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5 requisiti essenziali per gestire il car sharing con successo

5 requisiti essenziali per gestire il car sharing con successo

Sono due degli argomenti più caldi per il mondo dell’automotive, e non passa giorno senza vederne la conferma in qualche dichiarazione o in qualche titolo di giornale. Guida autonoma e car sharing, due punti non proprio vicinissimi nel business dell’automobile, ma che potrebbero unire le forze per portare la mobilità nel futuro.

È stato infatti calcolato che una vettura privata oggi resta ferma e inutilizzata in media per più di 23 ore al giorno, mentre le auto impiegate per il car sharing a flusso libero vengono utilizzate fino a cinque/sei volte più frequentemente. In futuro, i veicoli a guida autonoma del carsharing saranno in movimento praticamente ventiquattro ore su ventiquattro. Per raggiungere questo obiettivo, è essenziale che le flotte autonome del carsharing siano gestite nel modo più ottimale possibile. I lavori per preparare il terreno a questa nuova realtà sono già in corso.

In questo senso, car2go ha pubblicato e diffuso il “Libro Bianco” sul car sharing e sulle auto a guida autonoma. Il testo contiene i 5 requisiti fondamentale individuati dal brand per riuscire ad avere successo nel settore. Ecco i punti e degli estratti del testo.

 

  1. Requisito 1: gestione efficace della flotta
  2. Requisito 2: “Demand Prediction” – previsione della domanda
  3. Requisito 3: “Fleet Intelligence”
  4. Requisito 4: ricarica intelligente dell’auto
  5. Requisito 5: la migliore esperienze del cliente
  6. Sintesi

 

 

Requisito 1: gestione efficace della flotta

Chiunque abbia in mente di gestire una flotta autonoma deve essere in grado di conoscere bene non solo il software, vale a dire big data, algoritmi e applicazioni, ma anche l’hardware, ovvero le auto.

Sulla scena altamente competitiva del mercato della mobilità, i protagonisti in gioco sono tanti, eppure, oltre al settore del carsharing, nessun fornitore di servizi di mobilità gestisce attivamente flotte molto grandi di auto. Con l’arrivo delle flotte di veicoli a guida autonoma le cose cambieranno.

Conoscenza ed esperienza sono requisiti essenziali per gestire migliaia di auto in servizio in maniera ottimale. Questo know-how rappresenterà un enorme vantaggio strategico sul mercato della mobilità del futuro poiché un guasto simultaneo su un grosso numero di veicoli significherebbe un’interruzione non da poco per un servizio di mobilità a guida autonoma. Le auto, che sono sempre operative, hanno bisogno di manutenzione, riparazioni, gomme nuove, cambio dell’olio e altri interventi.

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Requisito 2: “Demand Prediction” – previsione della domanda

Il secondo requisito decisivo per il carsharing a guida autonoma è un’efficace previsione della domanda. In tal caso, prima ancora che il cliente si metta alla ricerca di un’auto, l’azienda deve già prevedere momento e luogo nel quale ci sarà la richiesta di un veicolo.

Perché tutto questo? Il mercato della mobilità è altamente competitivo e, quindi, molto probabilmente il cliente sceglierà l’azienda in grado di fornirgli il servizio migliore nel minor tempo possibile e al prezzo più conveniente – oltretutto dando disponibilità di un’auto che risponde esattamente alle sue esigenze. Cosa significa questo per gli operatori? Nel migliore dei casi, l’auto dovrà raggiungere il cliente prima ancora che questi ne faccia richiesta.

Per chiarire meglio il concetto, osserviamo il futuro della guida autonoma prendendo ad esempio un caso concreto: immaginiamo che in una grande città sia appena finita una partita di calcio allo stadio. A questo punto ci sono due possibilità:

La prima è che non sia stata fatta una previsione della domanda. Gli operatori di servizi di mobilità non sono in grado di sapere, mentre si sta ancora giocando la partita, che alla fine del match molti tifosi richiederanno un’auto. All’uscita dallo stadio, quindi, i tifosi prendono il loro smartphone e prenotano una vettura. Le auto che devono dirigersi allo stadio, però, provengono da diverse zone della città. Impiegano, dunque, molto tempo ad arrivare, generando lunghi tempi di attesa. Tempi di attesa inaccettabili per il cliente.

La seconda possibilità è che esista una previsione della domanda in grado di individuare da subito la necessità di avere delle auto allo stadio a fine partita. I fornitori del servizio di mobilità, quindi, sono in grado di inviare in anticipo le loro auto allo stadio, in attesa dei tifosi all’uscita. La previsione della domanda, quindi, avrà un ruolo cruciale per un carsharing a guida autonoma davvero efficiente.

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Requisito 3: “Fleet Intelligence” – gestione intelligente della flotta

Requisito cruciale per un servizio efficiente di carsharing a guida autonoma è la gestione intelligente e ben collaudata della flotta. Cosa si intende per Fleet Intelligence? Dopo aver individuato il luogo nel quale il cliente avrà bisogno di un’auto, si deve stabilire qual è l’auto più adatta per raggiungere il cliente e il percorso che la porterà da lui. Potrebbe sembrare facile, ma si tratta di un passaggio tutt’altro che semplice. Per diverse ragioni, non sarà la macchina più vicina a raggiungere il cliente effettuando il percorso più breve.

Per spiegare perché questa non è sempre la soluzione migliore, basta fare un semplice esempio. Prendiamo di nuovo in esame lo scenario della partita allo stadio e immaginiamo che lo stadio si trovi nei pressi del centro della città. Se sul luogo d’interesse si dirigessero tutti i veicoli che si trovano nelle vicinanze, quindi provenienti dal centro della città, si verrebbe a creare una grande carenza di auto in centro, creando, anche stavolta, lunghi tempi di attesa.

Per evitare di avere poche auto in centro, quindi, allo stadio dovranno dirigersi le auto provenienti dalla periferia. In tal caso, però, i percorsi più lunghi necessari per raggiungere lo stadio, non devono generare viaggi a vuoto che creerebbero soltanto traffico inutile. Il percorso, quindi, deve essere coordinato in modo intelligente, in modo da prendere a bordo altri clienti nei tratti intermedi. Oppure prevedendo che la stessa auto possa essere utilizzata per trasportare pacchi per un servizio di consegna espresso.

Per ridurre al minimo i viaggi a vuoto, la parola chiave è efficienza. Così, infatti, si riduce il traffico e si salvaguarda l’ambiente. L’aspetto della gestione ottimale della flotta è talmente complesso da escludere la possibilità di una decisione autonoma per ogni singola auto. Piuttosto, richiede una gestione automatizzata dell’intera flotta a livello centrale. Una flotta di carsharing a guida autonoma, infatti, non può essere solo un insieme di vetture autonome ma è un gruppo complesso nel quale gli spostamenti di ogni singola vettura implicano ripercussioni sulle altre auto del gruppo. Per questo la flotta deve essere gestita nel migliore dei modi mediante algoritmi. In poche parole: una flotta di carsharing a guida autonoma è molto più della semplice somma delle sue auto.

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Requisito 4: Ricarica intelligente dell’auto

Una flotta di carsharing completamente elettrica nelle diverse città del mondo rappresenta sicuramente un’ottima notizia, sia per le città che per i loro abitanti. Le auto in circolazione, infatti, saranno più pulite e silenziose. Questo scenario, però, comporta diverse sfide. Infatti, a prescindere da quanto sarà potente la batteria installata sulle future auto elettriche o dai tempi necessari per la ricarica, ad un certo punto arriverà il momento di dover ricaricare il veicolo.

Facciamo di nuovo riferimento ad un esempio pratico: immaginiamo che, al termine di un noleggio, un’auto raggiunga un scarso livello di batteria e debba essere ricaricata. A questo punto, cosa accade se non troviamo una colonnina di ricarica gratuita disponibile nelle vicinanze? L’auto dovrebbe percorrere un lungo tratto per raggiungere la colonnina più vicina rimanendo, quindi, fuori uso per i clienti. Il servizio, dunque, non soddisferebbe la richiesta della domanda di mercato. Inoltre, il viaggio a vuoto per raggiungere la colonnina di ricarica creerebbe altro traffico, a scapito della normale circolazione.

Per prevenire tali situazioni di disagio, quindi, è fondamentale che le colonnine di ricarica siano collocate in posizioni ottimali. Solo in questo modo si possono assicurare tragitti brevi e una massima efficienza del servizio, a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti. Ricorrendo a simulazioni complesse, è possibile prevedere perfettamente gli scenari di ricarica. Basandosi su ogni possibile combinazione di andamento della domanda, di condotta di guida, di numero di auto e di altri fattori, è possibile ottenere lo scenario ideale per un’eccellente infrastruttura urbana di ricarica con una precisione nell’ordine di un metro.

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Requisito 5: La migliore esperienza del cliente

Gli operatori di carsharing a guida autonoma che riusciranno ad offrire ai loro clienti un servizio ottimale saranno un passo avanti rispetto ai competitor. Per esperienza del cliente si intende anche la disponibilità di vetture in tempi rapidi e quindi si ritorna ai temi già illustrati a proposito di gestione professionale della flotta, previsione della domanda, fleet intelligence e ricarica intelligente delle auto.

L’esperienza positiva del cliente, però, implica anche altri aspetti. Al momento, non sono molto le città in cui si vedono circolare auto a guida autonoma e per questo motivo non è ancora possibile registrare un riscontro da parte degli utenti. È, dunque, ancora più importante raccogliere da subito tutte le informazioni possibili sui desideri e sulle esigenze dei futuri clienti che utilizzeranno auto a guida autonoma. Le questioni da risolvere sono tante e molteplici: si inizia con la configurazione di una app, per passare alla comunicazione tra cliente e vettura ed arrivare, infine, alle offerte e ai servizi supplementari a bordo dell’auto.

Una breve selezione di domande può chiarire i tanti aspetti che interessano questo tema: dove deve circolare esattamente la vettura, soprattutto quando si trova su strade trafficate? In che modo un cliente può trovare un’auto in zone difficilmente raggiungibili? L’auto partirà da sola o attenderà il comando del cliente? Che tipo di interazione sarà utilizzata: comandi vocali o gruppi di comandi? Il cliente potrà usufruire di offerte supplementari, ad esempio potrà visualizzare le informazioni sui collegamenti con il trasporto pubblico locale?

Sintesi

L’industria automobilistica sta vivendo un rapido cambiamento: il suo futuro, in ambito urbano, sarà caratterizzato in misura decisiva dal fenomeno delle flotte di veicoli a guida autonoma che in qualsiasi momento della giornata potranno essere prenotate con un semplice smartphone. Tutto questo porterà a un’offerta “on demand” che fornirà sistemi di mobilità individuale ad un prezzo sempre più vantaggioso.

La grande sfida in questo mercato competitivo sarà quindi offrire sin dal primo momento il prodotto migliore in assoluto. Al giorno d’oggi, il mercato della mobilità individuale si presenta frammentato e diviso tra taxi, servizi di trasporto automobilistico privato, carsharing e altri servizi. In futuro, invece, questi modelli operativi saranno sempre più simili e la concorrenza sarà ancora più diretta.

L’elemento decisivo, quindi, non sarà più il colore dell’auto. L’attenzione si concentrerà, invece, soprattutto sulle seguenti domande: chi potrà fornire i veicoli nel più breve tempo possibile? Quanto costerà il servizio? E in che misura l’offerta sarà affidabile e orientata a rispondere precisamente alle esigenze dei clienti? Chi punta al successo in questo mercato deve pensare già da adesso a soluzioni decisive.

Pubblicato il 13 novembre 2017

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