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Pubblicato: 15 Maggio 2013

Baba, the New King of Social Gaming

Gli zombi invadono la terra. Di nuovo. Dopo notti, albe, mezzogiorni di morti viventi, ritornanti e perfino dementi, i 'walking dead' hanno invaso anche i social. Sono dovunque: in tv con la serie tratta da un fumetto cult, in edicola, dove i nemici storici di Dylan Dog nell'intepretazione datane da George Romero, continua a tener testa all'invasione dei manga e al cinema, dove sono pronti a ritornare dopo 28 giorni e altrettanti mesi dopo, con Brad Pitt che ha prodotto e interpretato the World War Z.

Ai cadaveri deambulanti deve una parte della sua fortuna Naruatsu Baba, classificato da Bloomberg come uno dei più giovani miliardari del globo a soli 35 anni, grazie alla sua Colopl. Giochi come 'Catastrophic Zombies' e 'Kuma's Digging Adventure' hanno fatto la fortuna del giovane giapponese e della sua azienda. Azienda che, dal suo lancio in borsa nello scorso dicembre, è riuscita ad aumentare di ben sette volte il suo valore arrivando a valere 2,2 miliardi di dollari, e di cui Baba detiene il 69%.

Baba ha dunque cavalcato l'era delle 'game app', che hanno visto solo nell'ultimo anno un vertiginoso aumento nei download effettuati dagli utenti, e che hanno incrementato dell'86% il valore delle aziende produttrici in borsa; il successo che ha conosciuto il giapponese lo ha portato addirittura a unirsi alla GungHo Online Entertainment Inc., conosciuta dagli appassionati come produttrice di 'Puzzle&Dragons', app capace di portare alla GungHo solo nel primo trimestre ben 3,4 milioni di dollari al giorno; il presidente Taizo Son 'vale' addirittura 5,1 miliardi di dollari.

Intervistato lo scorso novembre da Tech In Asia, Baba aveva raccontato le origini del suo successo. Quando la sua azienda si è affacciata sul mercato non c'erano molte app sviluppate da giapponesi per il mercato interno. Inserendosi in questa lacuna dell'offerta e spostandosi dai servizi geolocalizzati al crescente marketplace degli smartphone, Baba ha fatto centro. I giochi dovevano essere leggeri e sfruttare al massimo le nuove potenzialità dei telefoni intelligenti. Tentativi in prima persona, dai puzzle degli esordi ai nuovi titoli che utilizzavano lo giroscopio e il touch per interagire con  i vari livelli.

Una scelta vincente è stata soprattutto quella di sviluppare in prima battuta per il sistema Android. Puntare sul robottino verde di Mountain View mentre tutti sviluppavano per iOS è stato un azzardo ripagato dalle gigantesche quote di mercato che il sistema opersource di Google divorava a scapito della Mela morsicata

“Uno dei principali vantaggi di sviluppo per Android è che siamo in grado di liberare e lanciare aggiornamenti in base a nostro tempismo. A differenza di iOs che era legato ai tempi di caricamento dello store Apple. Android è stato il nostro banco di prova prima di lanciarci su iOs. E la risposta immediata degli utenti è stata fondamentale in fase di beta-testing. Via via il gap tra i due sistemi operativi si è ridotto, sino a scomparire” aveva dichiarato Baba sempre nel corso di quell'intervista

Dal successo inatteso dei primi titoli la tecnica si è affinata, aprendo anche all'estero, scegliendo oculatamente su quali mercati investire e rilasciando la versione in inglese, in cinese e in coreanodelle hit. La lingua di Shakespeare permette un tasso di penetrazione senza paragoni. La Corea è stata selezionata per la diffusione degli smartphone che caratterizza il mercato interno.

E dalle app, il passo successivo è stato catapultarsi nel dorato mondo del social gaming, lì la competenza sviluppata nei browser games ha costituito un ulteriore valore aggiunto. Lì la manutenzione è fondamentale per dilatare il ciclo di vita di ogni titolo. Gli unici giudici sono i giocatori, sono loro a decidere quale gioco merita di sopravvivere in quel mondo sovraffollato. E dai numeri raggiunti da Baba e dai suoi sviluppatori, la scommessa è stata vinta.

Antonino Pintacuda

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