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Pubblicato: 17 Dicembre 2013

Occasion and Opportunity of Video Adv

Stanno sempre più cambiando le abitudini di  consumo dei contenuti: dal monolitico spot tv, vero e proprio paradigma di pubblicità prima della nascita del digitale, ai format multicanale, che vanno a coinvolgere gli onnipresenti smartphone e tablet. Lo ha sottolineato Videology nel suo ultimo focus, mettendo anche l'accento sul fatto che i brand e le agenzie pubblicitarie devono adeguarsi sui nuovi trend del marketing, visti i numeri sempre più positivi che questi stanno facendo registrare.

Il complesso scenario attuale che coinvolge editori, advertiser e agenzie porta ad un pubblico più frammentato e meno definito, con la conseguente perdita di controllo sulle campagne e su chi visualizza determinati contenuti al di fuori della TV. In Italia, il passaggio al programmatic da parte di advertiser e agenzie si sta rivelando  più lento rispetto ad altri mercati, lasciando d’altra parte maggior spazio per crescere. La struttura del mercato, la relativa immaturità nella raccolta e commercializzazione dei dati, una gamma di contenuti internet ancora limitata, e la riluttanza ad adattarsi ai trend presenti in mercati più avanzati sono le cause principali di questa situazione. Tuttavia si prevede che la dimensione del mercato della video advertising online in Italia  aumenterà sensibilmente, dopo aver registrato quest’anno un +38,7%, raggiungendo un valore globale stimato di 63,2 milioni di euro nel 2017. Insieme al mobile, la video advertising è stata definita come un elemento fondamentale per la comunicazione online nel corso del recente IAB Forum, tenutosi a Milano.

Attrarre più budget nell’area del video online è una delle priorità dei digital media, poiché, parallelamente al declino della fruizione della TV tradizionale, la visualizzazione di video online sta crescendo costantemente del 38%. I digital media outlet sono inoltre in grado di acquisire parte dei budget destinati alla televisione tradizionale e riversarli sulle campagne di video advertising; questo si sta già verificando in mercati più maturi, quali quello statunitense e britannico. In quest’ultimo, il budget globale di video advertising digitale è cresciuto da £73 milioni a £135 milioni in un solo anno, dal 2012 al 2013. Gli advertiser si trovano quindi a fronteggiare la sfida di dover raggiungere un pubblico più disparato e maggiormente elusivo: le soluzioni finora disponibili non offrivano dati che supportassero il posizionamento di una pubblicità in un dato dispositivo o porzione di contenuto video,  fattore che disincentivava gli advertiser a investire in tal senso. Con l’utilizzo della tecnologia programmatic, per le agenzie e gli advertiser è diventato possibile identificare l’utente al quale sono interessati, misurare e controllare la campagna dall’inizio alla fine, utilizzare i canali digitali che completano il loro investimento in TV e fornire una componente sociale al proprio brand, sfruttando l’interattività del dispositivo, massimizzando così tutte le forme e i guadagni derivanti dalle operazioni di marketing.

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