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Pubblicato: 3 Maggio 2018

GDPR, la guida di Experian

Uno strumento utile alle aziende di servizi di marketing

gdpr data protection officer

Il nuovo Regolamento Europeo 2016/679 GDPR (General Data Protection Regulation) in materia di protezione dei dati personali entrerà a tutti gli effetti in vigore il prossimo 25 maggio. Experian ha realizzato una guida per consentire alle società che sono dotate di un sistema di elaborazione di dati personali di gestirli nel pieno rispetto del Regolamento, mantenendo e migliorando i propri risultati di business.

“Si tratta di incrementare le performance mettendo i consumatori al primo posto. Garantire sicurezza ai clienti significa oggi anche saper gestire ogni loro timore in materia di privacy e protezione dei dati personali. Un utilizzo trasparente e accurato di questi può generare enormi opportunità da entrambi i lati, aziende e consumatori”, dice Giuseppe Mauro Scarpati, Agency Relationship Manager di Experian Italia. “Il cambiamento investe prima di tutto i centri media, le agenzie di marketing e tutti gli operatori di società che lavorano nell’ambito del Programmatic advertising, del social media advertising e del marketing data. Per favorire il passaggio ai nuovi standard dell’era digitale abbiamo così deciso di realizzare una guida pratica, facendo tesoro dell’immenso patrimonio di dati che Experian gestisce a livello mondiale”.

 

  1. Poche le aziende pronte al cambiamento
  2. Alcuni consigli utili

 


Poche le aziende pronte al cambiamento

La guida nasce dalla valutazione dei risultati del Global Data Management Report 2017 condotto da Experian. Dal sondaggio, effettuato su un campione di oltre 1.400 persone impiegate in diverse aree aziendali in otto Paesi di tutto il mondo, è emerso che solo il 7% delle società si ritiene “molto preparato” al nuovo GDPR; il 48% dice di essere “abbastanza preparato” e oltre il 25% “non molto o affatto”. Inoltre, solo il 4,1% degli intervistati non è minimamente informato sul Regolamento.

La guida di Experian comprende una prima parte di sintesi in sei punti del nuovo regolamento che consiste in un documento di oltre cinquecento pagine. Gli elementi chiave del GDPR fanno capo a: diritti degli individui; diritto di essere informato; diritto alla cancellazione (all’oblio); responsabile della protezione dei dati (DPO); obblighi dei titolari del trattamento; valutazione d’impatto sulla protezione dei dati. Seguono poi le domande-chiave da porsi per adempiere agli obblighi previsti, ma soprattutto per coglierne i vantaggi.

“Nell’era dei dati e del digitale, l’obiettivo delle società di marketing deve essere prima di tutto la capacità di fornire proposte personalizzate e transazioni veloci con la minima o nulla complicazione per gli utenti. Quanto più questo plus sarà evidente e percepibile dal consumatore, maggiore sarà il vantaggio competitivo per l’azienda che eroga il servizio” aggiunge Scarpati.

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Alcuni consigli utili

 

Studiare e valutare

Durante la preparazione per il GDPR, è bene che le aziende si accertino di avere tra le mani dati accurati; e che raccolta, archiviazione, uso e cancellazione dei dati tenga in considerazione la tutela della privacy fin dalle prime fasi della progettazione dei sistemi. La prima fase riguarda la qualità dei dati. Solo dopo un’indagine scrupolosa le aziende possono arrivare a capire cosa si può cambiare per migliorare le operazioni di gestione dei dati. Un’altra buona idea è quella di chiarire la definizione di cosa sia esattamente un‘dato personale’, vista l’ampia definizione data dal GDPR. Noi consigliamo di creare diverse ‘tipologie di dato’, in modo che le aziende possano chiedersi quali dati possono essere considerati di tipo ‘personale’ e quali appartengono, invece, a un’altra categoria.

 

Migliorare

Con i nuovi standard imposti dal Regolamento, le aziende devono perfezionare il proprio approccio alla gestione dei dati in modo da rispettarne i requisiti. Le aziende devono assicurarsi di rispettare in ogni momento i diritti dei proprietari dei dati, mantenendo questi ultimi sempre aggiornati; migliorando, ad esempio, le pratiche di portabilità dei dati e le richieste di accesso, garantendo al consumatore il diritto di modifica, il diritto di opporsi, e il diritto di cancellazione in modo semplice. Potenzialmente, il sempre più alto numero di canali utilizzati per raccogliere dati potrebbe complicare questa transizione. Le aziende devono tenere sotto controllo dove le informazioni vengono conservate, spostate e condivise. Con il GDPR, la capacità di avere una visione unica per ogni cliente diventa sempre più importante.

 

Garantire la sostenibilità

Le aziende hanno bisogno di assimilare nuovi modelli di best practice nelle loro strategie di gestione dei dati, e, idealmente, integrarli nella cultura stessa dell’organizzazione. Come sempre, bisogna evitare che i ‘dati cattivi’ siano immessi nel sistema dopo la scadenza del GDPR. Le informazioni di contatto dovrebbero essere sempre aggiornate, in modo da poter raggiungere facilmente il cliente. Controlli per prevenire furti d’identità e frodi devono essere integrati nei sistemi attuali. Inoltre, le aziende dovranno aver messo in atto le giuste procedure per proteggere i clienti da eventuali violazioni dei dati personali. I piani aziendali dovranno prevedere un piano coerente di risposta, in modo da soddisfare i nuovi criteri.

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