccio, è utile andare a cercare il perdono dei propri follower: un esempio famoso (e già citato da Contently) è la responsabile social della casa di produzione cinematografica A24 Zoe Beyer: nonostante la (giovanissima) manager cancelli regolarmente i tweet più sconsiderati, riesce sempre a cavarsela grazie alla confessione e allo stretto legame che ha con i propri fan. Questo caso insegna ai brand di trattare i propri fan con intelligenza e rispetto, e di utilizzare il social con un impegno sincero e onesto.

4 Citando il giovane Holden Caulfield, non essere fasullo.
Recentemente Facebook ha aggiornato il proprio algoritmo per eliminare i post creati appositamente per attirare like e fan. Senza un algoritmo del genere, tocca ai brand stessi presenti sul social evitare lo stesso genere di tweet. Sicuramente questo genere di contenuti possono portare numeri migliori in breve tempo, ma sono anche quelli che più di tutti rischiano di attirare i 'mute' sul social, e nessun retweet vale questo rischio.

5 Dare più di quanto si ottiene.
Questa è sicuramente la regola d'oro di Twitter, e per un marchio in particolare questo deve valere più che mai. Un numero eccessivo di retweet, una costante autopromozione, e l'utilizzo smodato di hashtag possono stancare anche i seguaci più fedeli; il marchio viene seguito principalmente per l'aspettativa che esso possa dare un tocco in più alla propria timeline, e soddisfare le esigenze del proprio è la tattica vincente.

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