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Pubblicato: 2 Dicembre 2014

I crash del Black Friday

Passato da poche ore il Cyber Monday, è già tempo di bilanci per la giornata del Black Friday, il famoso venerdì americano che ha conquistato e-shopper di tutto il mondo. Una chiave di ricerca la fornisce Dynatrace, che, attraverso gli strumenti Performance Tests, Outage Analyzer e Benchmark Reports, e dopo aver sottolineato che l'evento di quest'anno avrebbe visto una crescita sensibile degli acquisti da mobile, ha analizzato le performance di molti siti di ecommerce protagonisti dello scorso venerdì.

La ricerca sottolinea, innanzitutto, che non sono stati riscontrati attacchi o malfunzionamenti alle reti; ciò che emerso ha riguardato soprattutto problemi interni ai siti web. L’obiettivo dei negozi online è generare più fatturato possibile, l’obiettivo dei vendor di APM (Application Performance Management) è quindi essere sicuri che aziende come gli store online possano farlo nella maniera più efficace possibile. Le applicazioni dei siti di retail sono molto complesse e gestire questa complessità non può essere fatto singolarmente all’interno dell’azienda, ma è qualcosa che avviene di concerto fra Line of Business, Sviluppo, Produzione. Il miglior modo per questi team per lavorare insieme è concordare un set di metriche e un set di strumenti comuni.  
Andando a guardare come è andata concretamente: venerdi, alle 3 del pomeriggio, Outage Analyzer ha riscontrato 8 malfunzionamenti, 7 dei quali stavano avendo effetto sugli utenti finali.

Uno dei primi siti ad aver problemi di disponibilità e tempi di risposta è stato BestBuy. Alcune fonti hanno riferito che il malfunzionamento era dovuto a un picco nel traffico mobile. L'Holiday Shopping Survey di Dynatrace aveva previsto un incremento nel traffico da dispositivi mobili.

Quindi questo non sorprende: gestire siti e app mobili richiede nuovi insight e nuove best practise per tutte le aziende. Nel caso di BestBuy Dynatrace ha analizzato una serie enorme di dati. Guardando questi dati per capire dove i rivenditori online devono porre la propria attenzione per monitorare app e siti mobile: una delle prime cose da analizzare sono gli operatori di telefonia mobile. Nel caso di BestBuy i tempi di risposta fra ATT, Sprint e Verizon sono molto diversi.

Ad avere avuto problemi è stato anche il sito di Cabelas, che durante la giornata è divenuto addirittura irraggiungibile.

Dai test su Cabelas è risultato che il sito è molto complesso perché ci sono molte terze parti coinvolte (che possono essere CDN, reti di AVD, social media, strumenti di analytic etc). Ogni terza parte fornisce alcune funzionalità ma può anche rappresentare un rischio per il sito in termini di prestazioni. In definitiva però, quando c’è un problema, che dipenda direttamente dal sito o da terze parti, è comunque l’utente a farne le spese.


Anche FootLocker ha avuto i suoi problemi venerdi.

Dalle analisi la causa sembra essere stato un problema di configurazione fra FootLocker e i propri CDN. Al di là di questo aspetto, molto tecnico, anche in questo caso sono gli utenti a farne le spese e, di conseguenza, a lamentarsi su Twitter.

E per finire, l’insospettabile: anche il sito del gigante Apple ha avuto i suoi problemi venerdi. Per molte aziende il messaggio “We’ll Be Back” è indicativo di qualcosa che va storto. Solo Apple può permettersi di usarlo e ottenere un effetto teatrale.

In conclusione, se un cliente scrive un tweet in cui si lamenta di un sito web in quel momento irraggiungibile, è già troppo tardi. Le soluzioni APM aiutano a diagnosticare il problema, ma a quel punto c’è già stato un il danno. Le aziende devono spostarsi verso un approccio diverso, in cui ci sia una cultura dell’ottimizzazione delle prestazioni web e app e in cui si adotti una metodologia DevOPs per limitare e risolvere problemi legati alle performance.

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