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Pubblicato: 29 Gennaio 2014

Papa Francesco personaggio web dell’anno

Il 2013 è stato l'anno di Jose Mario Bergoglio, ovvero Papa Francesco. Su questo non c'è alcun dubbio: se infatti, da una parte, mostri sacri della carta stampata hanno a più riprese dedicato le loro copertine al pontefice (comparso, ad esempio, su Rolling Stone, e classificato come personaggio dell'anno dal Times), anche sulla rete il Papa ha riscosso un clamoroso successo. Lo ha sottolineato l'ultimo studio 3rdPlace commissionata da Aleteia, intitolato 'La Rete ama Papa Francesco', un focus sulla presenza online del Pontefice nel periodo marzo-novembre 2013: la popolarità del Papa ha avuto un fortissimo impatto sul continente digitale, grazie a una delle comunicazioni più efficaci della storia.

Papa Francesco è stato il personaggio con il maggior volume di ricerche mensili su Google (1.737.300), e il più menzionato in rete (più di 49 milioni di volte). A livello globale, il Pontefice è riuscito a battere personaggi internazionali del calibro di Barack Obama, Vladimir Putin e Angela Merkel; tuttavia, a livello italiano, il Pontefice deve cedere la prima posizione in entrambi gli step a due personaggi politici: nel nostro paese il più 'cercato' su Google è stato infatti Beppe Grillo (673mila), il più menzionato Silvio Berlusconi (982.853). La differenza sta nell'omogeneità di ricerche e menzioni sulla rete: se, infatti, la maggior parte delle attività digitali di un personaggio pubblico risalgono per la maggior parte a un determinato paese (il 52% dei riferimenti a Barack Obama proviene dagli States), le ricerche e le menzioni su Papa Francesco hanno un respiro globale. Un altro dato interessante riguarda l'efficacia della comunicazione dialogica del Papa, una delle più efficaci a livello mondiale. Prendendo d'esempio il social Twitter, il Papa, pur avendo una minor frequenza di pubblicazione giornaliera (0,79 tweet al giorno), ad esempio, di Barack Obama (7,76), riesce ad avere un engagement medio molto superiore (6.637 a 2.309); e lo stesso vale per il nostro paese, con un engagement medio di 1.301 del profilo @Pontifex_it, rispetto agli 88 dell'account di Beppe Grillo. La motivazione di questo livello di interazione va probabilmente ricercata nell’approccio del Papa al mezzo digitale: mentre Obama e Grillo utilizzano Twitter come un broadcast per diffondere i propri contenuti, il Pontefice lo utilizza per parlare e avvicinarsi ai suoi fedeli, ottenendo così risultati migliori e più efficaci.

Una vera e propria rivoluzione, quindi. Se infatti prima dell'elezione di Papa Francesco rimbalzavano, sia su carta stampata che digitale, opinioni illustri sull'incapacità della chiesa di riuscire a comunicare con i propri fedeli, oggi tutto questo non avviene più. Papa Francesco, lo hanno sottolineato in molti, ha cambiato il modo di comunicare dell'istituzione, lo sta portando nell'era digitale, nel 21esimo secolo; ne sono un esempio lampante i social network (Twitter su tutti), lanciati si dal precedente pontifice Benedetto XVI, ma utilizzati con vera efficacia solamente negli ultimi 10 mesi. Il più grande comunicatore che la chiesa abbia mai avuto, anche più del compianto Wojtyla: così la pensa Bruno Ballardini, uno dei più grandi esperti di marketing in Italia (ha lavorato per le più grandi multinazionali della pubblicità tra cui BBDO, Saatchi & Saatchi, Young & Rubicam), che ha spiegato la sua idea in un'intervista a Aleteia.org. “Quando parla alla gente parla in modo semplice, comprensibile a tutti. Questo avrà una serie di conseguenze 'a cascata'. Lui sta dando l'esempio per primo e di conseguenza, presto, cambierà lo 'stile' e il 'tono di comunicazione' della Marca tutta. Vorrei osservare che è stato un errore di valutazione definire Wojtyla un 'grande comunicatore'. Wojtyla ha fatto molto spettacolo, ha usato l'arma dell'entertainment. Ma è Bergoglio il vero grande comunicatore, capace di modulare perfettamente il messaggio e il tono di comunicazione in funzione di ciascun target e in un istante, a seconda della necessità. Capace di improvvisare utilizzando tutte le corde del suo strumento: l'arte della strategia”.

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