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Pubblicato: 19 Novembre 2013

Business, A Social Future

Altro che moda, trend, tendenza: i social media sono ormai diventati veri e propri portali di business. Da semplici passatempi iniziali, nati per tenersi in contatto con le persone che si hanno a cuore, risulta ormai evidente come al giorno d'oggi per le aziende comunicare ai propri utenti senza social sia impensabile. Lo ha sottolineato stamattina, nel prestigioso palcoscenico dell'università Bocconi, proprio Facebook, nell'evento 'Fare business con i social network', organizzato proprio con l'ateneo milanese.

Ha aperto le danze Nicola Mendelsohn, VP EMEA di Facebook, che ha sottolineato come la rivoluzione portata dal social di Zuckemberg, l'apripista in termini temporali, sia ormai diventata a tutti gli effetti 'sociale'. Snocciolando tutti i numeri che il social può vantare, la Mendelsohn sottolinea infatti come Facebook sia pedina fondamentale nel business aziendale: basti pensare agli accessi mensili e giornalieri al social, 1.19 miliardi i primi, 577 milioni i secondi; o la visibilità che questo mezzo comporta, valutata al giorno d'oggi maggiore rispetto a quella della televisione. La manager ha portato infatti l'esempio della nota (soprattutto tra gli inglesi) azienda dolciaria Cadbury, che tramite un suo post è riuscita a raggiungere ben 15 milioni di utenti, tra cui 6 quelli mobile; o come Louis Vuitton, che è riuscita ad affermarsi come una delle maggiori realtà nel panorama social grazie all'integrazione, molto ben strutturata, di tutte le varie piattaforme. 'Facebook', come conclude la Mendelsohn, 'make the world a little bit smaller'.

Emanuela Prandelli, Associated Professor presso l'università milanese, ha invece concentrato la sua attenzione sul business possibile grazie a queste piattaforme. Un business che, una volta, era solo sognabile: non si sono mai visti, infatti, tanti strumenti utili a raggiungere e mappare i propri consumatori. Uno dei più importanti, come ha sottolineato la Prandelli, è il social CRM: portando l'esempio della possibilità di effettuare il login a un sito aziendale tramite il proprio profilo Facebook, la professoressa sottolinea come questa possa diventare una risorsa fondamentale per capire, tramite un flusso di informazioni senza precedenti, i gusti, le preferenze, le tendenze che interessano i propri utenti, riuscendo così a mappare un business incentrato su di loro. Le azienda stanno infatti rinunciando, in questi tecnologici tempi, a un certo grado di autonomia: se prima il posizionamento del brand veniva deciso dentro gli uffici marketing, tramite l'apporto di poche persone, oggi sono i migliaia di consumatori a dettare le linee di business dell'azienda; e i brand, sottolinea la Prandelli, che non si sono subito adeguati, che hanno tenuto fuori gli utenti dalle propri fonti decisionali, hanno spesso subito un effetto boomerang devastante.

I numeri di questo fenomeno sono stati al centro, ovviamente, dell'intervento di Roberto Pedretti, country manager di Nielsen. Intervento che è partito dalle origini, dal 2004, anno della fondazione di Facebook, e che ha sottolineato come ogni anno, da allora fino ad oggi, ha visto nascere un grande social network ogni 12 mesi, social che poi riesce a vedere milioni di iscritti tra i propri utenti. Tra tutti i milioni di iscritti (qui si prende in esame Facebook), ben un quinto di questi accedono solitamente da mobile, e ben uno su quindici da tablet, che si rivela uno dei più promettenti media in circolazione. E, di conseguenza, gli investimenti pubblicitari cambiano, allineandosi con le tendenze di mercato: tanto che il web conquista il secondo posto che fu della stampa nella classifica dei soldi spesi in pubblicità; se saldamente in testa rimane la Tv, con il 51% degli investimenti, il web giunge al 19% e la stampa al 18%. Tutto questo risulta utile anche in chiave ecommerce: l'85% di chi cerca informazioni sui prodotti usa il web, ricercando soprattutto le opinioni di altri utenti. E ormai ben il 14% degli acquisti avviene da pc, il 9% da smartphone e il 6%; e tuttavia risulta essere proprio quest'ultimo il dato più interessante: Pedretti sottolinea infatti come questo 6% significhi un 47% del totale di possessori di tablet: dato imponente, che mostra come praticamente la metà di chi possiede una tavolette acquisti su internet, portando alla ribalta questo media come uno dei più interessanti per il prossimo futuro.

Isabelle Harvie-Watt, Ceo & Country Manager di Havas Media Group in Italia, ha sottolineato l’importanza di saper cogliere le nuove opportunità di comunicazione e di business dei Social Media e, in generale, di internet. “Considerando la moltitudine di messaggi alla quale siamo sottoposti quotidianamente – ha sostenuto – fondamentale prima di tutto è  capire chi è il nostro consumatore e quali sono i suoi bisogni reali, per potere poi sviluppare una strategia di social media efficace e coerente con l’identità del brand. Possiamo chiamarla la “fase di ascolto”, nella quale occorre identificare qual è il luogo di conversazione online preferito dai propri consumatori. Questo luogo virtuale è spesso Facebook, che in Italia conta su 26 milioni di utenti, i quali possono essere intercettati, attirati e infine attivati con delle iniziative di brand engagement, al fine di fortificare la relazione tra brand e consumatore. Per cogliere queste opportunità il brand deve dotarsi di una struttura Social Media con un gruppo di Content & Community Manager”. Un’altra opportunità per le aziende di sfruttare le potenzialità dei social media è quello di facilitare la creazione di un ambiente virtuale unico per aggregare le audience e aumentare la rilevanza degli spazi pubblicitari online. “I numeri parlano chiaro” – commenta Isabelle Harvie-Watt – “secondo l’osservatorio Ericson Consumer Lab il 62% dei consumatori utilizza i Social Media mentre guarda la Tv (ben il 18% in più rispetto allo scorso anno), e se guardiamo al nostro paese la media sale a 69%. Da non sottovalutare inoltre il dato di penetrazione dei tablet, che arriverà al 30% degli italiani alla fine di quest’anno. Cresce dunque il numero di persone che mentre guardano la tv contemporaneamente utilizzano un altro device. A questo si aggiunge la possibilità di arricchire l’esperienza dei consumatori fornendo un contenuto diversificato per renderlo più appealing, come attraverso lo storytelling.

Fabio Sarpa
@Fabiosarpa

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