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Pubblicato: 6 Ottobre 2015

Internet, strumento di libertà

Si è visto molto chiaramente con alcuni dei più importanti eventi geopolitici degli ultimi tempi: il web si sta scoprendo sempre più strumento di libertà e veicolo di affermazione per le proprie idee. Lo ha certificato, attraverso un ricerca, il Pew Research Center, che ha presentato i dati allo State of the Net; è stato Lee Rainie, direttore della ricerca su Internet, Scienza e Tecnologia dell'istituto, ha leggere i risultati nel corso del panel The Next Digital Disruption. “La crescita di internet raccontata da Lee Rainie è un'opportunità e oggi gli algoritmi accelerano la nostra società. Con gli strumenti, la rete può migliorare, ma instradare il cambiamento dipende da ogni singola persona” affermano Beniamino Pagliaro, Sergio Maistrello e Paolo Valdemarin, fondatori di State of the Net.

Lo stato della rete in Italia
Lo State of the Net è stata anche l'occasione per fare il punto sulla situazione del web italiano. Nel nostro paese il tasso di penetrazione dell'utilizzo di internet si ferma al 60,2%, dato prossimo a quello di Libano e Argentina, 62%, Polonia e Cina, 63%, e Venezuela, 67%, ma lontano dalle vette toccate da Stati Uniti, 86%, Chile, 76% e Russia 73% e da diversi paesi Europei. La maggior penetrazione di Internet induce a chiedere assenza di censura: proprio Venezuela, Libano e Cile sono i paesi con la maggiore percentuali di utenti internet che non desiderano limitazioni da parte dei governi. Nel frattempo, si registra un boom nella sottoscrizione di contratti di telefonia in mobilità in Italia: 153 ogni 100 abitanti. Più del 90% della popolazione usa cellulari e il 60% gli smartphone; negli USA sono rispettivamente il 92% e il 68%, soglia a cui si stanno avvicinando diversi paesi emergenti come Sud Africa, Ghana e Kenia. Più del 60% della popolazione italiana usa i social network, percentuale simile a quella registrata in USA, 65, e in Cina, 58%.

Internet, strumento di libertà
Internet è sempre più uno strumento di libertà per le popolazioni dei paesi emergenti. Mentre in Italia il tasso di penetrazione degli utenti di internet sul totale della popolazione si attesta al 60,2%2, Cile e Russia viaggiano oltre il 70%, il Venezuela si attesta al 67% mentre la Cina arriva al 63% e Libano e Argentina si attestano al 62%. Tra i paesi prossimi ad avvicinarsi all'Italia, si trovano il Brasile, con una penetrazione del 51% ed Egitto e Messico con il 50%. Proprio la maggiore diffusione di internet risulta essere alla base di un maggiore desiderio di libertà sul web: i paesi a maggior diffusione sono anche quelli contrari alla censura governativa. In Venezuela, l'89% delle persone sono favorevoli all'eliminazione della censura, seguono Libano e Cile, che si attestano all'86%; chiudono il ranking l'Uganda con il 49% delle persone favorevoli e il Pakistan con il 22%.

L'influenza positiva della rete
Tra le motivazioni che spingono maggiormente all'uso di Internet nei paesi emergenti figura anzitutto l'educazione: il 64% della popolazione dei 32 paesi esaminati ritiene che la rete abbia un'influenza positiva su questo tema. Il 53% ritiene poi che il web agevoli lo stabilire relazioni personali, mentre il 52% lo apprezza per fattori economici. Una minor fiducia viene invece attribuita sulle questioni politiche: in questo caso il 30% ritiene che Internet abbia una cattiva influenza mentre il 36% afferma il contributo positivo. La situazione poi si ribalta sul tema della moralità: il 42% ritiene che il web abbia una cattiva influenza.

I contenuti condivisi
Lo stesso orientamento viene espresso del tipo di contenuto che si preferisce fruire attraverso i social network: mentre il 72% condivide musica e film e il 56% notizie sportive, si registra una maggior cautela verso i contenuti politici, condivisi dal 34% degli intervistati, e quelli religiosi, condivisi da meno di un terzo del campione (30%). Proprio i social network rappresentano lo strumento principale di accesso alla rete per la maggior parte della popolazione nei paesi emergenti. Vi accedono in questa modalità il 93% degli utenti internet nelle Filippine, l'88% di quelli del Kenia e del Venezuela all'88%. In Italia più del 60% della popolazione utilizza i social network, percentuale prossima al quella degli USA, 65%, e della Cina, 58%.

Il desiderio di non essere censurati
La possibilità di una maggiore libertà di condivisione via internet senza censure governative trova ampia diffusione in molti paesi sudamericani: in Venezuela è auspicata dal 89% degli intervistati, il Cile dall'86% e in Argentina e Brasile dall'80%. In Bolivia la percentuale scende al 76%. Nel medio oriente e in nord Africa questo desiderio è espresso soprattutto in Libano, secondo in classifica con l'86% degli intervistati favorevoli, e in Egitto, quarto con l'83%. Chiudono il ranking l'Uganda con il 49% delle persone favorevoli e il Pakistan con il 22%. Un accesso maggiore a internet è il fattore scatenante un maggiore desiderio di libertà: la percentuale di intervistati che richiedono assenza di censura risulta crescere soprattutto nei paesi in cui la penetrazione di internet è più alta: in Cile, Venezuela, Libano, Argentina è compresa tra il 62 e il 76%. Mentre Uganda e Pakistan risultano più staccati dagli altri paesi, con penetrazione dell'uso di internet limitata tra il 15 e l'8%.

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