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Pubblicato: 27 Marzo 2017

Cashback, le opportunità per l'ecommerce italiano

Cashback

Coupon, flash sales e price comparison: il consolidarsi dell’abitudine all’acquisto online ha portato con sé il parallelo diffondersi di diverse forme e modalità di risparmio sullo shopping digitale, conosciute e utilizzate nel nostro paese tanto quanto nei mercati più evoluti. Esiste invece un fenomeno di grande successo soprattutto nel mondo anglosassone ancora poco conosciuto e sviluppato in Italia: il cashback. Un sistema che permette di “guadagnare” una quota di quello che si spende online. Un punto chiave che ha affrontate bestshopping.com attraverso i dati di una sua recente ricerca, focalizzandosi appunto sulle opportunità che il cashback rappresenta per il mercato italiano e le differenze con gli altri paesi europei.

Innanzitutto, come funziona il cashback? Il sito (attraverso il quale l’utente passa per fare il suo shopping online) guadagna una percentuale sugli acquisti effettuati dall’utente presso uno dei negozi convenzionati e riversa una parte di questo suo guadagno all’utente stesso. I portali di cashback, infatti, stringono accordi commerciali con vari siti e-commerce dai quali ottengono una commissione per ogni acquisto eseguito con la loro intermediazione. La somma ottenuta viene divisa con l’utente che effettivamente ha sostenuto la spesa, al quale viene restituita una percentuale prestabilita. Più nel dettaglio, questo modello prevede una restituzione reale, in denaro (tramite assegno, bonifico o accredito su conto PayPal), a fronte del raggiungimento di una soglia minima di “accumulo”, che solitamente si aggira intorno ai 50 euro e che, va da sé, ha lo scopo di fidelizzare il cliente. Insomma, l’utente è invogliato a comprare attraverso la piattaforma almeno fino a che non mette da parte una quota: a questo punto potrà riscuotere il suo pagamento e sarà, nella migliore delle ipotesi, soddisfatto del servizio e più che felice di ritornare ad usarlo.

Il cashback è nato 10 anni fa negli Stati Uniti, dove oggi, insieme all’Inghilterra, è la forma di “risparmio online” con maggiore crescita: la piattaforma britannica Quidco conta 5 milioni di utenti, 5000 commercianti e mette a segno 90 mila iscrizioni ogni mese. Anche rispetto agli altri paesi europei, in Italia le dinamiche del cashback sono ancora poco note: solo il 29% degli e-shopper ne è al corrente, contro ad esempio il 44% della Francia. O ancora, solo il 9% degli italiani è iscritto a un programma di cashback, contro il 18% della Francia e l’11% della Spagna. Tuttavia, nel Bel paese, quello del cashback resta ancora un mercato tutto da scoprire: dei 21 milioni di utenti italiani che comprano online, solo il 2,4% utilizza piattaforme che offrono servizi di cashback; il 28% si affida a siti di comparazione e coupon e, infine, la maggioranza – 63% – acquista direttamente dal negozio di interesse senza provare a cercare forme di risparmio. Questo ritardo rappresenta per gli operatori del settore una grande opportunità dal momento che il comportamento degli e-shopper italiani è del tutto compatibile con le dinamiche degli altri paesi. Infatti, come altrove, più di un quarto dei consumatori italiani viene spinto agli acquisti su siti di e-commerce dalle varie formule di possibile risparmio (25,8% in Spagna, 24% in Francia – Fonte: ricerca Bestshopping.com).

In parte, lo sviluppo del settore cashback segue la crescita in atto nell’intera industria dell’e-commerce: nel nostro paese, il numero di utenti che comprano online è salito a 21 milioni nel 2016 e gli utenti abituali, coloro che effettuano in media almeno un acquisto online al mese, sono aumentati del 25% fino a raggiungere i 16 milioni. Stando agli ultimi dati di Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, per lo shopping digitale il 2017 potrebbe essere l’anno di maggior incremento dal 2010, fino a raggiungere un valore di 23,4 miliardi di euro. All’interno del variegato mondo dell’e-commerce, quella del cashback è una formula vincente perché consente di raggiungere la soddisfazione di tutte le parti coinvolte: il commerciante vende i propri prodotti, l’utente finale è gratificato con la restituzione di una parte dei soldi e il sito di cashback rinuncia sì a una porzione delle proprie provvigioni, ma così facendo ottiene un accrescimento rapidissimo ed esponenziale sia del numero di registrazioni sia della quantità delle transazioni che vanno a buon fine. Inoltre, dal momento che ogni piattaforma di cashback stringe accordi con vari partner commerciali, i negozi online che si possono rintracciare tramite questo innovativo modo di fare shopping sono i più disparati: da Booking.com per i viaggi, a Itunes per musica e video, da Pixmania per l’elettronica, passando per Yoox, Asos, Nike, eBay ed AliExpress oltre che, appunto, Amazon. Ad oggi, in Italia le categorie che vanno per la maggiore tra coloro che acquistano con il cashback sono hi-tech ed elettrodomestici (33,4%) e i viaggi (23%), seguiti da acquisti più variegati nei negozi generalisti come Amazon, eBay, ecc. (19,4%) e abbigliamento (8,3%).

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