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Pubblicato: 23 Gennaio 2015

#nobuzzwords: come far funzionare il proprio Linkedin

Volete trovare lavoro? Smettetela di autodefinirvi “esperti” e “responsabili”, specializzati nel problem solving, meno che mai strategici e dinamici. Sono queste infatti le buzzwords da eliminare su LinkedIn. Perché quelli sono i termini più usurati dall'iperutilizzo.
Allargando il campo al resto del mondo, anche lì c'è uno scarso utilizzo di sinonimi, infatti se in Italia ci sono almeno 7 miliioni di esperti, nel mondo ci sono ancora più “motivati”.

Giunta alla quinta edizione, la classifica rappresenta un valido aiuto per ridare lustro al proprio “brand”. Nel  nostro paese non si può fare a meno di sottolineare come, da un anno all’altro, la popolarità delle parole più ricorrenti sostanzialmente non sia cambiata, dedicando prevalentemente l’attenzione su termini indicanti esperienza e responsabilità che denotano poco dinamismo, essenziale invece per le caratteristiche del moderno mondo del lavoro.

Nel 2010, “vasta esperienza” era l’espressione più utilizzata a livello mondiale, “innovativo” in Italia. E, mentre nel 2011 il termine più in voga in Italia è stato “problem solving”, a livello internazionale – per due anni consecutivi, dal 2011 al 2012 – è stato “creativo”. Termine che nel 2013 ha lasciato il posto a “responsabile” e nel 2014 invece è stato rimpiazzato da “motivato” a livello globale e, come detto, “esperto” a livello nazionale.

Ecco una rapida infografica per ristrutturare il proprio profilo!

“Lavorare alla creazione del proprio brand professionale è il requisito fondamentale per distinguersi dagli altri professionisti”, ha dichiarato Marcello Albergoni, Country Manager di LinkedIn Italia e Spagna. “Se per presentarsi si usano le parole sfruttate da milioni di persone, il nostro profilo non sarà diverso da quello di chiunque altro ambisca a una specifica opportunità o posizione lavorativa. Per avere, quindi, più possibilità di essere notati dobbiamo distinguerci. Per esempio: evitando l'uso di parole particolarmente gettonate, sostituendole con una descrizione accurata e un link a un progetto in cui si è lavorato e rendendo in questo modo il proprio profilo differente, oltre che unico e irresistibile. Fornire i successi tangibili della propria esperienza è molto più convincente che scrivere semplicemente di essere “esperti” in un settore”.

Infine, è possibile dimostrare il proprio grado di esperienza raggiunto, la responsabilità acquisita o la capacità di essere strategici – per distinguersi dalla massa degli altri professionisti presenti su LinkedIn – mettendo a frutto alcuni suggerimenti:

.    Il curriculum: Impegnarsi a eliminare dal proprio profilo su LinkedIn le frasi fatte e i termini più in voga è un buon inizio. Evitare, però, di sostituirli con altri termini che potrebbero risultare altrettanto abusati è fondamentale. Per farlo bisognerebbe provare a inserire alcuni esempi che dimostrino chiaramente la propria motivazione. Quali risultati si sono ottenuti grazie alla motivazione? La motivazione personale ha aiutato a sostenere un programma? È possibile dimostrare la propria motivazione semplicemente caricando nel curriculum esempi significativi a dimostrazione dei risultati ottenuti con il proprio lavoro.

.    La foto del profilo: Esaminare attentamente la foto del profilo è importante. Essa, infatti, conta più di quanto non si pensi: un profilo con foto ha una probabilità 14 volte superiore di essere visualizzato. Quindi, assicurarsi che rappresenti al meglio dal punto di vista professionale la propria candidatura potrebbe essere decisivo per concretizzare un’opportunità lavorativa.

.    Il titolo del Profilo: E’ necessario mettere in evidenza le novità! Scrivere un titolo convincente che invogli le persone a leggere il proprio profilo, infatti, offre maggiori possibilità di business. Ad esempio, se si è alla ricerca di un'opportunità professionale, scriverla nel titolo potrebbe rappresentare un ottimo metodo per farsi notare.

.    Il lato buono: Quale modo migliore per dimostrare di essere una persona “motivata” se non quello di includere le esperienze di volontariato e le cause importanti che si sono sostenute e che si sostengono? Anche questo può giocare a proprio favore. Il 41% dei professionisti intervistati da LinkedIn negli Stati Uniti, per esempio, ha affermato di considerare le esperienze di volontariato al pari di quelle di lavoro retribuito, ai fini della valutazione dei candidati.

.    Valorizzate le competenze: Esporre le proprie competenze nel profilo aumenta di 13 volte le probabilità che il profilo venga visualizzato su LinkedIn. L’elenco delle proprie competenze rappresenta in modo semplice e sintetico il proprio brand professionale. Per essere sicuri di comparire nei risultati di ricerca e di offrire un quadro completo di tutto quello che si è capaci di  fare, è necessario inserire anche le competenze di nicchia insieme a quelle di alto livello.
.    Fare parlare i propri sostenitori: Fare in modo che siano le referenze di colleghi ed ex colleghi a parlare del proprio brand professionale è il modo migliore in cui vengono forniti esempi specifici di alcuni risultati che si sono ottenuti grazie al tipo di competenza che si desidera evidenziare.

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