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Pubblicato: 16 Gennaio 2013

L’epoca delle redazioni orizzontali

Anche Superman ha appeso la penna al chiodo per diventare blogger, lasciando la scrivania al Daily Planet. Non poteva esserci immagine migliore per sintetizzare la rivoluzione che ha investito il giornalismo e il mondo della carta stampata. S'è discusso anche di questo all'incontro dei giornalisti italo-tedeschi a Villa Vigoni, sul Lago di Como lo scorso 9 dicembre. Il Financial Times Deutschland aveva sospeso le pubblicazioni due giorni prima, il 7 dicembre. Diverso il destino dell'online, come dimostra il caso tutto italiano di Lettera43.it, nato due anni esclusivamente in rete che continua a crescere, dimostrandosi una scommessa vincente.

Abbiamo intervistato Gea Scancarello (nella foto), Head of foreign desk di Lettera43.it

Come stanno cambiando i giornali? 
Gea ScancarelloIl cambiamento è in atto da tempo ormai, è diventato inevitabile, la prima conseguenza di internet è che non esiste più una distinzione tra produttori e consumatori di notizie. Questo è la ragion d'essere dei social network dove la pubblicazione e la condivisione di articoli e notizie è la prima cosa. Questo comporta anche un cambiamento nel modo di affrontare il giornalismo e il giornalismo online in particolare. Il giornalismo non può evitare di confrontarsi con la necessità di saperli maneggiare anche per il posizionamento. Chi arriva tardi perde molte posizioni. 

E tutto questo come si riflette nella vita di redazione?

Oggi non esistono posizioni chiare, non ci sono modelli vincenti. Quello che riguarda l'organizzazione del lavoro è più complesso.  Si sta procedendo per esperimenti. In questo momento, per esempio, il lavoro è influenzato dalla presenza dei social network e le redazioni devono imparare a gestirli, sia come produttori di notizie che come 'megafoni'. Si devono superare barriere anche culturali, come lo scetticismo che caratterizza la vecchia generazione dei giornalisti che hanno avuto la fortuna di farsi le ossa facendo i corrispondenti. Eppure è indubitabile che le notizie oggi circolino molto su twitter. Quella che diventa una vera e propria arte è la capacità di sceglierle e selezionarle utilizzando i nuovi strumenti.

Quali sono le caratteristiche di questi 'reporter 2.0'?
I giornalisti di oggi sono già nati su internet e anche nelle testate storiche il blocco verso l'approccio multimediale è in via di superamento, come dimostra il caso del Guardian. L'interattività è la forza di internet, dove c'è aiuto e scambio reciproco. Nel giornalismo del futuro si prenderà sempre più campo una “redazione orizzontale”, dove, le note gerarchie (caposervizio, caporedattore, etc.) saranno sostituite da tre o quattro 'punti decisionali'. La definizione non è mia, come ho detto a Menaggio, ma è del Tow Center for Digital Journalism della Columbia Journalism School. Le gerarchie strutturate non potranno sopravvivere nel giornalismo del futuro e ai tempi del citizen journalism. C'è bisogno di molto dialogo e di compenetrazione ma l'essenza del giornalismo però rimane: raccogliere, filtrare e proporre notizie resta il cuore della professione, in più bisogna sapersi aprire. In Lettera43.it, ad esempio, è fortissima la compenetrazione tra i nostri portali verticali e i siti esteri.

Il bilancio dei primi due anni del vostro giornale è più che positivo. Quali sono i vostri punti forza?
Il primo punto di forza di Lettera43.it è l'indipendenza, già come struttura societaria: questo trova riscontro in quello che abbiamo prodotto in questi due anni. Lettera43.it non ha padroni, scriviamo ugualmente di tutto, non abbiamo santi o protettori. Cerchiamo di essere molto reattivi, la nostra è una redazione di giovani e giovanissimi guidati da 'maestri' in cui c'è molta voglia di fare e di essere sul pezzo. Per noi la crossmedialità è già una realtà, non ci sono battaglie da compiere com'è capitato con i giornalisti della 'vecchia guardia'. I giovani redattori sanno usare benissimo audio e video.  
Nello specifico, per attrarre nuovi investimenti pubblicitari la nostra ricetta è mantenere un'offerta di qualità, ampliandola con nuovi portali verticali, proseguendo così con la nostra strategia di diversificazione dei siti.


Antonino Pintacuda
@toninopintacuda

Vignetta CC Geek and Poke

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