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Pubblicato: 4 Aprile 2016

La TV sta morendo. Viva la TV

Cosa sta succedendo al consumo (e al consumatore)  televisivo in questa fase di straordinaria e rapida trasformazione? La sensazione è che l’evoluzione tecnologica e l’ibridazione con il web e i social media ci vadano consegnando una nuova centralità televisiva, in cui l’esperienza di consumo sta progressivamente tornando ad essere appagante e stimolante per le sue audience. Questi importanti temi sono stati affrontati a Roma all’Auditorium MAXXI di via Guido Reni 4, in una ricerca annuale sull’evoluzione della pratiche di visione e le modalità di engagement della audience televisive presentata dall’Osservatorio Social TV, dal titolo “La nuova centralità televisiva. Schermi, contenuti, pratiche delle audience connesse“. Dinanzi ad un Auditorium gremitissimo con la nutrita presenza di giornalisti e addetti ai lavori, si è discusso dei cam-biamenti in atto nel mercato televisivo e sui trend immaginabili per il futuro prossimo.

L’Osservatorio Social Tv, nato nell’aprile 2013 presso il Centro Interdipartimentale Digilab (Sapienza Università di Roma), con il coordinamento scientifico di Alberto Marinelli e Romana Andò (Sapienza), anche in questa occasione ha rappresentato una straordinaria chance per la ricerca televisiva, riunendo per la prima volta intorno ad un unico tavolo di lavoro i più grandi editori televisivi sul panorama nazionale (Rai, Mediaset, Sky, Fox Networks Group, Discovery Italia, Viacom International Media Networks, Laeffe, Sony Pictures Television Networks), per ragionare insieme sui cambiamenti del consumo televisivo e, in particolare, sul fenomeno della Social Tv in Italia.
Anche le forme più tradizionali di visione televisiva, riconducibili al setting domestico del soggiorno + divano + schermo TV, si lasciano contaminare dalla  innovazione tecnologica e dall’affermazione del web fino a proporre una risemantizzazione del più classico dei rituali di consumo: ne emerge una rinnovata idea di comodità, fatta di schermi HD e contenuti on demand che trasformano audience scarsamente engaged e assuefatte a  flusso televisivo  in consumatori selettivi e orientati alla ricerca di contenuti da trasformare in eventi mediali.

La circolazione dei contenuti
Una parola chiave dei nuovi scenari di consumo televisivo è, quindi, la circolazione. I nuovi setting domestici digitalizzati, che possono contare sia su un’ampia disponibilità di schermi che su connessioni internet e accesso a servizi streaming o on demand, favoriscono la circolazione dei contenuti rispetto ad un sistema broadcasting basato sullo scheduling. I contenuti, cioè, sono sempre disponibili e accessibili e si modellano rispetto ai diversi bisogni delle audience in molteplici scenari d’uso. Il contenuto, svincolato dal palinsesto, passa da uno schermo all’altro, da un contesto all’altro, da un tempo di consumo ad un altro. Ma circolazione significa anche espansione del contenuto su più schermi: da una parte lo schermo su cui il contenuto viene fruito, dall’altra gli schermi su cui le audience espandono il piaceredel consumo attraverso attività multiscreening come la ricerca di  informazioni, la lettura dei commenti e l’interazione, le pratiche fandom e la relazione con le celeb, la gamification etc.  La circolazione, in questo senso, conferma e rafforza ulteriormente la
nuova centralità della televisione come esperienza espansa.

Oltre le generazioni: molti schermi per esplorare la next TV
Tra  le  audience  televisive  connesse  ad  internet  (pari  a  circa  il  60% della popolazione italiana) questa nuova centralità televisiva si traduce nella percezione di un background comune di opportunità di consumo, assolutamente trasversale  rispetto all’età, in cui le audience si muovono a diversa  velocità e intensità, alorizzando e sfruttando  le potenzialità della cosiddetta next TV. Abbandonati i luoghi comuni che vogliono i giovani lontani dalla TV a favore di una platea adulto-anziana, emergono pratiche che dimostrano come la ricchezza di opportunità offerta dall’innovazione tecnologica, dalla moltiplicazione dell’offerta e dall’ibridazione con la rete sia stata complessivamente appropriata dalle audience televisive e di volta in volta piegata a esigenze, bisogni, motivazioni differenti. Il primo tratto comune a tutte le generazioni è l’acquisizione della molteplicità degli schermi come nuova forma  tecnologica della TV. La  consapevolezza, cioè, che i contenuti TV non siano più solo visibili attraverso lo schermo tradizionale e secondo le logiche del palinsesto, ma costantemente accessibili attraverso diversi device  in modalità placeshifting e timeshifting. L’altro tratto comune è il multiscreening: l’uso di altri device durante la visione dei contenuti TV è ormai una conditio sine qua non del consumo televisivo. Se queste dimensioni rappresentano le condizioni abilitanti diffuse per le nuove forme di televisione, ogni generazione lascia emergere alcune specificità che segnalano la propensione al cambiamento e il livello di innovazione tecnologica e culturale. 


Il piacere della TV
Il piacere di guardare la TV o, meglio, i contenuti televisivi è centrale nella vita quotidiana delle audience contemporanee e l’esperienza di visione assume forme inedite rispetto al passato. II mix di device, la tipologia di coinvolgimento richiesta, il rapporto con l’ambiente domestico e non, il momento della fruizione e i contenuti sono di volta in volta diversi e danno vita a pratiche che esaltano il consumo televisivo piuttosto che svuotarlo di senso. Il piacere della TV, quindi, continua a significare nell’accezione più tradizionale, relax, comodità, occasione  di alleggerimento rispetto allo stress quotidiano. La combinazione schermo TV, letto o divano e zapping per rilassarsi è intergenerazionale e mette d’accordo tutto il campione.


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