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Pubblicato: 27 Ottobre 2015

L’informazione in Italia, sempre più digitale

Gli italiani scelgono prevalentemente Web e App per informarsi, abbandonano quindi la carta, e ogni giorno segnalano 1 milione di volte gli articoli di loro interesse sui social network: questi sono i  risultati più rappresentativi di Newsruption, il rapporto presentato oggi da Burson-Masteller e Human Highway, che analizza e presenta il cambiamento che il digitale ha prodotto nel modo d’informarsi degli italiani negli ultimi dieci anni e dell’emergere di un nuovo sistema dell’informazione di attualità, guidato da nuovi soggetti e nuove abitudini di interazione con la notizia.

La condivisione è ormai entrata a far parte della quotidianità con una crescita importante negli ultimi 2 anni (+185% dal 2013 al 2015). Il fenomeno, segnato da un volume di 30 milioni di condivisioni mensili, si sviluppa a partire dai 100mila articoli di attualità prodotti dalle cento principali testate d’informazione online. Il 55% delle condivisioni sui social network è relativo ad articoli pubblicati sui siti Web dei quotidiani cartacei. La ricerca del 2015 è stata eseguita su un campione di 1.600 individui maggiorenni, utenti abituali di Internet, e i dati dichiarati nelle interviste sono stati arricchiti dall’analisi di 800mila articoli pubblicati da gennaio 2014 a giugno 2015 sulle 100 principali testate online italiane, classificati sulla base del loro contenuto (analisi semantica) e della loro popolarità sociale (il numero di condivisioni su Facebook, Twitter, LinkedIn e Google Plus). I risultati della ricerca indicano come poco meno della metà della popolazione connessa a Internet produca la domanda d’informazione che si riversa online ogni giorno: milioni di individui ricavano dal Web (12,2 milioni) e dalle App sui dispositivi mobili (4,7 milioni) le informazioni che cercano mentre tra gli stessi utenti Internet si rileva un segmento di dimensioni più ridotte (il 17,6%) che legge abitualmente i quotidiani in formato cartaceo.

Le persone che hanno fatto esperienza di lettura dell’informazione di attualità sia su carta che online – inteso come Web e App – mostrano una decisa preferenza per i prodotti digitali rispetto alla carta. Di fronte alla possibilità di scegliere su quale canale leggere le notizie, la scelta va infatti nel 75% dei casi all’online (Web o App) e solo nel 16,2% dei casi al supporto cartaceo. Il Web prevale sulle App ed è in crescita rispetto al confronto con lo stesso dato di due anni fa mentre la quota di preferenza verso la carta rispetto al formato digitale rimane costante, intorno a una persona su sei. Analizzando invece in assoluto i mezzi di informazione, è la TV a confermare il proprio ruolo dominante: quasi metà delle persone ricorda di aver appreso una notizia rilevante da questo mezzo. La variazione più significativa riguarda Facebook, con un forte incremento negli ultimi 4 anni, che raggiunge il 12,5%: Facebook da solo mostra di avere una capacità informativa paragonabile a quella di tutto il sistema dei quotidiani online, stabile al 13,4% da quattro anni.

Un altro elemento significativo descritto da Newsruption riguarda la nuova dinamica di distribuzione dell’informazione trasformata dall’online e dai social network. La vita della singola notizia non termina con la vita del quotidiano: una volta pubblicata sul Web, la notizia è libera di diffondersi al di fuori del suo contenitore originario che può essere la carta, la radio o la TV. Con la diffusione dei Social Network e degli Smartphone la condivisione è diventata infatti un fenomeno di massa e ha trasformato l’incontro con l’informazione in un evento spesso casuale, che avviene mentre si svolgono altre attività e si seguono altri interessi, a conferma di come gli utenti siano sempre più multitasking. I fruitori dei servizi online sono esposti a un continuo sottofondo e spesso questo processo non avviene più con la mediazione di una testata ma direttamente con l’articolo, del quale si può anche non conoscere con precisione l’autore, la fonte, la data di pubblicazione e, ovviamente, l’affidabilità. Gli utenti online hanno quindi cambiato il proprio comportamento, grazie a una modalità di partecipazione più attiva e più critica, molto diversa rispetto a quello precedente. È diventata decisiva l’espressione del proprio modo di leggere la realtà: si condivide sui Social Network per dare voce alla propria opinione su un tema o per enfatizzare un tema a cui si è particolarmente legati. Tra i quattro social network più utilizzati nella condivisione dell’informazione online la quota principale è di Facebook con il 96%. Lo spazio che rimane è quasi tutto di Twitter e solo qualche punto decimale è riservato a Google+ (in calo) e a LinkedIn (in crescita).

Newsruption ha anche messo in luce il tema dei costi e le differenze strutturali tra l’editoria tradizionale e quella online. Tra il 2007 e il 2010 si è verificato il fenomeno che ha visto la nascita di un significativo numero di editori puri digitali, alcuni dei quali si sono rivelati dei casi di successo negli anni successivi e oggi sono a pieno titolo compresi nell’insieme delle venti maggiori testate d’informazione online. L’emergere di questi soggetti ha mostrato come sia possibile costruire un prodotto d’informazione digitale caratterizzato da costi di struttura e servizi molto più contenuti di quelli delle testate di origine tradizionale. Mentre gli editori tradizionali hanno reagito alla crisi ponendosi il problema di come supplire al calo dei ricavi con diverse soluzioni, non sempre legate alla mission editoriale, i nuovi editori digitali hanno configurato un sistema di produzione più snello, più efficiente e senza il peso dell’eredità dell’epoca cartacea, in particolare il peso del costo del personale. Considerando le voci di produzione, di distribuzione e di redazione, si trova che il costo necessario per servire il bisogno informativo di un lettore cartaceo (costo di lettura di un quotidiano cartaceo) è otto volte superiore al costo che un editore online deve prevedere per offrire la visita al proprio sito Web d’informazione da un lettore digitale. Se si limita il ragionamento al solo mezzo digitale si nota che gli editori tradizionali che offrono informazione sul Web operano a un costo per visita più che doppio rispetto ai nuovi editori puramente digitali.

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