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Pubblicato: 23 Luglio 2013

Nielsen: in calo fiducia e consumi

Fiducia e spesa degli italiani nel 2013. Sono questi i due concetti chiave che Nielsen ha indagato nel suo ultimo 'Global Survey sull’indice di fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa' realizzata tra il 13 e il 31 maggio 2013, che misura dal 2005 l’indice di fiducia dei consumatori, le maggiori preoccupazioni e le intenzioni di spesa tra più di 29.000 intervistati online, in 58 paesi. Livelli di fiducia dei consumatori sopra e sotto i 100 punti indicano il grado di ottimismo e pessimismo.

L'Italia, nella classifica europea della Global Survey, si posiziona in terz'ultima posizione a 41 punti, dopo la Croazia (45) e prima del Portogallo (33). L'indice si mantiene dunque in linea con il dato registrato nello stesso periodo del 2012, seppure in leggero calo (1 punto) rispetto ai primi tre mesi di quest'anno; tuttavia, i 41 punti italiani si posizionano ben al di sotto della media europea (71 punti) e globale (94). Il 57% degli italiani, infatti, non prevede, in relazione alla crisi economica, un miglioramento nel corso dei prossimi 12 mesi (contro il 64% della media europea); nel primo trimestre 2013 il dato si attestava sul 54%, nello stesso periodo del 2012 era il 53%. Solo l1% degli italiani (uguale il dato europeo) prevede nei prossimi mesi un possibile superamento della crisi, mentre il 32% rimane incerto (26% europeo). Sul fronte delle prospettive lavorative il dato è eclatante: il 93% (contro il 72%) la situazione è considerata negativa/pessima, mentre solo il 5% le considera buone (23% europa). La preoccupazione più pressante degli italiani rimane proprio legata al lavoro (26%, 17% europa), dato però leggermente in calo rispetto al primo trimestre. Al secondo posto c'è la crisi economica (13% come a livello europeo), seguono poi i debiti (9%) e l'educazione dei propri figli (8%). La situazione politica è la preoccupazione più importante per il 7% (solo 2% in Europa).

Questo non è il momento giusto per fare acquisti: lo pensa l'89% degli europei, contro il 70% degli italiani. Comunque, ben il 37% degli italiani dichiara di risparmiare, ovviamente dopo aver affrontato tutte le spese essenziali. Tuttavia, sono in molti a non riuscire a risparmiare nulla, dato che si attesta al 27%; il trend italiano denota quindi ancora una fase di difficoltà per le tasche dei nostri connazionali, per via dell'innalzamento continuo dei prezzi a fronte della diminuzione degli stipendi. Chi non risparmia preferisce spendere soprattutto in abbigliamento (25%), in vacanze (23%), in intrattenimento fuori casa (21%) o manutenzione della casa stessa (9%). Importante dato risulta essere quello relativo a mutui/prestiti, laddove solo il 14% degli italiani deve far fronte a impegni finanziari contratti, contro il 26% europeo. E, per continuare a far fronte (debiti o no) a tutte le spese, ben l'81% degli italiani dichiara di aver modificato i propri comportamenti di spesa, di aver tagliato i pasti fuori casa (68%), l'abbigliamento (68%) e l'intrattenimento (60%). “Il quadro economico europeo, finchè la situazione finanziaria non si sarà stabilizzata, rimane incerto”. Lo ha dichiarato Roberto Pedretti, Amministratore Delegato di Nielsen Italia. “La costante crescita dei tassi di interesse ostacola i fenomeni di  ripresa, incidendo pesantemente anche sulla domanda negli acquisti per la casa e sulle spese di una certa rilevanza. Queste condizioni piegano il calo dell’indice di fiducia nella metà dei Paesi europei nel secondo trimestre dell’anno, Italia compresa. In particolare le rilevazioni a livello nazionale evidenziano un sentiment particolarmente negativo sulla recessione, da cui non si vede ancora via d’uscita, a preoccupazione sempre alta per la  sicurezza lavorativa e un calo dei consumi piuttosto sostenuto, soprattutto rispetto al trimestre precedente”.

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