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Pubblicato: 9 Giugno 2014

Marketing, sviste Mondiali

È una febbre particolare, che ogni quattro colpisce praticamente tutti i tifosi calcistici del pianeta. Si chiama Coppa del Mondo FIFA, abbreviata più semplicimente in Mondiale, ed è la competizione calcistica più attesa in assoluto. Mancano pochi giorni, in particolare, all'inizio di Brasile 2014, un'edizione particolare, che sa di storica ancora prima di cominciare, poichè la nazione ospitante coincide, a questo giro, con quella più vincente della storia. Il calcio però in questi ultimi giorni, fatti di interviste ai protagonisti, di previsioni, di quote sulle scommesse, si sta colorando tantissimo anche di marketing; tra spot e campagne di comunicazione, la competizione più attesa degli ultimi anni sembra essere già iniziata.

Il marketing sembra aver infatti attirati su di se i riflettori in queste ultime settimane. Una delle vittime azzurri illustri è stato il giocatore del Milan Riccardo Montolivo. Sfortunato protagonista di un brutto infortunio durante l'amichevole contro l'Irlanda, il 'Monto' è stato vittima anche dell'ironia della rete: galeotto in questo caso è stato lo spot della Simmenthal, considerato 'iettatore' visto il claim “Montolivo è rimasto negli spogliatoi, non capiamo per quale ragione”; ovviamente attardatosi per gustarsi il prodotto, il web ha considerato la pubblicità un vero e proprio preludio allo sfortunato infortunio.



Di stampo completamente diverso invece la visibilità ottenuta da Adidas. Al centro delle controversie l'ultimo spot della casa tedesca con protagonisti cinque stelle di livello mondiale, ovvero Lukas Podolski, Diego Costa, Arjen Robben, Dani Alves e al nostro Daniele De Rossi, tutti con in mano il cuore di una mucca. Claim della campagna è infatti “How far will you go? I will give my heart for my country. #allin or nothing” ovvero “Quanto oltre ti spingeresti? Darò il cuore per la mia nazione. Tutto o niente”, con evidente metafora del dare tutto per poter alzare la prestigiosa Coppa del Mondo. “Podolsky dice che darà il suo cuore per la nazionale ma in realtà quello che stringe tra le mani è il cuore sanguinante di un povero animale innocente” ha subito commentato il portavoce del gruppo animalista tedesco Four Paws. “È già abbastanza brutto che gli animali vengono macellati per il cibo ma in questo modo è ancora più assurdo”. Non si è fatta attendere la risposta del brand. “Non è certamente nostra intenzione di offendere la sensibilità delle persone. Per questo Mondiale è stato deciso di rappresentare graficamente i giocatori Adidas delle varie nazionali pronti a dare il cuore per il proprio Paese. La campagna 'all in or nothing', infatti, è basata sul concetto di dare tutto per alzare la Coppa del Mondo. Si è voluto rendere le immagini più veritiere possibili per rappresentare la passione che giocatori e tifosi provano nei confronti della Coppa del Mondo. Il cuore è stato acquistato in una macelleria quindi disponibile ad uso alimentare. Gli animali sono stati macellati in linea con le normative”.

Rientrando in patria, al centro delle polemiche in questi ultimi giorni ci è finita nientemeno che la Rai. Due in particolare i fatti che hanno conquistato le cronache degli ultimi giorni: la più recente, meno grave ma che anche qui è riuscita a scatenare l'ilarità della rete, è stata la continua perdita di collegamento durante l'amichevole di ieri sera, Fluminense-Italia, che ha letteralmente fatto perdere i primi due goal a tutti i telespettatori e spezzettato in continuazione la prima frazione di gara.

Infine, polemica di ben altro stampo ha riguardato uno degli spot della televisione di stato dedicato a Brasile 2014: la campagna con al centro il Cristo Redentore di Rio in maglia azzurra ha scatenato un'aspra polemica da parte dell'Arcidiocesi della città, che ha chiesto come risarcimento dai 5 ai 7 milioni di euro. La televisione di stato ha prontamente ritirato lo spot, tuttavia l'episodio non è stato ancora commentato.

Fabio Sarpa

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