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Pubblicato: 28 Gennaio 2014

Il futuro è dell’IoE

Quattro giorni di Internet of Everything, quattro giorni di connessione tra persone, processi, dati, cose. 'Connecting the Unconnected' è la sfida che si pone il Cisco Live 2014, per la prima volta dopo 24 edizione europee a Milano, nella prestigiosa cornice del MiCO. Dal 27 al 31 gennaio David Bevilacqua, Vice President South Emear, farà gli onori di casa dell'evento cloud di Cisco dedicato alla tematica che sta reimpostando l’intera visione di Cisco sull’impiego della tecnologia, l'IoE.

“Tutti i governanti comprendono che la tecnologia può cambiare i loro paesi”. Erano state queste le parole di John Chamber nel corso del World Economic Forum di Davos, conferenza mondiale che ha posto l'attenzione su una tematica fondamentale per il futuro economico come quella dell'IoE. Ed è cosi per Bevilacqua: la sfida, al giorno d'oggi, è “connecting the unconnected” e la risposta sta in Internet e nell’impatto che avrà nel definire le nuove relazioni  tra cose, dati, persone e processi. “Già oggi l’Internet Economy contribuisce per 2,3 trilioni di dollari sull’economia globale, ha creato 2,6 posti di lavoro per ogni posto di lavoro perso, contribuisce per il 3,4% del GDP in ben tredici paesi campione ed è responsabile del 21% della crescita del GDP negli ultimi cinque anni nei paesi maturi. Non ultimo, facilita l’aumento della produttiva nelle piccole e medie imprese nell’ordine del 10%”. Un’evoluzione frutto di vent’anni di processi: si è passati da un mondo in cui la tecnologia mirava a dare accesso ai dati (connectivity), a una realtà definita networked economy dove la rete era in primo piano, per transitare nella recente era digitale con interazione tra social, mobilty, cloud e video (definita immersive experience) fino all’Internet of Everthing, che porterà a una completa integrazione tra persone, processi, dati e cose e che, secondoChambers,  ha un valore potenziale di 19 mila miliardi di dollari.

 “Le numerose transizioni tecnologiche degli ultimi decenni, incluso IoT, consumerizzazione dell’IT, mobilità, cloud computing i big data, si stanno unendo per abilitare l’Internet of Everything” precisa Bevilacqua. “L’impatto dell’Internet of Everything fa si che la creazione del valore si sposti verso la potenza delle connessioni e, più specificatamente, verso la capacità di creare intelligenza da tali connessioni”. Guardando all’Italia, l’Internet of Everything rimane una grande opportunità per colmare il paradosso italiano. “Da un punto di vista del mercato consumer, in Italia ci sono 23 milioni di persone collegate mensilmente a Facebook con più telefoni cellulari che abitanti, da un punto di vista business invece solo il 55% delle aziende ha una connessione a banda larga, e Internet contribuisce alla crescita del GPD solo per il 12%, contro il 21% medio dei paesi europei”. La crescita inevitabile degli oggetti collegati a Internet e delle potenzialità che portano con sé porterà benefici anche nel nostro mercato, a partire dall’impegno nel realizzare smart city e dall’Expo 2015, ormai alle porte, dove saranno attesi 20 milioni di visitatori da 150 paesi. “Expo 2015 può essere un catalizzatore per accelerare l’agenda digitale italiana, e può spingere la trasformazione del paese, l’innovazione ma anche la produttività delle aziende” sostiene il manager. “Con Expo 2015 vogliamo organizzare un sito smart che sia all’avanguardia per telecomunicazioni, entertainment, sicurezza e servizi. Le persone dovranno vivere l’esperienza dell’Expo, non semplicemente la sua tecnologia”. E l’esperienza passa da oggetti collegati in modo intelligente.

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